In Anti & Politica, Economia

bce_draghiDI SILVANO CAMPAGNOLO

Oggi la BCE ha deciso che il tasso ufficiale di riferimento rimane dello 0%. Il tasso sui depositi presso la BCE rimane del -0.4% (significa che se depositate soldi alla BCE, dovete pagare perchè ve li tengano).

Analizziamo questo tasso di riferimento.
La BCE “IMPONE” a tutta l’area euro di calcolare tutti i prezzi secondo un tasso ufficiale pari a 0
Ma cosa dovrebbe essere il tasso “ufficiale”?
Teoricamente dovrebbe essere il tasso di riferimento per calcolare il “rischio” di impresa di tutta l’economia europea di area euro.
Voi direte? Ma come si fa a calcolare un tasso del genere considerando l’infinità di sfumature e sfaccettature che l’economia ha?
Effettivamente non si può calcolare, ma si può “imporre” un tasso di riferimento, sul quale fare tutti i calcoli. Più il tasso di riferimento è basso, meno “rischiosi” saranno tutti gli investimenti.

Questo però comporta un problema: gli imprenditori continueranno a fare montagne di errori di calcolo economico, quantificando “rischi aziendali” sui loro investimenti in maniera estremamente sottostimata che, nel momento che il mercato apporterà le dovute e necessarie correzioni, pagheranno a caro prezzo.
Penserete: ma a chi fa comodo questa situazione?

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Presto detto: il tasso di riferimento è anche la base di calcolo per i tassi di interesse di tutti i titoli di stato area euro, quindi più questo tasso è basso meno interessi pagheranno i debiti pubblici degli stati. Ora chiedetevi: come mai la BCE tiene questo tasso cosi basso? La risposta è semplice: Nonostante una paventata “autonomia” della BCE dai governi, essa fa esattamente quello che i ministri dell’economia degli stati euro dicono di fare. E l’ordine è: tenere i tassi bassi, anche se questo significa mantenere le banche ad un livello di estrema difficoltà in quanto tutte sottocapitalizzate e piene zeppe di titoli di stato a rendimenti ridicoli, perchè meglio che fallisca qualche banca, che il danno si può sempre sistemare con la fiscalità comune, piuttosto che uno stato area euro, magari anche grande, dato che darebbe il via ad una reazione a catena su scala globale terrificante.

Concludendo: Stati, Banche Centrali e banche commerciali sono sempre più stretti in un abbraccio mortale, dove nessuno può più ne stringere ne allentare senza causare la morte di un elemento e di conseguenza anche la morte degli altri due.

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Showing 2 comments
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Le banche commerciali se ne fottono del tasso imposto dalla Bce.
    Basta provare ad andare a chiedere un finanziamento anche ridotto.
    Nella migliore delle ipotesi costa un 6%.
    Tasso base 0%, spread applicato 6%.
    Così funziona.

    • Dino
      Rispondi

      Esatto, pensa tu qualora in caso di fiammata inflativa sui prezzi al consumo, imponessero il tasso ad un 1%, farebbero affari d’oro….. i tassi dei finanziamenti a doppia cifra

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