In Anti & Politica, Economia

DI MAURO GARGAGLIONE

Chi è nato verso la fine del millennio passato, non avrà mai la pensione intesa come è a tutt’oggi concepita.

Questo Stato criminale, però, non provvede a riformare la materia guardando al futuro ma ha detto senza mezzi termini che bisogna aggredire i contanti che gli italiani nascondono in casa.
I contanti non sono altro che risparmio, cioè reddito non speso.

In altre parole lo Stato ha detto che il suo obiettivo è aggredire il risparmio.

Quel risparmio che sempre meno e con sempre maggior fatica le persone in età lavorativa riescono ad accumulare.
E c’è un solo modo per prepararsi ad una vecchiaia dignitosa, risparmiare e far fruttare il risparmio per quando non ci saranno più le forze fisiche o mentali per lavorare.
Ma questi criminali hanno detto chiaro e tondo che non lo permetteranno.

Assassini che stanno condannando a una morte in povertà i nostri figli.

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  • Albert Nextein
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    Ma ci sono le criptovalute.

  • Dino
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    Nel frattempo si sta riunendo la “scuola di formazione politica” della Lega, non più nord, in cui tra i nomi degli invitati a relazionare, spiccano i luminari della “scuola di Pescaracas”. Chissà se Salvini dopo aver elemosinato voti nel meridione, canterà ancora “lavali col fuoco”.
    E’ possibile che in questo deserto politico, non possa esserci un movimento politico autenticamente liberale e conservatore? che possa affrontare queste tematiche: contante libero, tasse, spesa pubblica, debito pubblico, federalismo, se non proprio confederalismo, ed affrontare l’immigrazione su basi di responsabilità individuale e tutela della proprietà privata e non in termini egalitari, di ugualitarismo o viceversa nazionalisti, “di sangue” e poliziotteschi.

  • Dino
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    Perché mai dovrebbero riformare la materia, come giustamente sottolinea lei, Dott. Gargaglione, in quanto questo porterebbe a bruciare l’importantissima carriera politica degli eventuali riformisti riformanti; meglio continuare a bruciare risorse nell’immediato, nel lungo periodo provvederà la morte. Pannella diceva sempre, meglio impopolari per non essere antipopolari, uomo di un altro livello….. vallo a spiegare a quelli….
    In ogni caso, a stretto giro, provvederà Herr Weidmann.

  • Max
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    Anche il fatto che il termine “aggredire” sia uscito dalla bocca non di un Padoan o di una Orlandi o di un Gratteri (quello che vuole proibire tutto), ma di una “signorina dai begli occhi, ma anca el cüü!” (cit.) tanto bellina quanto scema che manco dovrebbe essere istituzionalmente interessata al problema.
    Ma fasse na bella padellata delli mejo stracazzi sua je pareva brutto?

  • winston diaz
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    Perdete tempo in una battaglia di retroguardia: il semplice diffondersi degli smartphone e degli acquisti on line produrra’ necessariamente la scomparsa del contante, senza bisogno di alcuna legge. Avete voluto lo smartphone? Avete voluto internet? Tie’ pijalo, come diceva guzzanti in un famoso e a mio parere esilarante sketch.
    Qui non se ne parla, perche’ noi “libertari avanzati” (ironic mode on) siamo troppo impegnati a discutere del pericolo della razza ebraica e a diffondere la cultura economica di quei banditi che stanno facendo di tutto nel montare la bolla del bitcoin per loro evidenti personalissimi motivi speculativi (poveracci devono pur portare a casa la pagnotta anche loro), mentre in svezia gia’ da tempo la banca centrale svedese, SCAVALCANDO LE BANCHE E RIVOLGENDOSI DIRETTAMENTE AL CITTADINO, permette i trasferimenti diretti di titoli di credito (CIOE’ DI SOLDI, quali essi sono) da smartphone senza alcun costo di transazione, con un semplice bonifico inviato come un sms (SWISH si chiama il sistema, ne avete mai sentito parlare da questi siti informatissimi che sanno tutto sul denaro?). Scrivi il numero del bonificato, scrivi l’importo, punto. I giovani sotto i 25 anni usano gia’ quasi tutti SOLO quel sistema. E i giovani sono il futuro, il tempo passa in fretta, specie per noi vecchi. Si fa presto ad essere superati, e a vedere non tanto sbagliate, ma ancora peggio inattuali le proprie considerazioni.

    • Fabrizio Fv
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      ” la cultura economica di quei banditi che stanno facendo di tutto nel montare la bolla del bitcoin per loro evidenti personalissimi motivi speculativi ”

      https://therocktrading.com/en/offers/BTCEUR

      Se guardi sulla tabella a destra (Last 10 trades) puoi vedere che lo scambio più consistente ammonta all’esorbitante cifra di € 1249.65 , che non mi sembra una cifra da banditi che montano la bolla.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Auspicare un governo liberale e al tempo stesso conservatore equivale a sperare un parlamentare culturalmente avanzato e che al tempo stesso si chiami Razzi. In questo sistema non c’è nulla da conservare, i whigs sono sempre stati avversari dei conservatori e da questi ultimi sempre avversati. La storia del partito repubblicano e di quello democratico negli Stati Uniti negli ultimi centovent’anni dimostra che conservatori e labouristi abbiano differenze sempre meno significative. Sulla scomparsa del contante nulla da eccepire nei confronti delle nuove tecnologie. Se scompare naturalmente non ci saranno difficoltà. Ma è come i monopoli naturali, se si formano senza intervento pubblico non ci sono danni ai consumatori perché sono stati loro stessi a creare inintenzionalmente il fenomeno. Il problema del contante non è il contante in sé ma l’obbligo di tracciabilità perché sua maestà il fisco deve comunque rapinare una parte di ciò che è di un altro. La Svezia può anche facilitare operazioni a costo zero ma comunque osserva e spia. Passino tutti i vecchi sistemi, avanzino i nuovi ma indietreggino lo stato e le banche centrali.

    • winston diaz
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      “La Svezia può anche facilitare operazioni a costo zero ma comunque osserva e spia.”

      Ti ricordo che in questo sito si pubblicizza il bitcoin, col quale non c’e’ niente da spiare nel senso e’ gia’ tutto completamente pubblico, TUTTE la transazioni di TUTTI sono visibili da TUTTI e PER SEMPRE, in modo NON cancellabile…

      Comunque, il problema del denaro, contante o no, e’ intrinseco, e’ che tende a venire tesaurizzato: chi crede di avere 100.000 euri sotto qualsiasi forma (oro compreso) nel materasso, il risparmiatore, li ha solo finche’ tutti gli altri come lui continuano a tenerli nel materasso. Nel momento in cui quella massa di denaro (oro compreso) cominciasse a circolare per tentare di convertirsi in altri beni, hai il precipitare del suo valore, e il tuo denaro vale molto meno di quanto pensavi, fino allo zero se nessuno lo accetta piu’.

      Il timore delle banche centrali e’ questo, ed e’ legittimo.

      Il bitcoin, paradossalmente, nonostante sia presente in ammontare non inflazionabile, ha lo stesso problema gia’ da subito (il numero di bitcoin e’ predefinito fin dall’inizio del progetto), e tende a rivalutarsi in modo esponenziale, spingendo cosi’ chi ne possiede a tesaurizzarlo sempre di piu’. Di fatto e’ una moneta completamente inutile dal punto di vista economico, perche’ non serve per gli scambi, serve solo per la speculazione, finche’ dura. Anzi, non e’ neppure una moneta, dal punto di vista di cosa serve una moneta principalmente (facilitare gli scambi), e non essendo neppure un bene materiale, non e’ nulla, e’ pura illusione.

      Questi due corni del problema, moneta a “corso forzoso” che e’ necessario stampare continuamente per compensare l’accumulo che la sottrae dal circolante (vedi il dollaro e i forzieri delle banche svizzere), affinche’ gli scambi non deperiscano e affinche’, soprattutto, non finisca nel tempo tutta nelle mani di pochi creditori col resto del mondo loro debitore, e moneta ad ammontare totale fisso (oro o bitcoin) che finisce comunque per accumularsi nelle mani di pochi creditori che finiscono col possedere TUTTO, sono intrinseci al concetto di denaro, e sono irresolubili praticamente, se non col colpo al cerchio e il colpo alla botte, e probabilmente con periodiche guerre e rivoluzioni che azzerino il totalizzatore e permettano di ripartire da zero, cosi’ da ripetere il ciclo.

      Se si distoglie l’occhio dai tecnicismi ipnotizzatori, artatamente propagati da quegli artisti del gioco dei tre bussolotti che sono gli speculatori finanziari che operano nel settore (spesso senza neppure sapere nemmeno loro cosa stanno facendo), mi pare che sia facile da capire nella sua essenza.

      Le banche centrali stanno solo cercando di evitare, o posticipare in qualche modo il disastro periodico che e’ insito all’uso del denaro. Non lo dicono chiaramente perche’ cosi’ probabilmente anticiperebbero il collasso invece di posticiparlo. La tassazione dei patrimoni, la temutissima “patrimoniale”, e’, probabilmente e paradossalmente, un altro modo di tentare di prolungare il temporaneo periodo di equilibrio e pace sociale.

      Finche’ il denaro puo’ creare nuovo valore entro se stesso, con pura alchimia finanziaria, Il denaro tende naturalmente ad accumularsi in sempre meno tasche, col resto delle tasche non solo vuote, ma in debito con le poche che lo possiedono, alla fine, tutto. Tuto e niente anche loro, in realta’, perche’ il valore c’e’ solo finche’ resta potenziale e non espresso

      Non e’ teoria, e’ quello che succede in pratica. Anzi, la creazione di nuove monete tipo bitcoin in realta’ serve solo a cercare di uscire da questo gioco perverso creandone pero’ uno di indentico se non peggiore, senza rendersene nemmeno conto, ma intanto cercando di riempirsi le tasche piu’ che si puo’ col vantaggio, se non si capisce nulla di cio’ che si sta facendo, di non soffrire di scupoli morali o sensi di colpa.

    • Dino
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      Certo è vero Alessandro, ma bisogna anche riconoscere che il mondo Libertario ed Austriaco abbia più “trait d’union” con la destra, ovviamente non intendo per destra Fratelli d’Itaglia, che con la sinistra, come hanno avuto modo di analizzare Hans Hermann Hoppe, Gary North, Stefan Molyneux, Lew Rockwell ed altri. Quindi qualcosa di buono, possiamo aspettarcela solo da quella direzione, ma intendevo dire giusto qualcosa…

      • Mauro Gargaglione
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        Propongo di sostituire i termini destra e sinistra con collettivista e individualista. Rende meglio.

      • winston diaz
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        “il mondo Libertario ed Austriaco abbia più “trait d’union” con la destra”

        Non credo, la “destra”, in tutto il mondo occidentale, tende inesorabilmente a identificarsi con il conservatorismo bigotto che e’ quanto di piu’ lontano dal libertarismo, e in questo aspetto molto piu’ lontano della sinistra. Sta succedendo in quasi tutta europa coi movimenti del riflusso identitario-nazionalista. E’ successo con reagan, con la tatcher, e col nostro saltellante berlusconi: quando accade, addio speranze non solo per i libertari, ma anche per i liberali.

        Piuttosto, e’ del tutto palese che molta gente che e’ solo di destra bigotta e reazionaria, si convince assurdamente di essere libertaria o anche solo liberale e ne infesta i commenti sui blog, solo perche’ vede che i libertari sono in conflitto con la sinistra progressista-collettivista e _sembrano_ stare dalla parte di chi e’ piu’ potente e ha i soldi, cioe’ della tradizione.

        Personalmente ho la netta impressione che il libertarismo sia ormai fallito in questo “round politico” proprio perche’ la sua claque attuale e’ composta in maggior parte da tali personaggi, coi quali non si puo’ fare nessuna strada, e se la si fa e’ nella direzione sbagliata. Lo si nota con evidenza in tutti i siti della galassia in questione.

        Ma il punto vero forse e’ semplicemante che il carattere liberale-libertario e’ in netta minoranza, anzi marginale, nella societa’, in qualsiasi societa’, perche’ la socialita’ e il carattere spontaneo e di fondo dell’uomo sono a sfondo tribale, non per niente e’ il cane che ne e’ il miglior amico.

        Questa e’ la mia umile ma netta sensazione e opinione.

  • Dino
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    WINSTON DIAZ scrive: “Finche’ il denaro puo’ creare nuovo valore entro se stesso, con pura alchimia finanziaria, Il denaro tende naturalmente ad accumularsi in sempre meno tasche, col resto delle tasche non solo vuote, ma in debito con le poche che lo possiedono, alla fine, tutto. Tuto e niente anche loro, in realta’, perche’ il valore c’e’ solo finche’ resta potenziale e non espresso”
    Io ci ho capito poco, l’importante è che tu t’sì capit.

    • winston diaz
      Rispondi

      “Io ci ho capito poco, l’importante è che tu t’sì capit”

      Traduzione: preferisco quelli che creano valore producendo qualcosa di utile a se’ e agli altri (secondo le loro libere e insindacabili preferenze), che quelli che si appropriano del valore creato dagli altri attraverso giochetti finanziari dei tre bussolotti, di cui il bitcoin e’ solo l’ultima incarnazione.

  • Dino
    Rispondi

    Sul Bitcoin, che potrà anche trovarsi in bolla, ma alla fine il mercato emetterà la sua sentenza, nel breve e nel lungo periodo, non stanno affatto lavorando dei banditi come dici tu, semmai le menti più brillanti al mondo, in quanto si può anche essere contrari al concetto ed al tipo di tecnologia, ma non si può non riconoscere che sia l’argomento più affascinante di questo decennio. Poi, che si debba sempre stare con i piedi per terra è un altro paio di maniche.

  • Dino
    Rispondi

    Sulla tesaurizzazione non c’è nulla di male, tu parti da una concezione quantitativa del denaro, ma così starai sempre in confusione: ciò che le banche centrali temono, non è per niente “legittimo”, c’è la loro credibilità in gioco, la loro sopravvivenza, viviamo in un sistema basato sull’inflazione monetaria continua attraverso la manipolazione dei parametri del mercato monetario, i cosiddetti tassi; purtroppo per loro, però, adesso il giocattolo s’è rotto.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    @Dino. Diciamo che io posso essere meno lontano da un conservatore che da un labourista o da un socialdemocratico o da un marxista. Ma le differenze tra questi sono sempre più sottili come dimostrano i loro programmi e soprattutto le loro azioni di governo. Per me il libertarismo è l’unica autentica destra in quanto pensiero individualista contrapposto a quello collettivista. E pensiero antistatale, al contrario dello stato massimo perseguito dai marxisti (la frasetta di Marx sulla fine dello stato era una bufala e non era sincera). Il definirsi di destra da parte dei partiti nazionalisti, così come di quelli corporativisti, è un abuso semantico. Loro, in quanto statalisti, sono meno distanti dai comunisti di quanto lo sia un liberale; e comunque sono meno a destra di un liberale, anche qualora esso si mostri favorevole allo stato minimo. Il vero estremista di destra, antitetico all’ultracollettivista in stile Pol Pot, è l’anarchico individualista. Sulle criptovalute, qualsiasi cosa io affermi può essere viziata da palese incompetenza. Sul piano delle impressioni non mi sembra che l’intenzione dei creatori di questo tipo di moneta sia già nelle origini quello di creare un meccanismo perverso peggiore di quello attuale. Quello attuale è basato sulla moneta falsa degli stati o dei superstati, l’altro non è ancora giudicabile. Che le banche centrali stiano cercando di evitare il disastro mi appare strano, dal momento che il disastro lo hanno combinato loro. Se i trattenitori di denaro nel materasso cominciano a spendere, non è così automatica la devalorizzazione di quel denaro. Esso si devalorizza quando se ne stampa in eccesso ed è proprio quello che il nemico di San Giorgio, ossia il Draghi, sta creando con l’imbroglio linguistico del “quantitatìvve aisìnghete” (pronunciato alla Renzi rende più l’idea). Il timore dei banchieri centrali non è quello del valore autentico del denaro, altrimenti avrebbero già rinunciato a una politica interventista, ma che si possano creare monete alterrnative al loro monopolio de jure. Proprio perché l’ammontare non è inflazionabile non si pone il problema della perdita di valore. Che se avviene si deve ad altre cause, magari positive come il nascere di monete concorrenti più forti. Sono proprio le alchimie finanziarie dei banchieri centrali ad aver generato la creazione del coisiddetto “nuovo valore entro se stesso”, espressione che personalmente trovo un po’ forzata. Non è vero che sia necessario stampare per compensare la mancanza di circolazione generata dalla tesaurizzazione. Il denaro risparmiato oggi equivale a quello speso domani e senza tesaurizzazione non ci sarebbero investimenti. La tendenza dell’individuo è portata a migliorare non a stazionare. Se gli investimenti non si producono la colpa è del fisco e della legislazione ultraregolamentista degli stati, comprese le imposte patrimoniali. Che dove “salvaguardano” per un po’ la cosiddetta pace sociale, finiscono per sottrarre ulteriore ricchezza agli investimenti. Senza risolvere il problema del deficiti pubblico, altra vera causa del timore di investire sul territorio. E’ con il sistema attuale che tutto sta finendo nelle mani di pochi creditori e questo certamente le banche centralki non vogliono evitarlo. Perché, guarda caso, chi sono i pochi creditori? Se non ho le mani bucate non mi indebito inutilmente. Se però il debito non è una mia scelta ma una rapina fiscale e legislativa, è chiaro che i pochi creditori non sono quelli che mi hanno offerto qualcosa che non ero obbligato a comprare ma coloro che stabiliscono chi debba comprare e cosa comprare. E’ questo “modus rapinandi”che contribuisce al deperimento degli scambi, non chi inventa un baratto con formule nuove e innovative. Chiedano, le banche centrali ai governi, di alleggerire il peso fiscale: sarebbe un buon modo per dimostrare che hanno a cuore la ripresa degli scambi. Non so se queste nuove monete faciliteranno in futuro gli scambi stessi. Mi sembra, però, che diversi soggetti non le trovino completamente inutili anche per questo fine, dal momento che scambi utilizzando il criptodenaro ce ne sono stati. Non so nemmeno se le transazioni siano veramente visibili da tutti, gli amici del sito più esperti in materia avranno gentilmente una più esauriente risposta in merito. Intanto, anche se sono visibili dal fisco, dette transazioni non possono essere tassate. Perché non si può tassare una mia lezione di recitazione scambiata con una di nuoto. Certo, possono tassare la proprietà di un oggetto che io ho acquistato in criptovaluta. Ma se quell’oggetto ha un registro di proprietà, esso viene tassato indipendentemente dalla moneta con la quale è stato acquistato. E se è per questo, la benzina utilizzata dal consegnatore dell’oggetto è gravata da accise. Ho parlato della tracciabilità non solo per ragioni fiscali ma anche per ragioni giuridiche in quanto aspirante liberto. Non ho la vocazione dell’eremita. Se non voglio far sapere che sono ricco, evito di mostrarmi in giro con la Ferrari. Mi può dare fastidio che il vicino di casa osservi ciò che compro nel negozio frequentato da entrambi ma non posso imporgli la benda sugli occhi. Né posso pretendere che tutti i clienti escano dalla farmacia mentre acquisto un anticoncezionale. Ma che i miei conti bancari, che dovrebbero essere tutelati da riservatezza per un normale principio civico oggi sfregiato dai marx – bergoglio – dossettian – keynesiani, siano alla portata dell’occhio orwelliano mi dà terribilmente fastidio. E’ il potere, non il mio confinante, che deve stare lontano dai miei valori. Valori che sono tali in senso oggettivo. Perché se mi regalano una tela di Picasso, quella tela vale perché è un’opera di pregio. E il suo valore rimane anche quando esso viene espresso in una casa d’aste, non solo quando è potenziale. Per abbracciare questo principio non è necessario essere … Draghi della critica d’arte. E neanche della finanza. E’ sufficiente considerare il denaro come una merce e non come il simbolo, superiore alle bandiere, di uno stato. Se non di un superstato transconfinario.

  • christian
    Rispondi

    Tranquillo Dino se non hai capito cosa a detto Winston è perché non ha detto assolutamente niente di sensato. Io neanche volevo rispondere alla prima baggianata sui Banditi in quanto ho scritto già più volte sull’argomento. Insistere nella discussione con chi ritiene di essere un esperto delle cryptovalute pur conoscendone a malapena le basi, lette probabilmente su qualche articoletto che associava il Bitcoin a parole tipo truppa/bolla/tulipani/ecc…, è sinceramente una perdita di tempo.
    Comunque ti consiglio di levare il “noi” in riferimento ai “libertari avanzati”, in quanto, ironico o meno, di libertario in te non esiste assolutamente nulla (ne avanzato ne retrogrado).
    Personalmente sono anni che non pago nulla per Bonifici Sepa. Per quanto riguarda i sistemi di pagamento p2p e da smartphone ce ne sono anche in Italia e non solo, in Giappone hanno iniziato da molto tempo (ben prima della Svezia) ed ora si possono pagare anche le tasse in Bitcoin (ne avevi mai sentito parlare dall’alto della tua onniscenza).
    Comunque scusami di avere scritto troppo sul Bitcoin, la prossima volta chiederò il tuo permesso per essere certo che l’argomento sia degno di essere discusso in queste pagine che sia il Bitcoin, sia la razza Ebraica o che sia qualsiasi altra cosa; non vorrei che ti scocciassi ulteriormente nel leggere “noi” miseri “libertari avanzati” che, invece uscire e diventare martiri per la salvezza del mondo, perdiamo tempo a scrivere inutilmente su questo sito. Alla fine non importa, ci sono le sante Banche Centrali a salvarci da noi stessi e dalla nostra innata e deprecabile tendenza a tesaurizzare il denaro/oro/Bitcoin/altro che guadagniamo (volgarmente detto risparmiare per “noi” decerebrati “libertari avanzati”).
    VIVA le Banche Centrali, VIVA gli stampatori illimitata di denaro, VIVA chi vuole bandire il contante (ironic mode off) questi si i veri banditi del mondo.
    Da ultimo una preghierina per Ludwig von Mises che è morto una seconda volta leggendo dall’aldilà quello che Winston ha scritto sul denaro.

    • winston diaz
      Rispondi

      “la prossima volta chiederò il tuo permesso per essere certo che l’argomento sia degno di essere discusso in queste pagine che sia il Bitcoin, sia la razza Ebraica o che sia qualsiasi altra cosa; non vorrei che ti scocciassi ulteriormente nel leggere “noi” miseri “libertari avanzati” che, invece uscire e diventare martiri per la salvezza del mondo, perdiamo tempo a scrivere inutilmente su questo sito”

      Perche’ mai dovresti chiedere a me? Se ho potuto esprimere io la mia opinione (posso esprimere la mia opinione?) tu a maggior ragione puoi esprimere la tua, non sei certo tu a rischiar di essere bannato o semplicemente considerato un troll e estromesso, ad essere in netta minoranza qui dentro sono sicuramente io, non e’ che non me ne accorgo. Il fatto e’ che non mi pare ci siano molti altri posti dove si discute non dico di libertarismo ma anche solo di liberalismo, il che la dice lunga sul futuro di queste politiche. Se poi lo sommi al fatto che meta’ dei commenti sono sulla razza ebraica, sul nazionalismo polacco e sulle meraviglie della organizzazione sociale dei signori della guerra somali, auguri.

  • Dino
    Rispondi

  • Dino
    Rispondi

    Nessuno ha lodato i signori della guerra; in ogni caso la violenza diffusa, non era affatto frutto dell’anarchia, quanto semmai di quell’imprinting socio politico, di cui gli Africani sono stati vittima. Siad Barre era un uomo del Sismi, formato in una scuola per ufficiali controllata dal Sifar; è stato certamente ammiratore di Mussolini, dopo la presa del potere, allontanatosi dall’influenza occidentale, si è avvicinato sempre di più al marxismo, una costante questa, di tutti i leader africani del periodo post coloniale. In ogni caso le strutture democratiche che le varie amministrazioni provvisorie delle Nazioni Unite degli anni 50-60, non hanno retto in alcun modo in tutto il continente, di fronte a realtà tribali e confessionali; poi ha violenza ha generato violenza e repressione, faide, lotte intestine, sino agli shahabaab islamici. Ma è un fatto che senza uno Stato la Somalia,abbia conosciuto uno dei tassi di sviluppo economico più importanti di tutta l’Africa, quasi come se i Somali apatici di fronte alle lotte armate, abbiano sviluppato una società parallela basata sul libero scambio: compagnie telefoniche private, emittenti televisive satellitari, aziende di logistica, università private, mercati ovunque. Non se ne parla mai, deve passare purtroppo sempre il concetto del capitalismo affamatore dei popoli.

    • Pedante
      Rispondi

      Imprinting socio-politico perfettamente in sintonia con una popolazione con scarso controllo degli impulsi, basso QI (68) e alta preferenza temporale. Minneapolis ne sa qualcosa.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il tratto d’unione dei conservatori con i libertari può esistere sul piano economico. In genere la difesa della proprietà privata è comune a tutte e due i piani ideologici mentre la sinistra è tendenzialmente avversa al concetto di proprietà. Quando si passa ad argomenti scientifici e religiosi, c’è a volte maggiore convergenza tra libertari e sinistra. Convergenza che però muore quando si trattano argomenti come gli organismi geneticamente modificati, il riscaldamento del pianeta, l’uranio in energia, e tanto altro. Si può anche sostituire la dicotomia “destra – sinistra” con “individualista versus collettivista”. Ma in un’aula emiciclica o rettangolare gli uni stanno da una parte e gli altri da quella opposta. Accetterebbero i collettivisti di occupare la parte destra? Sicuramente no. Già per loro è difficile da digerire che negli Stati Uniti i democratici siano gli azzurri e i repubblicani i rossi. La colpa è dei nazionalisti, dei corporativisti e dei conservatori che hanno occupato abusivamente l’ala destra del pensiero filosofico. In realtà sono tutti di sinistra, solo che i collettivisti lo sono un po’ di più. Una lotta interna tra hegeliani, insomma, non si può dire che se una cosca combatte contro un’altra agisca per ragioni di legalità. Per tutte e due Ie fazioni dell’hegelismo, il liberalismo semplicemente non esiste. In questo convergono molto più tra di loro, sul piano dei tratti d’unione, di quanto possano convergere conservatori e libertari. I “tories” sono più statalisti dei “whigs”, ergo più a sinistra. Quanto alle criptovalute, non credo che esse siano solo l’ultima incarnazione del gioco dei tre bussolotti. Non ho la competenza per affermarlo con certezza, è solo una sensazione. Comunque non ci sono le prove per poterlo affermare con certezza. Ritengo che un’alternativa alle monete monopolistiche delle banche centrali sia in ogni caso un’alternativa da perseguire.

    • winston diaz
      Rispondi

      Alla fine, secondo me quello che si puo’ dire senza stiracchiare troppo i concetti e senza arrampicarsi troppo sugli specchi, e’ che i libertari hanno molti tratti in comune coi liberali, coi liberali veri e non quelli che comunemente vengono confusi coi conservatori. E con gli anarchici, che nella tradizione europea sono chiaramente un movimento di sinistra, anzi ne sono all’origine, prima che avvenisse la svolta economicistica marxista e poi leninista. Quindi potremmo dire che i libertari sono un miscuglio di idee anarchiche e liberali.

      Coi conservatori secondo me, se si considera tutto e non solo l’aspetto economico, i libertari hanno tanti punti in comune, cioe’ pochi, quanti con la sinistra comunista classica della real-politik (e quella che gli anarchici li ha storicamente sempre messi al muro e fucilati).

      Il problema e’ che viviamo in un’epoca, senza rendercene conto come sempre quando si e’ completamente immersi in qualcosa, in cui a dettare legge e’ la concezione profonda marxista del mondo per cui tutto e’, o si deve ricondurre, all’economia. Questa follia monotematica e’ la weltanschauung del nostro tempo, da cui sono pesantemente condizionati anche i cosiddetti libertari.

      Per i liberali classici invece, la liberta’ e’ importante e viene prima, anche quando economicamente non conviene. E credo che un anarchico classico di quelli che avrebbero voluto eliminare la schiavitu’ del denaro ben prima di arrivare a quella delle banche centrali, inorridirrebbe di fronte alla nostra attuale ossessione, che e’ opposta. E dire che un anarchico classico sia antilibertario e comunista credo sia meglio evitarlo…

      Sul fatto che una parte della sinistra, quella no-global ed ecologista, che nel nostro paese come ben sappiamo deriva da quella cosiddetta extraparlamentare (le persone sono le stesse), ha posizioni di fatto conservatrici e reazionarie su molti temi, scientifici, ambientali ed anche economici, beh non e’ un mistero: hanno posizioni che in qualche caso sono molto vicine all’estrema destra identitaria blumen und blot, come tu stesso osservi sopra, sia in campo economico che in campo politico sociale e scientifico, tanto che nel bailamme attuale cominciano qualche volta a fare liste comuni (vedi i no-euro del dichiaratamente marxista bagnai, i leghisti di salvini, e i neofascisti della meloni). Come del resto spiega bene il libro di Klaus “pianeta blu non verde”

      Comunque e’ un casino, le posizioni sui singoli temi sono molto mescolate e spesso in opposizione, anche all’interno di uno stesso partito, per cui si puo’ dimostrare, con un minimo di “cherry-picking”, tutto e il contrario di tutto. La stessa confusione, proprio per quanto accennato sopra, vige fra i libertari, IMHO.

      Quindi se non si capisce bene quel che tento di dire non e’ solo perche’ mi esprimo male, e’ anche perche’ il casino e’ oggettivo, viviamo in un’epoca di grande confusione. L’unica cosa su cui sono tutti d’accordo e’ che il soldo e’ la cosa piu’ importante, da cui derivano tutto il resto. Ma questo e’ marx, che sara’ anche morto ma la sua idea di fondo ha vinto alla grande e sostituito tutte le altre.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Quest’ultimo commento di Wiston mi era sfuggito. Io sono sempre del parere che sinistra significhi collettivismo e destra individualismo. Che sinistra significhi più stato e destra più privato. Quindi per me l’anarchismo è destra. Se nella tradizione europea vengono collocati a sinistra è perché a suo tempo si è voluta aumentare la confusione e a spacciare il marxismo con qualcosa di analogo all’anarchia. Quando, appunto, i marxisti agli anarchici riservano il plotone di esecuzione. Ai liberali danno l’ergastolo e ai conservatori (parola che può anche significare ben poco) decenni di carcere. Poichi anni ai socialdemocratici, purché non siano “controrivoluzionari”, altrimenti finiscono con gli anarchici. Ad alimentare la confusione ci si sono messi fascisti e nazionalsocialisti ad occupare abusivamente l’area destra dei parlamenti, ala che spetta di diritto ai liberali autentici. Per questo colloco a sinistra anche Matteo Salvini e Gioriga Meloni. Conservatore è parola polivalente. Il “progressista” che va al potere vuole conservare la situazione creatasi con la sua presa del potere. Se vanno al potere i nazionalisti, sia i liberali che i fautori dell’internazionalismo “proletario” sono di fatto reazionari. E chi propugna il liberalismo oggi, non è altro che un rivoluzionario. Concordo su tutto il resto. Dobbiamo sforzarci di essere chiari nel linguaggio ma è difficile non convenire sul fatto che il caos sia oggettivo. E che si viva in un’epoca basata sull’economismo verbale. Che poi, paradossalmente ma non tanto, è la negazione dell’economia autentica perché la vera economia è tale solo se è libera. Occorre libertà economica per avere garantiti tutti gli altri diritti ma occorre garantire tutti gli altri diritti per avere libertà economica. Il primo obiettivo è che nel mondo libertario si abbia piena consapevolezza di ciò.

  • Dino
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    @Winston
    Madò che brutta parola miscuglio…… In ogni caso a tal fine Rothbard, in un suo articolo, scrisse che ogni qualvolta fosse stato chiesto ad un libertario se egli si considerasse anarchico, avrebbe dovuto rispondere con fermezza di no, perché si rese conto come ormai, il concetto stesso di anarchia/anarchico fosse chiaramente mistificato con il socialismo dei balordi. Cmqe non sono d’accordo, con il fatto che i liberali, (altro termine di cui s’è fatto ampio abuso in Italia) intesi nell’accezione più ampia possibile, siano una nicchia minoritaria, altrimenti non si spiegherebbe come i Radicali, quando ancora si dichiaravano lib-isti-ali-ari, potessero arrivare al 8-9% come risultato delle europee di qualche anno fa e poi cercare di ripetersi nell’anno successivo, con i 25 referendum, molti dei quali stoppati preventivamente dalla corte costituzionale e quelli rimanenti sabotati da sua emittenza, il pornofilo di Arcore e questo quantomeno andrebbe riconosciuto ai radicali, di averci provato, poi che fossero non veri libertari, left libertarian, interventisti e globalisti ecc ecc, è un’altro paio di maniche, così come in fondo ci ha provato il Prof. Miglio con il federalismo, da grande studioso di diritto e scienza politica qual era, nonostante poi il politico Miglio, si sia dimostrato puerile ed ingenuo, perso nelle sue analisi antropologiche e nell’andare appresso al “fetido mentitore levantino”( eh no Professò quella era roba vostra, noi levantini almeno in questo caso non centravamo) ; e secondo me anche “fermare il declino”, non era partito male, non fosse stato altro per le figure di merda riservateci da Giannino, che da liberale, avrebbe dovuto essere contrario al valore legale dei titoli di studio, come sosteneva Luigi Einaudi ed invece Oscar, se ne è affibbiati pure di falsi, tralasciando poi il Michele Boldrin, secondo cui la Scuola Austriaca dell’economia, praticamente non esiste, una pura invenzione di Rothbard.
    Quindi, qualora i libertari si dotassero di un movimento politico in sede elettorale del 2%, seppur con bassa visibilità televisiva, avrebbero l’opportunità d’incidere in un qualche contesto politico? No assolutamente, ma di certo aiuterebbe alla diffusione delle idee L. e parlando per esperienza personale, mi sono potuto avvicinare al Libertarismo, grazie a Ron Paul, quando era candidato alle elezioni presidenziali del 2012, quindi anche tardivamente data la mia età (35), e si aperto un percorso enorme di conoscenza dinanzi a me, che mi sta portando ad acquisire maggiore consapevolezza interiore e sulla realtà che mi circonda.

    • winston diaz
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      @dino

      gli anni ’90, sfociati nell’assemblea radicale di monastier di treviso pro-partite iv a e la candidatura di successo della bonino alle europee (una meteora fortunata, causata probabilmente dal temporaneo allontanamento per convalescenza di pannella dal partito, durata circa un anno…), non sono piu’ ripetibili, sono completamente cambiate le condizioni socioeconomiche, o meglio si sono evolute verso il previsto esito: all’epoca il tema che indirizzava quella politica era la rivolta dei produttori contro la tassazione e la burocrazia (memorabile il libretto “o noi o loro” del compianto Luigi De Marchi, o la riedizione della “disobbedienza civile” di thoreau curata da gianfranco miglio (li trovate su emule, ovviamente non sono piu’ editi)). Ma se all’epoca tale politica era possibile ed aveva ancora un certo successo e’ perche’, sebbene come minoranza gia’ in fase di estinzione, i (piccoli)produttori ancora c’erano e tenevano duro con qualche orgoglio. Il successo delle leghe prima, e di forza italia come partiti della rivoluzione liberale stava in quell’alveo di possibilita’. E soprattutto, come insegna Daverio, c’era quel clima perche’ la gente stava ancora relativamente bene e _sperava_ di stare meglio nel futuro. Oggi i piccoli produttori non esistono quasi piu’, i pochi che sono rimasti sono sommersi senza speranza di cartelle esattoriali, hanno gia’ subito espropri, processi e condanne sommarie e distruzione della loro autostima per tasse usurarie non pagate senza che NESSUNO, dopo tante chiacchere, li abbia difesi nel concreto, anzi le norme usurarie e assassine spesso sono state approvate dai governi di centro destra, e non vanno neppure piu’ a votare. La lega, scomparsa la sua base elettorale moderna ed evoluta, si e’ trasformata da partito rivoluzionario e relativamente liberale perlomeno nel suo essere contro il centralismo fascista romano, in partito reazionario, identitario, risorgimental-nazionalista, nostalgico del passato, ormai privo di ogni minima traccia di istanza liberale e assimilabile a qualsiasi estrema destra nazifascista europea. Berlusconi oramai vecchietto patetico pallida immagine di se stesso ridotto a elemosinare voti in cambio di dentiere ai pensionati e promesse di regalie elettorali a tutti senza oramai neppure piu’ il tentativo di sembrare credibile.
      La stagione delle speranze liberali e’ tramontata da un pezzo, e del resto si trattava di una breve anomala parentesi, il popolo italiano moderno, quello dall’unita’ d’italia in poi, antropologicamente e’ intollerante, puntiglioso, fascista e giustizialista, qualunque sia il partito politico che lo rappresenta, non e’ liberale (la cui definizione piu’ bella e’ quella che c’e’ sulla treccani: nobile, generoso, tollerante, magnanimo). Dove li vediamo oggi i nobili, generosi, tolleranti, magnanimi in italia? Sono tutti incazzati e incarogniti, soffocati dal pagamento delle rate della mercedes e della casa in classe A+ nel loro privato, e dalla tassazione del pubblico da cui pretendono tutto salvo poi lamentarsi quando gli arriva il conto, e infine alla ricerca di un capro espiatorio qualsiasi in cui sfogare la loro miseria prima di tutto umana (che economicamente in realta’ sono straricchi, rispetto alla media del resto del mondo). Altro che “liberalismo”… Secondo me questa tendenza di fondo si nota persino fra i libertari, figuratevi…

      Una volta, in quegli anni, passai per caso con la mia bicicletta un sabato pomeriggio nuvoloso nella piazza della mia citta’ (abito molto fuori dal centro) e c’era Pannella che comiziava. Chiedeva fiducia e voti per portare avanti con un minimo di appoggio popolare le istanze liberali e pro partite iva, e le richieste di liberta’ e modernita’ che sembravano provenire dagli strati sociali che facevano notizia in quegli anni, i “produttori” appunto: ma la molta gente che era in piazza per incontrarsi il sabato, perlopiu’ giovani, si era ammucchiata tutta dalla parte opposta della piazza rispetto al piccolo palco, davanti al quale c’era il vuoto, o una sola persona. Le note del requiem di mozart alla fine hanno concluso la mesta manifestazione.

      Se quegli erano gli anni della rampante rivoluzione liberale nel posto d’italia allora piu’ dinamico e dove sembrava che essa fosse piu’ richiesta e a furor di popolo, figuriamoci il resto.

    • winston diaz
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      @dino

      per dire di come sono cambiati i tempi:

      http://www.life.it/1/ciao-pannella-di-fabio-padovan/

      Di padovan su emule trovate “la caminada veneta” (una specie di marcia del sale gandiana), libro importante nel senso che testimonia un’epoca ormai passata, molto bella, bellissima, questa sua intervista fatta da lorenzetto:

      http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000001406940

      (non so se sia fedele all’originale che comparve all’epoca sul giornale, e trovate credo comunque con google, ma mal formattato)

      Sicuramente molto bella anche questa intervista all’ex dirigente dell’agenzia delle entrate DIssegna, di cui raccomando anche i video che trovate su youtube, video che hanno QUASI ZERO VISUALIZZAZIONI!, tanto per dire della volonta’ degli italiani di migliorare la loro condizione di liberta’ se non altro prendendo atto della loro situazione:

      http://www.ilgiornale.it/news/interni/lagenzia-delle-entrate-manda-rovina-litalia-1019982.html

  • Guess who?
    Rispondi

    Con tutta la tua dialettica (o vostra, se faccio finta di credere che non siete lo stesso spiantatello dino-diaz-christian che si rimira h24 nel suo sito-fonte peggio di narciso) non sai neppure dare la spiegazione più logica del successo dell’ 8%: oltre ad essere un voto europeo (quindi non clientelare e in libera uscita), per la prima volta si chiamava lista BONINO e non lista PANNELLA, uno che stava sui marroni a tutti. E questo la dice lunga sul potere dei nomi e dei simboli rispetto a quello delle idee (oltre a demistificare tutto il tuo vaniloquio salottiero-logorroico-inconcludente).

    • Dino
      Rispondi

      la stronzata della pausa pranzo. Il voto europeo, è assolutamente clientelare, come tutti i voti….. https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Pittella and many more….. stammi bene.

    • winston diaz
      Rispondi

      “tutto il tuo vaniloquio salottiero-logorroico-inconcludente”

      abbi rispetto per gli altri anche quando non li capisci, sei su un sito libertario, non nazifascista

    • christian
      Rispondi

      Guess who? Provo ad indovinare? Sempre lo stesso Trolletto che scrive sempre le stesse cose.
      Si si. Io, dino e diaz siamo la stessa persona. In realtà non l’hai capito ma, eccetto te e i tuoi atri alias, tutti gli altri nick che scrivono su questo sito da anni sono sempre io.
      In pratica su questo sito oramai siamo solo in due a scrivere: tu ed io.
      Quindi parla in modo educato perché se me ne vado finirai a scrivere da solo.
      ;^v^;;^v^;;^v^;

      • Guess who?
        Rispondi

        “tutti gli altri nick che scrivono su questo sito da anni sono sempre io.”

        La maggior parte sì; azzardai un 60%, se ho errato è solo per difetto.
        Oggi direi 75%; vi riproducete più efficientemente della sporogenesi.
        Comunque svolgete un compito utile: i vostri siparietti rigorosamente entre vous a me curano la stitichezza meglio delle california blue.

        Comunque, tesoroh, fammi tornare il mite eridanio che ho voglia di vecchie sensazioni perverse, tipo legarmeli col fil di ferro quando lo leggo.
        Se entro breve non si fa vivo, scrivo a “Chi l’ha visto.”

        Au revoir mon petit chou.

        btw
        hai notato che ti sei un po’ tradito cliccando su reply? il vero christian duro e puro – e soprattutto che esiste davvero !!!1111!!!! – rispondeva sempre distaccato e con commento a parte.

  • Pedante
    Rispondi

    La tesaurizzazione è problematica solo per i keynesiani.

    • winston diaz
      Rispondi

      La tesaurizzazione e’ un problema soprattutto per chi si illude di averne una e fa di tutto per cercare di mantenere viva quell’illusione.
      Al mondo, per quanti sforzi facciamo, nulla e’ stabile. Anzi piu’ sforzi facciamo per mantenere la stabilita’, maggiore lo shock quando si raggiunge il punto di rottura. Tutto scorre. Questo credo sia il principale insegnamento, duro da ammettere di fronte a noi stessi, e a quanto pare vano, della filosofia politica liberale / “austriaca”, che in questo si differenzia da tutte le altre, perche’ in un certo senso e’ una meta-filosofia: invece di dare delle soluzioni valide per sempre, si limita ad osservare che tutte sono temporanee, e che con questo bisogna conviverci.

      • Pedante
        Rispondi

        Non è la tesaurizzazione il problema ma come reagiscono le autorità monetarie di fronte alla diminuzione generale dei prezzi da essa provocata (ovvero con un aumento della massa monetaria).

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