In Anti & Politica, Economia

FRANCESCO TEDESCHI

Se non vi eravate accorti che i politici e i giornalisti recitino tutti delle sceneggiate a soggetto su ogni singolo argomento, beh avete sott’occhio l’ennesima e più evidente dimostrazione. Si accapigliano su 6 mesi in più, o in meno, di età in cui si dovrebbe iniziare a prendere la pensione.
E’ offensivo per chiunque, sia per i giovani che oggi stanno pagando i contributi, sia per gli anziani che stanno arrivando ai 67 fatidici anni.
Per i primi, perché stanno pagando contributi per una pensione che non avranno mai. Per i secondi, perché vengono illusi che continueranno a prenderla per altri 30 anni, se hanno la fortuna di arrivare a 97 anni.

Per dirla in termini semplici: nonostante gli sforzi del clandestino che vi chiede i soldi del parcheggio per pagarvi la pensione, i sistemi pensionistici totalmente statali sono falliti in partenza. Alcuni più falliti di altri, perché certe classi politiche hanno rubato più di altre, ma il sistema non sta in piedi per motivi evidenti: anche se vi raccontano il contrario, le pensioni dei pensionati le pagano i lavoratori in attività, che sono sempre meno, e guadagnano sempre meno. E fanno sempre meno figli, perché costa sempre di più farli. Per ora si mette una pezza prendendo centinaia di miliardi dalle tasse e ripianando ogni anno il deficit tra contributi pagati e pensioni erogate (e perdite derivate da immobili dell’inps che dovrebbero rendere e invece sono in perdita perché affittati a 4 lire a chi sappiamo).

Dire a un quarantenne che prenderà la pensione a 67 anni è una presa per il culo… nei prossimi 37 anni questa età verrà spostata in avanti di 6 mesi ogni anno. Nella migliore delle ipotesi il quarantenne di oggi prenderà la pensione, per modo di dire, a 85 anni. Questo per continuare a prenderci per il culo, il sistema fallirà miseramente molto prima di 45 anni da oggi.

Fatta questa premessa, chi è in età da produrre reddito, può fare 2 cose:
1) Iniziare a mettersi ogni mese un centone da parte in bitcoin, sicuro che nessuno potrà mai sequestrarglieli e beneficiando del fatto che nel frattempo le monete di carta diventeranno sempre più carta da culo, e di conseguenza le criptovalute si rivaluteranno sempre di più
2) Se considera l’ipotesi 1 troppo prematura, o troppo rischiosa, o inadatta, deve almeno farsi un fondo di risparmio. Anche qua, mettendo un centone o due centoni al mese da parte, e scegliendo bene, può crearsi una rendita per quando sarà troppo vecchio per lavorare.
Tra l’altro, uno dei pochi vantaggi dell’Europa unita, è che si può accedere anche a piani di risparmio di compagnie assicurative straniere, con condizioni magari migliori di quelle italiane.

In un caso e nell’altro, chiedete consiglio a chi ne sa qualcosa della prima e della seconda soluzione.

Il futuro è pessimo da questo punto di vista, ma si può sfruttare la situazione. Sta a voi decidere se sfruttare la situazione a vostro favore o continuare a farvi prendere per culo da politici, sindacalisti e giornalisti di ogni colore.

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Mostrati 8 commenti
  • andrea
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    Pensioni INPS = schema Ponzi
    Ma scusate… permettetemi il dubbio: l’INPS ha il 5% della banca d’italia la quale può generare denaro ex nihilo. A maggior ragione lo può fare l’INPS, lo fanno le banche commerciali per circa 1000 miliardi l’anno, esenti da ogni imposizione fiscale, come ben spiegato da marco della luna e marco saba.

    • andrea
      Rispondi

      INPS = Impossible Non-performing Ponzi Scheme

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Consigli da tenere in considerazione. Solo che mettere da parte, per chi ha famiglia è impossibile. Se non altro perché la sua busta paga è falcidiata da un contributo previdenziale che troverà soddisfazione solo per gli utlimi tredici mesi della prorpia vita (a essere ottimisti). Saimo poi così sicuri che gli stati non riescano un giorno a sequestrare i bitcoins? Come mai già qualcuno parla di “settore da regolamentare”? Stanno forse studiando il modo per mettere le mani anche sulle criptovalute?

  • christian
    Rispondi

    Bhe Alessandro quella delle criptovalute (non limitiamoci al bitcoin che da qui a 30 anni potrebbe essere sostituito da qualcosa di meglio) è un grande tentativo di sottrarsi al controllo dello stato. Non c’è alcuna certezza di riuscirci (la questione non è tanto il sequestro che potrebbe avvenire solo con la sottrazione violente delle chiavi di accesso, possibilità che non è assolutamente da escludere, ma sul rendere la moneta illegale e quindi non spendibile su tutti i circuiti regolamentati dallo stato) ma l’alternativa è la certezza di una valuta fiat che nella migliore delle ipotesi si svaluta 2% ogni anno (dando per buona l’inflazione obbiettivo della BCE anche se in realtà l’inflazione reale è ben più altra) e del prelievo coatto dai conti correnti (già in mano agli stati). Tanto vale provarci (almeno con una parte dei propri risparmi per diversificare).

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sì, sì, che valga la pena provarci è condivisibile; tanto è vero che avevo detto che i consigli di Francesco Tedeschi siano da tenere in considerazione. Ero solo perplesso sulla certezza espressa nell’articolo quando si afferma che nessuno potrebbe mai sequestrare le criptomonete, mi sembrava un eccesso di ottimismo. Soprattutto quando “nessuno” è in realtà il re di Itaca, Ulisse Draghi, pronto a far strage (in nome della gelosia quando lui se l’è spassata con tutte, forse sirene comprese) di chi gli ha amministrato le terre per un ventennio mentre se ne andava a distruggere una civiltà perché alleato di una società chiusa come quella spartana. Geloso dopo vent’anni è già poco credibile, un cane che lo riconosce e che vive così a lungo in un’epoca senza veterinari lo è ancor meno. Poteva dire: “Elena? MENELAO le mani”. E rimanere a casa col proprio numero di Telemaco. fisso.

  • Anna Maria Castoldi
    Rispondi

    Per me ci vuole:
    1 BASTA STATO
    2 COMMISSARIO per INPS- INAIL-ASL
    3 ABOLIZIONE DEI SOSTITUTI DI IMPOSTA quindi stipendi al lordo
    4 UNA PENSIONE DI € 1000 (mille) al mese per tutti, compresi politici,magistrati ,manager in genere che abbiano compiuto i 65 anni
    5 OBBLIGO DEI COMUNI provvedere a organizzare i servizi minimi per tutti.

    Per tutto il resto ognuno è libero di attivarsi per la vita che vuol fare.

    Secondo voi sogno un DITTATORE ?

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sono i punti quattro e cinque che non mi convincono. L’assegno pensionistico dovrebbe essere erogato da un’assicurazione privata e la somma corrispondente a quanto contrattato. i comuni dovrebbero occuparsi di dirigere il traffico automobilistico. I servizi, minimi o massimi, devono vnire erogati dai privati ai loro clienti. Sul punto due, il commissariamento dovrebbe essere provvisorio e affidato a un curatore fallimentare. Poi privatizzazione completa.

  • christian
    Rispondi

    “Secondo voi sogno un DITTATORE ?”
    C’è molto di peggio quindi non ti preoccupare (o comunque preoccupati solo “moderatamente”).
    Battute a parte il fato è che, secondo me, il punto 1 è l’unica cosa d rende inutili o impraticabili gli altri punti.
    Basta stato significa: fine di INPS- INAIL-ASL; fine delle tasse quindi SOSTITUTI DI IMPOSTA che cessa di avere qualsiasi ragione d’essere; per quanto detto prima fine delle pensioni erogate dallo stato; I comuni, ammettendo che rimangano come entità minima di governo cambierebbero di molto diventando più simili a comunità che seguono una regolamentazione auto-imposta dai residenti stessi (più tipo privatopie) i cui servizi verrebbero affidati a privati da entità che, a seconda della convenziona e praticità di economie di scala, potrebbero andare da gruppi ristretti od organizzazioni sempre più grandi (condomini, isolati, quartieri, frazioni) sino a comprendere l’intero comune.

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