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paperone-tasseDI SOLE24ORE

dio fuga dei capitali, ora la nuova moda è la fuga dei capitalisti in carne e ossa (con capitali al seguito, ovviamente). Sarà forse l’effetto della progressiva scomparsa dei paradisi fiscali, ma sta di fatto che nel 2016 i ricchi in fuga dai propri Paesi sono balzati a quota 82mila (+28% rispetto all’anno precedente) secondo il “Global Health Review: Worldwide Wealth and Wealth Migration Trends”, rapporto diffuso ogni anno dalla società sudafricana di ricerca e consulenza New World Wealth. Stiamo in questo caso parlando dei cosiddetti high-net-worth individuals, dotati di un patrimonio compreso tra 1 e 30 milioni di dollari, immobili compresi.

Vediamo qual è la nuova mappa dell’emigrazione facoltosa. In testa per il secondo anno consecutivo troviamo l’Australia, in cui l’anno scorso si stima siano approdati 11mila nuovi ricchi (+38% rispetto al 2015), ma a sfoggiare il miglior trend di crescita è il secondo Paese in classifica, gli Stati Uniti, con 10mila nuovi Paperoni che rappresentano un incremento del 43%. A seguire troviamo poi Canada, Emirati Arabi e Nuova Zelanda.

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La Francia è invece il Paese che “perde” più Paperoni: ben 12mila solo l’anno scorso, il 20% in più che nel 2015. Oltre alla robusta tassazione sui cittadini più facoltosi, ad allontanare i ricchi dall’Esagono potrebbe essere stato l’effetto dei numerosi attentati terroristici avvenuti negli ultimi mesi (da Parigi a Nizza) combinato col terrore che Marine Le Pen vinca le presidenziali, spingendo il Paese verso una possibile “Frexit” densa di incognite. Ma a perdere per strada i ricchi sono soprattutto i Paesi emergenti: dopo la Francia, nella classifica dei Paesi di emigrazione troviamo infatti rispettivamente Cina, India e la Turchia autoritaria di Erdogan, anch’essa nel mirino del terrorismo.

Ma come è possibile stimare i flussi di migrazione dei ricchi? Non è facile e i ricercatori di New World Wealth hanno scelto di combinare diversi metodi. «Solo il 20% dei milionari “migranti” utilizza i programmi che offrono il passaporto in cambio di investimenti – spiega Andrew Amoils, uno degli estensori del report – . La maggior parte arriva con visti lavorativi o di seconda cittadinanza». Lo studio è stato quindi condotto anche attraverso sondaggi e analisi delle compravendite immobiliari nei 71 Paesi considerati.

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Showing 6 comments
  • Albert Nextein
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    Fanno benissimo.
    E’ semplice buon senso.
    E’ autodifesa.

  • Pedante
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    Forse è anche in parte il mix etno-demografico della Francia a spingere i francesi all’emigrazione.

  • Giulio
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    Arriverà un giorno in cui i parassiti si dovranno dare al cannibalismo.

  • winston diaz
    Rispondi

    C’e’ una bella intervista sull’argomento sul truffone di carbone:
    iltruffone.com/it-032-uno-sguardo-sulla-francia-schiacciata-verso-lo-stesso-destino-dellitalia/

    • winston diaz
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      A quel che ho capito nella francia e’ impossibile vivere piu’ che per i “ricchi”, per i piccoli-medi imprenditori, e sta diventando come l’italia un paese dove si sommano tutte e sole le negativita’ sia del socialismo che del liberismo.
      D’altra parte e’ noto da sempre che la francia e’ uno dei paesi piu’ statalisti, nazionalisti, centralisti e illiberali d’europa. Non e’ una novita’.

  • vetrioloblog
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    E’ il gatto che si morde la coda. I paesi ad alta tassazione perdono i contribuenti più ricchi ma non rinunciano a ridurre la spesa pubblica, quindi tartassano ancora di più i contribuenti che non possono trasferire altrove le loro fonti di reddito. I paesi a bassa tassazione guadagnano altri contribuenti, per di più facoltosi, e possono permettersi, anche a parità di spesa pubblica, di abbassare la tassazione.

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