In Anti & Politica, Economia

paperone-tasseDI GIOVANNI BIRINDELLI

Nel lungo termine le tasse non possono diminuire.

L’alternativa non è fra più tasse e meno tasse, ma fra l’abolizione di ogni forma di imposizione fiscale e sempre maggiore imposizione fiscale.

L’imposizione fiscale richiede infatti un’idea astratta di legge che rende illimitato il potere della macchina coercitiva statale e che fornisce a quest’ultimo non solo la possibilità ma tutti gli incentivi a espandersi e quindi ad aumentare l’imposizione fiscale, il debito pubblico e l’inflazione monetaria.

La Libertà, intesa in termini di assenza di coercizione arbitraria di alcuni da parte di altri, implica un’idea astratta di Legge (il Principio di Non Aggressione) che riconosce ogni forma di imposizione fiscale come un crimine; e idem per ogni forma di regolamentazione al di là delle diverse espressioni di quel principio.

Fra libertà e socialismo non è logicamente possibile alcuna terza via.

La ricerca di una terza via (per esempio di una diminuzione sostenibile della pressione fiscale, o di una “migliore regolamentazione”) di fatto rafforza il socialismo e nel lungo termine non può che produrre maggiore pressione fiscale e maggiore regolamentazione.

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Mostrati 16 commenti
  • malgaponte
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    Purtroppo il mondo occidentale sta sempre più scivolando nel socialismo. A mio parere in parte può essere colpa del suffragio universale che fa sì che il voto dei parassiti conti come quello di chi crea ricchezza. Milioni di parassiti uguale milioni di voti di chi vuole vivere a sbafo di chi si rompe il c&&o ogni giorno.

  • malgaponte
    Rispondi

    Come le tasse e tutto il resto è proporzionale al reddito anche il peso del voto dovrebbe esserlo. Sono consapevole che a molti questo sembrerà una bestemmia ma io la penso così.

    • GIG
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      no no,non è proprio una bestemmia.
      io la penso proprio come te.
      se pago di piu’ voglio contare di piu’.
      è un ragionamento semplicissimo che il ‘sistema’ ha tolto dalla mente delle persone.
      inoltre se genero ricchezza per libera scelta delle persone conto di piu’ di chi la ‘genera’ per monopolio.
      in questo caso genera non è la parola piu’ appropriata.

  • Fabio
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    in effetti una volta potevano votare chi aveva qualcosa, qualche proprietà. Chi non aveva nulla (per incapacità o sfortuna è irrilevante) non poteva esprimersi sui soldi altrui.
    Poi arrivò il suffragio universale …
    Pensa alla classe che frequentano i tuoi figli a scuola: quante eccellenze trovi su venti ragazzi? un dieci, due nove e due o tre otto? vuol dire in pratica che la maggioranza è mediocre se non scarsa o pessima.
    Col suffragio universale la maggioranza detta LEGGE!!
    eccone il risultato.

  • Francesco Orabona
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    Attenzione! Non aiutiamo gli statalisti con la battaglia di retroguardia della lotta al suffragio universale! Il problema non è il suffragio, ma i poteri di coloro che col suffragio vengono elettii. Più settori della vita sono in mano allo Stato, più saremo vittime degli eletti. Se ad esempio lo Stato rinunciasse al monopolio della previdenza, ognuno sarebbe libero di rivolgersi a qualsiasi compagnia assicurativa per la propria pensione e lo Stato non potrebbe più regolamentarle, stabilendo privilegi per deputati, sindacalisti e compagnia bella. C’è solo un modo per far sì che un politico faccia bene una cosa: non fargliela fare! Il criminale scopo degli statalisti è di occupare tutta la società, pezzo dopo pezzo. Il nostro scopo invece di liberarla pezzo dopo pezzo, fino a quando non ci saranno né suffragio né eletti. Rothbard giustamente diceva che chi pensa di fermarsi ad una via di mezzo ha già perso!

    • winston diaz
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      A quanto pare, cari Fidenato e Facco, oltre ai nazicomunisti, esistono anche i nazilibertari.
      Il che getta una luce molto sbieca a ombrosa sulla possibilita’ di uno stato (inteso in senso di situazione) libertario. Assomiglierebbe a una cosca condominiale, mi sa.
      Probabilmente il fatto di essere nati, cresciuti, e vissuti in questo contesto italiano rende impossibile immaginare una situazione davvero diversa, se non in senso di parodia, anche a quelli piu’ critici verso di essa. Mah.

      • Dino
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        Di fatto lei non conosce le norme che regolano l’amministrazione e la vita condominiale. Le parlo per esperienza diretta: in un condominio di 20 appartamenti posseggo la metà e forse anche più dei millesimi. In assemblea non posso di fatto far passare iniziativa alcuna senza l’ausilio di una maggioranza numerica….. la legge come vede è legge…. ma quando si tratta d’interventi di straordinaria manutenzione, chi paga di più è il sottoscritto.

        • winston diaz
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          Nel condominio vale la regola di maggioranza: la maggioranza decide, e la minoranza deve seguire a forza.
          Quanto di piu’ opposto all’istanza libertaria.

          • christian

            La maggioranza decide sulle parti di proprietà comune e secondo quanto previsto dal regolamento.
            Regolamento che accetti liberamente comprando caso il quel condominio.
            Se non ti va bene il regolamento compri la casa da un’altra parte.
            Le decisioni a maggioranza non sono antilibertarie a prescindere. La materia su cui queste maggioranze prendono le loro decisioni e l’accettazione volontario del regolamento sono la discriminante. Ma sono sicuro che questo tu lo sappia benissimo.

  • Fabio
    Rispondi

    si Francesco, concordo in pieno.
    il mio ideale di ‘stato’ è una comunità, in mezzo ad altre comunità, che gestisca le cose come fosse un condominio, quindi:
    a) per avere diritto di voto in assemblea devi essere titolare di una qualche proprietà;
    b) il ‘condominio’ come lo conosciamo oggi non viene a comandarti di comprare le scarpe per tuo figlio al negozio del condomino moroso in modo da fargli guadagnare per pagare le rate condominiali. Insomma non avrebbe il potere d’ingerenza che ha lo stato moderno. Certo, la tentazione dei funzionari chiamati ad amministrarlo di abusare del loro potere sarebbe grande, sopratutto considerato che si potrebbero alleare coi servizi di vigilanza e sicurezza del condominio… Se ne verrebbe fuori solo se i condomini fossero liberi di armarsi per difendersi dalle loro stesse guardie…

    • GIG
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      concordo anche io

    • winston diaz
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      “il ‘condominio’ come lo conosciamo oggi non viene a comandarti di comprare le scarpe”

      Quindi, per migliorare in senso libertario, dovremmo passare dallo Stato al condominio?
      Permettetemi un sorriso…
      Peggiore e piu’ significativo esempio di quanto grande sia la confusione credo non si potrebbe portare.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    C’è gente che vota per scegliere di esser governata da socialisti.
    E’ questa la terza via.
    Libertà, socialismo dittatoriale, socialismo democratico.
    Noi si vive in un mondo in larga parte governato da social-democratici.
    Con la giusta avvertenza che richiama Birindelli.
    Non c’è dubbio che al peggio non esista limite.
    E questo vale certamente per l’imposizione fiscale nei regimi occidentali.
    Più o meno tutti.

    • Dino
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      Esatto dopo un Renzi, c’è sempre un Emiliano.

  • eridanio
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    Il Birindelli breve è molto più coinvolgente di quello profondo e didascalico che però ha altri irrinunciabili pregi.

    Ma se la terza via non esiste non esiste qualcosa da pianificare di migliore o di più accettabile.
    Non esistono un condominio, una loggia, una cellula, una aggregazione che siano migliori o preferibili anche per gli altri.
    E’ tempo perso immaginare come dovrebbero funzionare e quali regole siano migliori da un dato punto di vista.
    Il libertario non è socialista nel senso che rinuncia a disegnare, progettare entità di realizzazione auspicabile per se quando il “per se” implica implicitamente …. gli altri.
    Qualsiasi tentativo in tal senso è già un inconsapevole tentativo di terza via.

    Il libertario navigando solitario non si sente solo. Sa che se ha bisogno di qualche cosa trova mille persone disposte a servirlo. Se il come farsi servire a volte è da inventare di sana pianta, quel che è certo è che in ogni caso ogni vantaggio dipende in larga parte da come si ricambia gli altri servendo.

    Ma soprattutto il libertario non da per scontato cosa sia per gli altri l’essere libertario. Al massimo esterna la propria base d’offerta ed usa la prudenza per evitare spiacevoli inopportune cadute di vigilanza.
    —————————————————————————————————–
    Comunque o si ribalta il tavolo o continuare a giocare a poker col baro porta prevedibilissime conseguenze.
    Sedersi al tavolo pensando di sopravanzare l’altro in destrezza è accettare la violenza altrui e la propria come regole del gioco.
    L’esito è che le cose non migliorano anzi peggiorano. Tasse incluse.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Passare dallo stato al condominio. Se sono obbligato a stare in un condominio, ho solo lo stato un po’ più piccolo e con un diverso nome. Ma se il condominio è quello del significato autentico delle parole, cioè una multiproprietà da me acquistata e della quale sono libero di vendere la mia quota, allora il passaggio ha dei lati positivi. Lo vogliamo chiamare consorzio? Per me va bene. Non è la guerra delle parole che contribuirà alla diffusione della causa libertaria.

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