In Anti & Politica, Economia

DI MAURO GARGAGLIONE

Un ragazzo, parte di una generazione a cui hanno insegnato quanto è fortunato chi ha un “posto fisso” nel pubblico, che percepisce un assegno di disoccupazione per stare a casa e domani potrebbe percepire un reddito di cittadinanza per tutta la vita, per quale motivo dovrebbe convincersi di fare il barista, il pasticcere o il fornaio dall’altra parte della città?

Chi se la prende coi giovani, come al solito, non ha capito nulla. E non vale neanche prendersela genericamente coi genitori perchè avremmo solo spostato la causa un po’ più in là. Invece anche i loro insegnamenti, o meglio i loro non insegnamenti, sono un effetto e non una causa.

Eh sì, perchè un genitore che aggredisce un insegnante autore di una nota al figlio o di un tre nella verifica, non è la causa del fatto che suo figlio molto probabilmente da grande rifiuterà di andare a lavorare seriamente quando qualcuno gliene offrirà la possibilità, se gliela offrirà.

Prima o poi si dovrà scoprire il grande bluff, l’illusione di tutti di vivere sulle spalle di tutti, come Bastiat definiva lo Stato. Una nota per il bottegaio che non trova lavoranti. E’ vittima della concorrenza, la peggiore e più sleale concorrenza che si possa immaginare, quella di uno Stato che lo spolpa di tasse e ne usa una parte per foraggiare i disoccupati che poi non rispondono alle sue richieste.

Dice che su venti CV diciotto sono di stranieri. Si tranquillizzi, con ius soli e reddito di cittadinanza si potrà risparmiare del tutto la fatica appendere un cartello alla vetrina del negozio, a meno che non ci sia scritto: chiuso per cessata attività.

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Commenti
  • vetrioloblog
    Rispondi

    Mi viene di pensare alle “Prediche inutili” di Luigi Einaudi.

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