In Anti & Politica

j3DI CARLO ZUCCHI

Da tempo ho notato l’involuzione degli amici radicali, ormai i più strenui fautori dell’invasione migratoria in atto. Ahimé, il loro odio cieco e ottuso nei confronti del cristianesimo li spinge a gettarsi nelle braccia di chi, come quel criminale di Soros (noto nemico di Israele, tra l’altro), in nome di un concetto astratto di società aperta vuole distruggere ogni aspetto dell’esistente.

Peccato che l’economista libertario Hans Hermann Hoppe dica giustamente “Dovere di accogliere?, No, diritto di escludere”, mentre Friedrich von Hayek ci ricorda che “Alti steccati, buoni vicini”, entrambi slogan saggiamente proprietaristi.

Purtroppo, però, il sorosismo ben si accorda con il nichilismo anticattolico dei radicali, che, culturalmente fermi all’Ottocento, non combattono più, se mai l’hanno fatto, il principio (l’oscurantismo religioso), come è legittimo, ma la Chiesa in sé (sostanzializzazione del nemico), anche a condizione di riempire il paese di musulmani ancor più oscurantisti, perché, si sa, il nemico del mio nemico è mio amico.

Evidentemente, l’esperienza iraniana (a cui i radicali sono stati meritevolmente sensibli in questi anni), in cui socialisti e atei si allearono con Khomeini pur di far fuori lo Shah, non ha insegnato nulla. Morto Pannella, si scoprono più bigotti dei preti e fors’anche degli ayatollah. Che tristezza vedere un patrimonio di idee comunque mertevole di essere apprezzato, finire nello sciaquone del più becero nichilismo.

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Mostrati 17 commenti
  • spago
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    Il diritto di escludere è un sacrosanto diritto individuale che deriva dal concetto di proprietà privata. Da libertari siamo spesso impegnati a rivendicare la difesa dei diritti individuali di proprietà privata, ricordando che ciò che è di tizio è di tizio e di nessun altro. Ad es. il mio stipendio è mio non degli italiani, non dei lombardi, non dei milanesi, no, é proprio mio, solo mio. E chi me ne prende una parte senza permesso, non importa quale nobilissimo uso ne faccia, è un ladro. Lo stesso deve valere per la libera scelta di associarsi o meno. Non dovremmo neanche parlare di immigrazione, dovremmo parlare di ripristinare il diritto individuale di associarsi o non associarsi liberamente. E questo significa togliere allo stato e alla collettività il diritto di decidere per ridarlo ai legittimi proprietari e solo a loro. I radicali sono lontanissimi da questa visione, non difendono più l’idea liberale classica della libera associazione, difendono la gestione statale dell’immigrazione, hanno accettato l’idea che esista una politica migratoria, che decide centralmente chi, come, quando e perché può venire, a suon di inclusione ed esclusione forzate. Roba da piangere. La Bonino in particolare è una super collettivista. Non si capisce cosa centri con un partito che si definiva laico liberale libertario.

  • Alessandro Colla
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    Il problema è che Emma Bonino con Pannella non c’entra nulla. Comunque non più. Terminato l’incarico commissariale europeo fornitole da un residente ad Arcore del quale non ricordo più il nominativo, si è prestata a fluttuazioni spericolate e d’intesa con il nemico di sempre: lo statalismo. Fino a diventare ministro con Prodi, cioè con quell’integralismo dossettiano che è quanto di più lontano possa essere da una forza politica che ha sempre rivendicato il valore della laicità delle istituzioni e quello della libertà religiosa. E’ stata la componente di sinistra del Partito Radicale? Forse. Ma un partito che vuole essere liberista, alla sua componente di sinistra concede al massimo la rivendicazione dell’utilità dello stato minimo. Un conto è gestire gli eventuali problemi di ordine pubblico che possono generarsi con ll fenomeno migratorio. Un altro è voler gestire in prima persona tutta la situazione, compresa l’istruzione e l’assistenza psicologica. Per questo occorre denaro. Che se non è raccolto e gestito in forma volontaria, è sempre estorto ai cittadini. Questo tipo di visione finisce per essere un modo per dire addio al liberismo e soprattutto al libertarismo. Giuliano Urbani sostiene che in Italia “in fin dei conti” i liberali non ci siano. Quali conti ha fatto? Lo legge questo sito e “libertino.is”? Legge “vonmisesitalia”? Siamo più di cento. Lui dove sta? E Rita Bernardini con chi sta? Con Emma Bonino o con i pannelliani autentici?

  • Faber
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    ‘Odio cieco nei confronti del cristianesimo’? ‘Nichilismo anticattolico’?
    Signor Zucchi si aggiorni, oggi i radicali sono pappa e ciccia con la ‘Nuova Chiesa di Bergoglio’.

    • Stefano Nobile
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      perché, Bergoglio è forse cattolico?
      La sua religione è la teologia della liberazione.
      Quanto prima il caro vecchio Satana se lo prenderà, tanto meglio per tutti.

      • winston diaz
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        “Quanto prima il caro vecchio Satana se lo prenderà”

        La presunzione (ybris) di incarnare e interpretare cosa il vecchio dio o satana desiderino, la trovo fuori luogo e, da quel punto di vista in cui faccio comunque fatica ad immedesimarmi, profondamente blasfema.
        In altre parole, se pure ci credi, nemmeno tu sei dio, quindi fatti umilmente e utilmente da parte.

  • Albert Nextein
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    Il canto del cigno radicale fu la lenzuolata di referendum agli inizi degli anni 90.
    Poi, lo sfascio.

  • Pedante
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    Il Piano Kalergi mira innanzitutto alla destruzione dei popoli europei tramite meticciamento, rimpiazzo demografico o eliminazione. Solo così gli Übermenschen riusciranno a imporre il NOM. I radicali sono semplicemente dei lacché a servizio degli Übermenschen. Idem Bergoglio.

    • winston diaz
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      Veramente, a quel che leggo sul suo conto su wikipedia, Kalergi fu uno dei pochi a prevedere perfettamente a cosa avrebbe portato il nazismo montante (scrisse fra le due guerre), e a fare qualcosa per evitarlo.
      A distruggere l’europa non e’ stato lui, sono stati i nazisti contro i quali ha inutilmente lottato (e dei quali ti pregi di emulare il linguaggio e di accogliere i concetti) .
      Strano che un gruppo di libertari attragga questo tipo di commenti.

  • Alessandro Colla
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    Non ce li vedo i radicali come seguaci involontari di Nietzsche. Sono solo dei libertari incompiuti perché il transpartitismo ha portato infiltrati provenienti da aree tutt’altro che libertarie. Sua Santità non è un lacchè ma ha tanti lacchè al suo servizio. E si spaccia per uomo del popolo.

    • winston diaz
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      Io d’altra parte, da libertari, non ce li vedo nemmeno a sposare le tesi del “libertarismo” economico dei promotori finanziari cresciuti negli anni ’80, che sotto sotto liberali lo sono solo per convenienza di mestiere e spesso, per non dire quasi sempre, sono nazi-reazionar-bigotti (anche) su tutto il resto, vedi il tipo di ragionamenti e commenti che attirano i blog e i siti relativi, che ben conosciamo (ad esempio RC che, per strategie evidentemente di bottega, ripubblica roba del miglioverde, se non erro).
      E’ un vicolo cieco, l’e’ tutto da rifare.

  • Alessandro Colla
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    RC? E’ Radio Cittadella o qualcosa d’altro? E’ un bene saper prevedere a cosa possa portare un movimento come quello nazionalsocialista di Germania. Solo che anche alcuni comunisti lo avevano previsto e questo non è sufficiente a farmeli apprezzare. Se è vero che Kalergi ha scritto cose come quella di voler importare gli africani perché sono più disponibili ad accettare il potere con obbedienza, mi sembra inaccettabile perché signfica considerare gli africani inferiori e giustificare la tirannia. Non certo un modello di antirazzismo. Se poi non ha mai scritto tutto ciò, allora smentiamo la ricostruzione in mancanza di documentazione adeguata. Anche il paneuropeismo non è detto che significhi fine dei conflitti. O magari sì, da un punto di vista strettamente bellico inteso come guerra tradizionale tra nazioni. Ma se è un processo costruito dall’alto, rimangono i conflitti di guerriglia causati dal malcontento e gli attentati terroristici. Oltre che una sempre minore libertà. Senza contare che il paneuropeismo può essere germanocentrico e viste le precedenti esperienze di stampo prussiano, sarebbe meglio essere previdenti anche verso questo aspetto.

    • winston diaz
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      Quel po’ che so di Kalergi, oltre alle tonnellate di merda che su di lui riversano i professionisti dei “5 minuti di odio”, solo quello che c’e’ su wikipedia italiana, fra cui si legge:

      Kalergi era convinto che occorreva promuovere lo spirito europeo prima della convergenza di interessi materiali per ottenere la pace in Europa. Così, lanciò il suo primo appello all’unità del Vecchio continente nel 1922. Dall’anno seguente propose il primo progetto moderno di una Europa unita nel suo libro più famoso, Paneuropa, un’opera in anticipo sui tempi ma il cui messaggio fu percepito tra le due guerre da un buon numero di personalità come Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide De Gasperi e Winston Churchill.

  • vetrioloblog
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    Tanto di cappello alle battaglie dei radicali sui “diritti civili”, non a caso spesso appoggiate anche dalla sinistra ultra-statalista.
    Purtroppo il libertario, quale difensore strenuo della proprietà, è necessariamente liberal, ma moltissimi liberal non sono affatto libertari (magari si spacciano di esserlo)

    https://wordpress.com/post/vetrioloblog.wordpress.com/2707

  • vetrioloblog
    Rispondi

    Tanto di cappello alle battaglie dei radicali sui “diritti civili”, non a caso spesso appoggiate anche dalla sinistra ultra-statalista.
    Purtroppo libertario, quale difensore strenuo della proprietà, è necessariamente un liberal, ma moltissimi liberal non sono affatto libertari (magari si spacciano di esserlo)

    https://vetrioloblog.wordpress.com/2017/08/09/il-democratico-il-liberale-e-il-libertario/

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