In Anti & Politica, Economia

euroDI GIANCARLO PAGLIARINI

Ecco in sintesi cosa ho detto ieri mattina:

1) all’inizio degli anni 90 il paese non funzionava, per colpa della nostra assurda, medioevale e supercentralista Costituzione. Eravamo nel guano e non c’era l’Euro.

2) Adesso c’è l’Euro, ma i difetti che il sistema paese aveva all’inizio degli anni 90 sono ancora tutti lì, esattamente come quando non c’era l’Euro

3) E adesso l’obiettivo quale è? Togliamo l’Euro e torniamo come eravamo all’inizio degli anni 90: quando non c’era l’Euro e …

a) non funzionava niente,

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b) la pressione fiscale era assurda,

c) avevamo la nostra brava sovranità monetaria e la usavamo per comperare voti, per gestire il potere e trasferire sulle spalle di quelli che non erano ancora nati montagne di debiti,

d) c’era disoccupazione,

e) eravamo in bolletta

f) nuotavamo nel guano più nero , eccetera eccetera. Insomma, a mio giudizio se le cose non funzionano la colpa non è dell’Euro, ma è nostra, è tutta nostra».

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  • winston diaz
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    Pagliarini pero’ dovrebbe spiegarci primo come il suo ex-partito, la lega, possa conciliare il ritorno alla lira nazional-patriottica a corso forzoso con le istanze liberal-confederaliste regionali in una cornice europea, e soprattutto viste le divergenze col suo ex-partito, la lega, perche’ diavolo sia poi traslocato in un altro partito esplicitamente di estrema destra ultra-nazionalista (“la destra” di storace e santanche’), che e’ ideologicamente senza dubbio all’estremo opposto di qualsiasi federalismo e liberalismo.
    Pagliarini parlerebbe anche bene, sicuramente e’ stato uno dei personaggi meglio presentabili, o meno impresentabili, della prima Lega, ma di gente che poi si comporta cosi’ sinceramente ne abbiamo piene le tasche.
    Se e’ finita come e’ finita, miseramente e in una semplice corsa ad accapparrarsi una sedia ove a vincere, si sa, sono sempre i peggiori cioe’ gli sgomitatori di professione privi di ogni altro scopo che non sia l’arrivare primi a qualsiasi costo, non c’e’ da stupirsi.

    Per il resto, sembra che non siamo molto influenti, piu’ invochiamo la liberta’ assoluta (perche’ di meno qui non ci si accontenta) piu’ accelera la corsa a normare, regolamentare e tassare tutto, anche le bagattelle, in un crescendo rossiniano, peraltro a furor di popolo, non certo contro di esso. Non passa minuto che non vengano approvate nuove normative e inasprite sanzioni, nel giubilo generale. In tale frangente, non sarebbe da chiedersi se non si sta per caso sbagliando qualcosa? Io ho l’impressione che al popolo della liberta’ non gliene freghi un cazzo, anzi la disprezzi.

    • Fabrizio Fv
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      ” Io ho l’impressione che al popolo della liberta’ non gliene freghi un cazzo, anzi la disprezzi.” ……. amarissima constatazione purtroppo vera.

      Oggi la carta-da-culo torinese titola: “Divieto alle auto, la città fa festa”.
      Un divieto si trasforma in festa.

      Siamo messi così.

      • winston diaz
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        Peraltro ormai le centraline antinquinamento segnalano allarme rosso quando tutti i nostri sensi di inquinamento non percepiscono la minima traccia.
        Non per niente e’ stato definito piu’ pericoloso il particolato piu’ invisibile.
        In omaggio alla cultura del pericolo costante, sono stati spostati i parametri di allarme a livelli talmente bassi che suonano sempre e comunque.
        A presto il divieto di pulire e spolverare la propria casa senza adeguata preparazione professionale, patentino, e relativa attrezzatura NBC. Qualsiasi lavoro di tale genere, ci scommetto, specie in campagna, fa respirare in due ore piu’ polveri di quante ne respiri un burocrate che stila le relative leggi col culo al caldo nel suo ufficio in tutta la sua vita, e ancora si sente minacciato….

      • winston diaz
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        Fra l’altro, non se ne siete al corrente, ma qualcuno del settore che ha promosso queste politiche comincia a rompere il muro di omerta’ che lo caratterizza e dire che la fonte principale dell’inquinamento nelle citta’ e’ il semplice scorrere dei veicoli sulle strade, per la normalissima polvere che sollevano, e il fuoco a legna, o a pellet, usato per il riscaldamento. Insomma gran parte dell’inquinamento con cui terrorizzano tutti e comminano terribili multe e sanzioni alla fine e’ quanto di piu’ naturale ci sia e ci sia sempre stato: banale polvere sollevata dallo spostamento d’aria (detto anche vento), e fuoco a legna.

        Notare che da cio’ lorsignori non deducono che l’allarmismo forse e’ un po’ esagerato, no, deducono che bisogna assolutamente proibire anche il fuoco a legna (che in realta’ nelle grandi citta’ sono gia’ riusciti a far proibire da un bel pezzo) e ogni movimento che sollevi polvere: altrimenti ne consegue un “olocausto di bambini” (propagandisticamente i bambini funzionano meglio di tutto, li usava allo stesso scopo anche hitler immagino su suggerimento dell’esperto goebbels)

        aspoitalia.wordpress.com/2017/02/11/quanti-chilometri-fai-con-una-stufa-o-una-mucca/

        aspoitalia.wordpress.com/2017/02/05/piu-morti-che-in-guerra/

        Tenete presente che questi qui si’ che sono nelle stanze dei bottoni, non solo in italia ma anche e soprattutto in europa da dove ci sommergono di direttive che poi negli altri paesi ignorano senza conseguenze, mentre nel nostro portano a multe e sanzioni invocate da questi stessi nostri “esperti” che ci denunciano per inadempienza alle corti europee).

  • Albert Nextein
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    Pagliarini è un buon uomo preso in mezzo a situazioni più grandi di lui.
    Parla bene.
    Parla.

    • winston diaz
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      In ormai 25 anni, anche di governo, non sono riusciti non dico a invertire la tendenza, ma nemmeno a rallentare di una virgola lo tsunami legislativo, normativo e tassatorio. Venticinque anni sono tanti, troppi.

  • Faber
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    Sig Pagliarini conosciamo bene, credo, le argomentazioni di coloro che non vogliono l’euro, come Bagnai o Borghi, però questi, soprattutto il primo, articolano la loro posizione nei dettagli. Lei non può sbrigarsela con quattro parole buttate là.

    • winston diaz
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      Spesso abbandonarsi ad un profluvio di dettagli serve solo a mascherare in una fitta coltre di fumo l’inconsistenza dell’argomentazione di fondo, che puo’ essere sbugiardata con due parole.
      Cio’ che dice Pagliarini e’ perfino inutile da tanto e’ ovvio.

  • Evaristo
    Rispondi

    Macchè Pagliarini, macchè Borghi, macchè Bagnai…

    Ma quale euro, ma quale lira, ma quale bitcoin, qui ci vuole il “corralito”, la moneta che esiste solo nella testa bacata di un imbecille pidiota che è pure ir-responsabile economico del suo degno partito.

    http://www.news24tg.com/la-mostruosa-figura-di-merda-in-diretta-tv-di-taddei-leconomista-ufficiale-del-pd-di-renzi/

  • vetrioloblog
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    Tanto per cominciare, non confonderei il messaggio con il messaggero, altrimenti si corre il rischio che, non avendo stima del messaggero (Pagliarini) finiamo col disprezzare il messaggio “a prescindere”, come diceva Totò.
    Attenzione, però, a non cadere nella trappola: euro o non euro, Europa o non Europa, visto che sempre nel guano stiamo, tanto vale tenerci euro ed Europa.
    Eh no! Un libertario non può assistere indifferenti al moltiplicarsi delle inutili istituzioni intorno (e a carico) del cittadino: 1- Europa e relativa burocrazia, che poco o nulla hanno sottratto agli Stati Nazionali 2- Regioni e relativa burocrazia che poco o nulla hanno sottratto allo Stato centrale.
    Le uniche istituzioni e forme associative che un libertario può condividere sono solo quelle che nascono SU BASE VOLONTARIA e dalle quali SI E’ SEMPRE LIBERI DI USCIRE.

    • winston diaz
      Rispondi

      “sono solo quelle che nascono SU BASE VOLONTARIA e dalle quali SI E’ SEMPRE LIBERI DI USCIRE”

      Ok, benvenuto anche a te che, come noi, non sai come passare il tempo ma almeno non sei un “nazi”.

      :) :)

      Piuttosto che continuare a inseguire le farfalle credo dovremmo capire come contribuire a rallentare, se non bloccare o invertire, la tendenza alla pannormazione e pantassazione dell’universo mondo in cui viviamo ogni secondo dei nostri giorni e delle nostre notti (si’, inventano e aggiungono nuove tasse e leggi anche di notte).

      Basterebbe riuscire a farli sentire almeno un po’ ridicoli, sarebbe un inizio.

      • jimmy
        Rispondi

        “…credo dovremmo capire come contribuire a rallentare, se non bloccare o invertire, la tendenza alla pannormazione e pantassazione…”

        Scriviamo un programma libertario contemporaneo e ragionevolmente fattibile?

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Di programmi ne sono già stati scritti tantissimi. Sarebbero tutti potenzialmente fattibili ma come arrivare a prendere le chiavi della stanza dove se ne gestisce l’applicazione?

    • jimmy
      Rispondi

      Programmi autenticamente libertari, ne sono stati scritti tantissimi, tu dici?

      A ma non risultano, ma potrei sbagliarmi.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Forse non saranno tantisssimi. Ma già uno è sufficiente. Rothbard lo ha scritto, Leonardo Facco lo ha scritto, i componenti dei Liberi Comuni d’Italia lo hanno scritto, altri lo hanno scritto o quanto meno abbozzato. Rimane la domanda su come impossessarsi delle chiavi. Perché in campo libertario, a differenza di tutti gli altri schieramenti politici ufficilali, non sono i contenuti a mancare ma i contenitori. Com’era quella storia dei denti e del pane?

  • spago
    Rispondi

    Io credo che il libertarismo o quasi.. possa esistere oggi solo in una comunità volontaria stile liberland esplicitamente aggregata di principi libertari o paradossalmente come imposizione, nel senso di un monopolista della violenza che decide che su quel territorio la legge è il principio di non aggressione e non concede a nessuno per nessun motivo la possibilità di legiferare. Niente parlamento elezioni referendum democrazia aristocrazia o altro. Insomma qualcuno che si ruba con la forza il potere politico ma anziche usarlo si limita a rendeelo indisponobile. Questa seconda possibilità è ancor meno possibile della prima ed è autocontraddittoria

  • Stefano Nobile
    Rispondi

    concordo sul fatto che siamo governati da ciarlatani, ma prima dell’unione economica eravamo governati solo dai nostri ladri, ora anche da quelli stranieri.
    L’Italia aveva un tessuto economico abbastanza vitale; incredibilmente vitale malgrado lo Stato ladro che ci ritroviamo, eppure si riusciva ancora ad andare avanti.
    Potete dire quello che vi pare, ma l’euro di colpe ne ha eccome.
    Perché se guardiamo i conti la Germania prima dell’euro era il grande malato d’europa, dopo l’euro è diventata un modello di efficienza.
    E, si badi bene, solo lei. Gli altri sono tutti sulla via del default.
    Strano.
    Anche perché cialtroni come i Tedeschi non ce ne sono poi tanti in giro, sono peggio di noi: ligi quando si tratta di rispettare le piccole cose (non si parcheggia in doppia fila!) ma quando c’è qualche miliardo da depredare sono peggio di squali affamati.
    Fanno le regole e poi pretendono che siano solo gli altri a rispettarle.
    Perché se non vanno bene a loro, le cambiano o se ne infischiano.
    Sono sempre gli stessi, predatori delle ricchezze altrui.
    Noi abbiamo pure i nostri difetti, le cose devono cambiare, ma se non usciamo da questa Eurss, siamo morti. E dovremo cedere anche il colosseo.

    • winston diaz
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      “la Germania prima dell’euro era il grande malato d’europa, dopo l’euro è diventata un modello di efficienza.”

      Hanno inglobato la germania est, che equivaleva al nostro sud.

      Poi hanno fatto quello che dovremmo aver fatto anche noi, hanno calato la pressione fiscale di quasi il 10 per cento sul PIL in pochi anni (il 7, per l’esattezza, se non sbaglio), e dopo il primo periodo di sofferenza del PIL, come e’ normale dato che il pil contabilmente ingloba TUTTA la spesa pubblica (e’ questo che li faceva sembrare i “grandi malati”), ne hanno goduto i frutti.

      Noi invece non abbiamo mai smesso di considerare la spesa pubblica la cura contro il male, e non la causa, e tuttora i nostri no-euro sono i piu’ fanatici sostenitori di questa tesi, apertamente. Ancora non gli basta.

      Conosco gente che lavora con la germania, hanno una burocrazia che intralcia un decimo della nostra sia nel settore industriale che dell’edilizia, sia dal lato pubblico che da quello privato, e puo’ sembrare un paradosso ma al confronto dell’italia la germania e’ la patria dell’anarchia, c’e’ molta piu’ liberta’ decisionale nella vita economica e produttiva del cittadino in quasi tutti i campi. Molte cose che da noi sono da tempo, assurdamente e stupidamente, considerate reato (tipo ristrutturare il proprio appartamento o fare piccole modifiche edilizie) li’ sono lecite, senza tanti permessi e problemi.

      Noi ce la prendiamo solo con la nostra burocrazia pubblica, ma quella privata che deriva dalle cosiddette libere professioni e che lavora in combutta con quella pubblica, e’ anche peggio, e’ scandalosa. E i privati li dobbiamo pagare di nuovo e anche di piu’ dei pubblici. I professionisti italiani sono i piu’ costosi d’europa, rispetto al servizio reso, che e’ praticamente nullo, dato che servono solo a sbrigare inutilissime pratiche burocratiche.

      Senza accorgercene, i veri tedeschi, nel senso negativo del termine, quello che tradizionalmente li taccia di pignoleria stupida e controproducente, e di autoritarismo vessatorio e fanatico, siamo diventati noi.

      • winston diaz
        Rispondi

        Tieni conto inoltre che all’epoca la necessita’ di aumentare l’efficienza per far fronte alla imminente globalizzazione, cioe’ all’ingresso nel mercato mondiale e nel wto di paesi altamente concorrenziali come la cina, era stata riconosciuta da tutti i paesi europei, per primo il nostro, che pero’ poi in pratica, a differenza appunto dei tedeschi, non ha fatto assolutamente NULLA di quanto aveva riconosciuto essere necessario per stare a galla nel nuovo contesto mondiale.

  • Stefano Nobile
    Rispondi

    @winston diaz
    vuoi che non sappai come funziona la nostra burocrazia?
    Ti chiede ogni tipo di dato, carte su carte e timbri d’ogni tipo.
    Ti chiede di arrampicarti sui muri, e tu lo fai, altrimenti non lavori.
    Ingiusto? Nemmeno sai quanto.
    Comunque che in Germania siano liberi te lo sogni.
    Comunque: la Germania si è inglobata l’est a partire da l 1989.
    Le hanno condonato i debiti di guerra (in precedenza congelati fino ad eventuale riunificazione) e ha fatto la riunione con l’ovest che s’è preso il buono dell’est senza prendersi il cattivo.
    Poi, se vuoi, possiamo parlare delle faccenduole del 1992 con la svalutazione della Lira, e le imprese tedesche messe in ginocchio. Fatto sta che i Tedeschi stessi ammettono che se non ci fosse l’€ per loro non sarebbe andata così bene, e fatto sta che i riscontri temporali sono esatti: con l’€ la Germania s’è risollevata alla grande, con la riforma Hartz sulla pelle dei lavoratori, che vengono pagati una pipata di tabacco mentre i cari clandestini vitto+alloggio+1000 euretti per le spese correnti e tutta la figa che riescono a prendere.
    I Tedeschi fanno quello che hanno sempre fatto: depredano i vicini.
    Fessi noi che li lasciamo fare, vero, e che ci sputiamo addosso.
    Tu fai come ti pare, ma io considero la Lira una valuta fiat manipolata da dei ladri, e l’€ una valuta fiat, manipolata da ladri (anche) stranieri con tutto l’interesse per far sparire la nostra industria.
    Siamo nella tonnara, non ci lasceranno andare facilmente.
    Ma tu, anziché cercare di uscire, continua a biasimare chi ci ha portati qui.
    I conti si faranno dopo, per il momento voglio portare fuori il mio Paese.
    E non importa chi avrò al mio fianco, in battaglia non guardi se chi ti copre le spalle ha le mutande sporche.

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