In Economia

DI GIOVANNI BIRINDELLI

“Sondaggio: gli investitori in bitcoin non venderanno fino a quando il prezzo si avvicinerà ai 200 mila dollari per 1 bitcoin”

Bitcoin può avere successo oppure fallire (anche se io sono convinto che i buoni alla fine vincono).

Fino a ora se la è cavata piuttosto bene, passando da 4 centesimi di dollaro per 1 bitcoin nel 2010 a 7761,65 dollari per 1 bitcoin nel momento in cui scrivo. E se la è cavata piuttosto bene sia nel suo ambiente naturale (cioè sotto attacco da parte di governi e hacker) sia in relazione al suo punto debole: l’attacco del 51% (SegWit2x), poi ritirato. E sta diventando sempre più forte.

Se l’esperimento fallisse, bitcoin potrebbe andare a zero.

Tuttavia, se l’esperimento continuasse ad avere successo, puntare a un prezzo di 200 mila dollari per bitcoin significherebbe, a mio modo di vedere, eccedere per difetto (e parecchio).

200 mila dollari per bitcoin vuol dire una capitalizzazione di bitcoin pari a 4200 miliardi di dollari. Rispetto all’attuale (!) capitalizzazione di tutto il denaro fiat del mondo, praticamente nulla. (La sola BCE stampa 60 miliardi di euro al mese). E inferiore anche alla sola attuale (!) capitalizzazione dell’oro (circa 7700 miliardi di dollari).

Se l’esperimento continuasse ad avere successo, credo che al target degli investitori in bitcoin citati nel sondaggio mancherebbe qualche zero.

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  • winston diaz
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    “credo che al target degli investitori in bitcoin citati nel sondaggio mancherebbe qualche zero”

    se gli mancasse solo qualche zero sarebbe il meno

    potrebbe essere che non solo l’esperimento sia gia’ fallito, ma che l’abbiano distrutto loro – ma e’ solo una vaga sensazione

  • Dino
    Rispondi

    Nel terzo mondo esistono ed esistevano già strumenti di pagamento, soprattutto micro, forniti da compagnie telefoniche locali, solo cashless; ovviamente strumenti nati in paesi privi di regolamentazioni, come l’anarchica, ma laboriosa Somalia, dove ci sono voluti i soldi dei sauditi e dei cinesi, più le armi dei turchi per imporgli un governo ed una banca centrale ai Somali, e nonostante la guerra civile, che imperversava nello scorso decennio, hanno sviluppato uno dei tassi di crescita economica tra i più alti dell’Africa sub-sahariana e la loro valuta, lo scellino, praticamente priva di un ente centrale di emissione è stata come performance una delle migliori valute africane sino al 2011-2012. Io al discorso del Bitcoin come “oro digitale” non ci credo molto, e questo mi porta a pensare che sia in bolla, poi è chiaro che potrei sbagliarmi, così come resta il fatto che il mercato abbia sempre ragione ed oggi il mercato assegna un valore di 8000 USdollars al Bitcoin classico. In ogni caso è uno strumento importantissimo per potersi affrancare dal potere centrale e tutelarsi come individui.

  • Max
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    Il btc può potenzialmente arrivare a qualsiasi cifra, avendone limitata la quantità con una richiesta alta è un bene non inflattivo per natura. L’unico nemico del btc è il btc stesso che non sembra risolvere i suoi problemi, neppure biforcandosi. Se dovesse nascere una vera valida alternativa, allora in massa lo abbandoneranno e scorrerà il sangue.

    Rebus sic stantibus quindi non vedo bolle, molti ritracciamenti e correzioni al ribasso ovviamente ci saranno come è giusto che sia.
    Perchè la bolla non c’è quando i soloni dicono “c’è bolla, c’è bolla” e aspettano che la bolla scoppi. Aspettano… e non scoppia… aspettano ancora….Quando pure le massaie compreranno i bitcoin, i soloni andranno in panico perchè tutti hanno guadagnato e loro no.
    Allora pure i soloni compreranno i btc.

    E solo allora scoppierà la bolla.

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