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matteo-renzi-linguaDI ALAN PETER FORTEBRACCIO

IL BENE COMUNE? Il fine unico dello Stato è appropriarsi della proprietà privata di chi abita sul suo territorio, non è una teoria, è un’osservazione della realtà, nessun individuo cederebbe se non sotto coercizione il due terzi dei suoi proventi.

La sublimazione totale del concetto di Stato è il comunismo, esso infatti non prevede la proprietà privata, un’ideologia cosi devastante e disumana non dura, ma per perpetrarne i vantaggi oligarchici sono state varate versioni edulcorate come il socialismo, che ne prevede l’esistenza a patto della cessione della quasi totalità dei profitti altrui. I partirti socialisti non hanno nessuna remora ad appellarsi “democratici” pur di dissimulare il comunismo intrinseco della loro essenza .

La redistribuzione è una nobile bugia che trova applicazione solo in una società con abbondanza di poveri, altrimenti non troverebbe il suo scopo; un’abbondanza di poveri è l’arma democratica per ingiungere agli eroi che pagano, leggi repressive per mantenere lo status quo, inculcando l’idea che la sopravvivenza possa arrivare solo dalle tasche di un altro anziché dal proprio lavoro si pongono le fondamenta di una società basata sull’estorsione e sul furto di Stato. In questa società i ricchi sono colpevoli ed i poveri sono innocenti ergo la ricchezza è il male e la povertà è il bene; ora potete comprendere cos’è il BENE COMUNE, esso coincide con una massa di poveri che suffraga un’oligarchia ricca che promette di estorcere denaro e di distribuirlo ai poveri, in questo tetro panorama gli estorsori percepiscono lauti stipendi, grassi vitalizi, prebende di ogni genere, gli estorti prima o poi scompaiono, ai beneficiari però gli possono anche arrivare 80 euro.

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Mostrati 6 commenti
  • Albert Nextein
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    Non fa una grinza.
    La descrizione del socialismo è perfetta.

  • Max
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    Foto a parte, ripugnante e già vista, mi pareva di aver già visto anche il testo e infatti controllo su “Gogol” (come dice il Silvio) che mi conferma: articolo di tre anni fa. Si ricicla così brutalmente senza avvisare?

  • christian
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    Le foto di introduzione sono delle icone che servono per far capire immediatamente la categoria dell’argomento trattato anche senza leggere il tag e vengono spesso riproposte (anche se con il tempo cambiano). In varie occasioni vengono riproposti testi anche datati ma sempre attuali. Parlare di “riciclo” in merito a simili testi è questa si un’immagine brutale. Sarebbe come affermare che citare un pezzo della Divina Commedia equivale a riesumare un cadavere.

    • Max
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      Sì certo, grazie per la spiegazione. ma che non spiega perchè pochi giorni fa sia stato riproposto un articolo preceduto da “rileggere” e con i commenti del periodo mentre qui non sia stato segnalato che era una rilettura e siano stati tolti i commenti.

      Parlare di riciclo quindi mi pare proprio sia inevitabile, se non è segnalato.
      La mia voleva e vuole essere una sana, e ripeto SANA, critica costruttiva.

      Quanto a “simili testi” poi, con tutto il rispetto, questo non è un classico come “Ricchezza delle nazioni” e scomodare la Commedia per un dignitoso articolo scritto in occasione degli 80 euro renziani mi pare davvero eccessivo.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    E’ vero, forse è meglio indicare il “da rileggere”. Non so se sia utile riproporre tutti i commenti, compresi quelli “trollisti”, che a volte superano il centinaio. I paragoni possono sempre apparire “eccessivi” ma vanno presi come tali, appunto paragoni. Non possono essere fotocopie di una realtà comunque diversa. L’articolo è interessante, la Ricchezza delle Nazioni e la Commedia dantesca sono capolavori. Questo non vuol dire che non sia esatta la similitudine rispetto al “riciclo”. Il termine “ripetizione” potrebbe risultare meno brutale.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Un unico appunto all’articolo: gli eroi non sono quelli che pagano ma quelli che si rifiutano di pagare.

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