In Anti & Politica, Economia

ue bceDI MAURO GARGAGLIONE

Se per gli abitanti di un intero continente come quello europeo il valore fondamentale della proprietà privata prosegue ad evaporare senza soluzione di continuità, anno dopo anno, generazione dopo generazione, come ci si può indignare per il fatto che l’Unione Europea sia un ricettacolo di lacci, regole, prescrizioni, burocrazia ottusa, ad immagine e somiglianza degli stati nazionali?

Come possono popoli che tollerano tasse sulle scritte sugli zerbini, tasse sulla musichetta di attesa dei telefoni, obbligo di frequentare i corsi salvavita per i lavamacchine, obbligo di lampeggiante sul camioncino del muratore che porta le macerie in discarica, tasse sull’ombra e mille, mille e mille altre vessazioni, pensare di riconquistare la libertà se l’Europa crollasse?

L’euro-carrozzone è esattamente come i politici nazionali hanno voluto che fosse e ha lo stesso grado di degenerazione degli stati sovrani nazionali. E’ stato venduto e comprato dalle stesse controparti che vendono e comprano il culto dello Stato in ogni nazione sovrana, popolata da persone che si mettono sull’attenti al suono di un inno nazionale. In piedi, una mano sul cuore e nell’altra il portafoglio aperto davanti all’esattore del fisco.

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