In Economia

onudi MAURO GARGAGLIONE

Pochi sanno che c’è una disposizione delle Nazioni Unite che stabilisce che gli emolumenti dei suoi impiegati e funzionari siano esentasse.

Solo chi non conosce i principi basilari della contabilità può sorprendersi e indignarsi di questo fatto. Infatti i compensi di questi percettori provengono dai contributi che le nazioni versano nella casse dell’ONU. Ma questi contributi, a loro volta, derivano da tasse versate dai loro cittadini.

In altri termini, lo stipendio dei dipendenti ONU non deriva da ricchezza prodotta e tassata ma da tasse già pagate dai contribuenti per ricchezza prodotta da loro. L’importo in busta è da considerarsi perciò uno stipendio netto e non ha senso aumentarlo di un tot per poi trattenerlo e far figurare una trattenuta sul reddito*.

Molto onestamente l’ONU lo ha riconosciuto e lo ha addirittura stabilito con provvedimento ufficiale. L’ONU è l’organizzazione governativa per antonomasia il che dimostra che i dipendenti governativi, e pubblici in senso lato, non pagano le tasse ma vengono pagati con le tasse, provenienti dalle tasche di coloro che col loro lavoro producono ricchezza.

* Tecnicamente si chiama partita di giro

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Commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    E’ più facile capirlo se si pensa che cosa producono i soggetti in questione.
    Quando io parlo di questi aspetti con amici e conoscenti parto da questa domanda : “secondo te cosa produce chi sta dietro una scrivania e ti dice come devi comportarti per fare qualcosa che vuoi fare perché ti piace, perché ne hai bisogno, perché ti serve nella tua vita quotidiana?”
    E poi passo ai salari dei dipendenti pubblici.
    Senza tralasciare la malagestione e gli abusi, anche clientelari, che contraddistinguono le aziende pubbliche, la proprietà immobiliare e mobiliare pubblica,etc,etc.
    Qualcuno capisce.

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