In Anti & Politica, Economia

portaborseDI MAURO GARGAGLIONE

Non si è mai verificato che un popolo abbia delegato alla politica il potere con successo, in cambio della garanzia di prosperità.

La prosperità dei popoli discende dalla laboriosità e dall’ambizione dagli individui che li compongono, mai dalla politica. Dalla politica discende la prosperità dei politici e dei gruppi che li sostengono.

Se non sono le persone a tenere il guinzaglio a strozzo alla politica, la politica lo metterà alle persone. A quelle, in particolare, che devono lavorare e pagare le tasse per mantenere i politici e i loro gruppi di sostegno.

Lo Stato, sostengono i teorici dello Stato minimo, dovrebbe essere solo lo strumento di protezione della vita, della libertà e della legittima proprietà a disposizione delle persone, niente di più (o poco di più).

Ma anche questa è una grandissima illusione, l’illusione cioè, che un’agenzia unica di sorveglianza, pensiamo a una mega agenzia di guardie giurate in regime di monopolio, possa, in assenza di concorrenti, continuare a fare gli interessi dei clienti.

 

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Mostrati 7 commenti
  • Max
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    Quindi anche Nozick o David Friedman sarebbero degli illusi.

    Credo comunque siano discorsi d’avanguardia in anticipo con i tempi: qui non circolano più manco la buone idee tutte italiche di Einaudi o le dottrine europee degli austriaci che sono misconosciute, nè si vede una luce in fondo al tunnel.

    Per i pensatori libertarians d’oltreatlantico quindi, a meno di salti teporali da film di Zemeckis, non mi riesce di vedere manco il tunnel.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Far uscire lo Stato dalla vita quotidiana, non significa entrare nello Stato per vivere di soldi pubblici. La secessione americana (detta rivoluzione), la fecero i produttori di ricchezza, non i parassiti al soldo di Re Giorgio III.

  • Alessandro Colla
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    Tra l’altro, al contrario del minarchico Nozick, David Friedman è un fautore (sia pure gradualistico) dell’abolizione dello stato. Quindi non può essere annoverato tra gli illusi. Ma chi è il consigliere economico, nonché amico di Della Vedova, ritratto nella fotografia a sinistra dell’articolo?

    • leonardofaccoeditore
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      Un parassita del giro IBL, un portaborse inutile

      • Vito
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        Salve, la ringrazio !
        In effetti ieri ero passato dove ero convinto di averla persa ma non trovandola mi sono rivolto ai vigili i quali mi hanno avvisato della cosa e mi hanno inviato ai vigili di Riva.
        Grazie della gentilezza
        Vito

  • Albert Nextein
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    Gargaglione ha una logica ferrea, fondata su esempi storici innumerevoli.
    Gli esempi contemporanei sono ad un livello superiore anche agli esperimenti falliti del comunismo.

    Evidentemente la libertà non sta a cuore alla gente che pur si lamenta.
    Basta avere l’auto nuova a rate, le vacanze a rate, la casa a rate, la tv a rate, il telefono a rate, la vita a rate, la gabbia a rate.

  • vetrioloblog
    Rispondi

    Completo il pensiero di Nextein e penso che concorderete. Se tu trovi di fronte ad un’illegalità diffusa, ti arrangi, tipo “Non ti preoccupare! Il parcheggiatore (abusivo) è amico mio!”
    Un branco di parassiti ci rende tutti più poveri, distribuendo moltissime briciole a molti ed una bella fetta della torta a se stessi. E i più si adattano, cercando di rimediare subito qualche briciola in più, perché per cambiare tutto subito è impossibile.
    Così vedi categorie di ogni genere mendicare agevolazioni fiscali, esenzioni, contributi a fondo perduto, mutui agevolati e chi più ne ha più ne metta. In una guerra di tutti contro tutti in cui ciascuno pensa di aver vinto la sua minibattaglia corporativa e tutti perdono la guerra (tranne chi manda avanti il carrozzone).

    https://vetrioloblog.wordpress.com/2017/03/30/i-capponi-del-terzo-millennio/

    (da “I promessi sposi”): Agnese levò i quattro capponi dalla stìa, riunì le loro otto gambe, le strinse con uno spago e le consegnò a Renzo, il quale se ne andò fremendo per la sua disgrazia. Lascio poi pensare al lettore come dovessero stare quelle povere bestie, legate e tenute per le zampe, a capo in giù nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.

    (da Vetriolo): Il governo levò uno a uno i lavoratori dalle loro case, li riunì per le palle stringendole con uno spago e li consegnò all’Agenzia delle Entrate. Lascio poi pensare al lettore come dovessero stare quei poveri contribuenti, così legati e tenuti a capo in giù, nelle mani di un esattore che, agitato da tanta avidità, accompagnava con mille circolari tutte le interpretazioni assurde che gli passavano a tumulto nella mente. Ora pignorava i beni per collera, ora lo mandava cartelle esattoriali per minaccia, e faceva balzare quei poveri disgraziati; i quali intanto si ingegnavano ognuno a chiedere una qualche esenzione fiscale a danno degli altri, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.

    Ultimo cappone Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, che in un convegno di Unicredit ha solennemente sentenziato: “sarebbe sbagliato pensare di mettere altre tasse sulle imprese in un momento delicato in cui dobbiamo cavalcare la quarta rivoluzione industriale”.

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