In Economia

DI REDAZIONE

L’economista Joseph Stiglitz (amatissimo dai 5 stelle), premio Nobel per l’economia è convinto che la popolare criptovaluta non sia “utilizzabile”. “Sono convinto che dovrebbe essere proibita. Non adempie e non ha ne compito ne funzione sociale.”

In un’intervista rilasciata a Bloomberg dall’economista Joseph Stiglitz è stata posta la domanda se la criptovaluta Bitcoin sia “in grado di sopravvivere” nel caso venisse regolamentata. Stiglitz ricorda che “..una delle principali funzioni di un Governo è quella della creazione di moneta”.

Spiega che il motivo di tale successo “è riconducibile solamente al suo incredibile potenziale di non essere controllabile” poi procede sottolineando la realtà per cui la difesa del Bitcoin, come criptovaluta, sia decentralizzata, senza la possibilità che una banca centrale ne la possa emettere e tantomeno amministrare. “Si tratta di una bolla che offrirà a molte persone tanti momenti eccitanti nel mentre sale e scende”, così Stiglitz a Bloomberg News. Poi ha aggiunto: “Penso che dovrebbe venir vietata. Non ha alcuna funzione sociale”.

“Il valore del Bitcoin corrisponde all’attesa di quello che il bitcoin varrà domani”, così sempre Stiglitz. Poi ha aggiunto “I mezzi di scambio che usiamo oggi dovrebbero essere aggiornati, si dovrebbe uscire dalla cartamoneta ed entrare nel XXI secolo per andare verso la moneta digitale”.

Non a caso è premio Nobel, no?

Articoli recenti
Mostrati 31 commenti
  • Dino
    Rispondi

    Il miglior consiglio per l’acquisto di Bitcoin e criptovalute in generale. Questo galantuomo, secondo cui ovviamente il “denaro deve essere creato per legge”, in passato ha affermato anche: “gli stati che stampano valuta non possono fallire”…….. Sì non è un caso che sia un Nobel.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non conta un tubo costui.
    Inutile tenerne conto.

  • leoluca
    Rispondi

    “Cortigiani, vil razza dannata ….”
    Credo, così protestava il Rigoletto di Verdi.
    Bisogna aggiungere che dietro questi cortigiani c’è il grande direttore di orchestra satana con la sua massoneria.
    Riflettiamo, riflettiamo!!!!

  • spago
    Rispondi

    Credo che lo Stato in particolare quello democratico sia una mentalità, una cultura, un modo – sbagliato – di leggere la società, l’economia, il lavoro, i rapporti umani. Molte persone oggi si isolano i cercano di isolarsi. E questo viene spesso attribuito al mercato, al capitalismo, alla concorrenza, un sistema economico che si dice riconduce ogni cosa al denaro, al guadagno, al freddo calcolo, uccidendo così calore e autenticità dei rapporti umani. Invece ciò che penso porti molte persone, le più sensibili e delicate forse, ma non in senso negativo, ad isolarsi è la continua brutalizzazzione a cui sono sottoposte, in un ambiente infestato dallo stato, inteso tanto come le istituzioni, le persone, i provvedimenti, tanto come mentalità e cultura che ci circonda. Ti guardi intorno e non c’è nulla che non sia oggetto di una regolamentazione statale, tutto ciò che è tuo non è mai realmente tuo, e intorno a te i tuoi concittadini discutono continuamente di come vorrebbero disporre di te, sei tipo soldi, della tua proprietà e della tua vita in generale. Questo è un ambiente ostile in cui si è oggetto di una brutalzzazione continua. L’isolamento, che siano consapevoli o meno di tutto questo, per molti è una risposta logica, anzi fisiologica. Lo dico in modo un po enfatico ma intellettuali come Stiglitz sono degli untori diffondono il morbo e contribuiscono al malessere della società. Quello che dice ad es. su bitcoin non è secondo me è una bolla o è inutile, opinioni legittime, ma bisogna vietarlo.

    • Dino
      Rispondi

      A prescindere da cosa esso sia (denaro o non denaro, money transfer, bolla o bollicina)inizio a pensare che essendo bitcoin una forma di libera espressione, sia a tutti gli effetti un VOTO, consapevole o inconsapevole contro tutte ste merde

    • Alberto
      Rispondi

      Condivido in toto quanto detto da Spago nel post.

    • Pedante
      Rispondi

      Il multiculturalismo contribuisce anche lei alla riduzione del capitale sociale.
      http://periodicounitn.unitn.it/periodicounitn.unitn.it/116/costruire-un-altro-noi.html

      • Dino
        Rispondi

        Pedante
        Il multiculturalismo se spontaneo, non è in se un fatto negativo, in un contesto anarcocapitalista di tutela della proprietà privata; purtroppo sappiamo bene che quello attuale, sponsorizzato dalle elite politiche occidentali, sia qualcosa di pianificato. Gruppi etnici e razziali differenti, in competizione per la spartizione di beni e risorse comuni, per intercettare flussi di spesa pubblica, conducono inevitabilmente alla guerra civile.

        • Pedante
          Rispondi

          Condivido in pieno. Finirà male.

  • Dino
    Rispondi

    Il Venezuela è un paese tecnicamente fallito, fatto strano, perché oltre a poter stampare valuta liberamente è pure ricchissimo di petrolio; ovviamente per Stiglitz, Krugman e tutti quelli come loro il problema è stato il prezzo del petrolio, troppo basso….

    • Guess who?
      Rispondi

      Che minchia c’entra il Venezuela lo sai solo tu.
      Comunque visto che ne parli, sì, il prezzo basso è stato determinante a farlo fallire, dato che i locali sono pigri e non lavorano o lavorano poco e male.
      Si aggiunga che:
      – il greggio è della peggior qualità al mondo, pesante e impuro;
      – los bolivaristas non sono in grado di lavorarlo in loco senza los yanquis;
      – la benzina viene “regalata” a 5 cent al litro, mentre viveri e farmaci costano carissimi;
      – el pueblo unido y pobrecido ringrazia usando scassoni di auto che consumano come navi; los que tienen dinero hanno invece buone auto, ma non spengono mai il motore di giorno per mantenere fresco l’abitacolo col condizionatore sempre a palla. Risultato: inquinamento e sprechi alle stelle.
      Fonte: me stesso; ultimo viaggio 10 anni fa.
      Facco che lo conosce meglio, se legge potrà dire anche di più.

      • Dino
        Rispondi

        Il Venezuela è collassato a causa del collettivismo e la storia dei prezzi petroliferi bassi, viene usata come scappatoia da parte di Maduro e tutti i suoi fan chavisti in patria e fuori, compresi gli ignoranti come te. Di tutte le tue cazzate ed esperienze non so cosa farmene.
        So di Facco, che è profondo conoscitore, per esperienza diretta (lui sì) della situazione in quell’inferno, in quanto dieci anni fa pubblicò un interessantissimo documentario, mentre in questo paese ridicolo gli ultrà di Chavez italioti:rifondaroli, fiammaroli, petistellati vari, si lanciavano a coprire il loro idolo di elogi, “per essersi opposto all’nwo”……
        Per Joseph Stieglitz, sue testuali parole: un paese “sovrano”, che stampa valuta non può fallire…….

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Dietro a Stiglitz non c’è la massoneria, nemmeno la defunta loggia Propaganda Due. Tra i liberi pensatori ci sono liberali coerenti e purtroppo anche socialisti. Ma Stiglitz è uno di quelli che diede l’appoggio a coloro che volevano occupare Wall Street non per protestare contro il mercantilismo ma per attaccare il capitalismo in sé o comunque il libero mercato. Queli stessi, cioè, che sulle logge hanno la stessa predisposizione manifestata da Rosy Bindi. Sono quelli che vieterebbero per legge le logge come le criptovalute. L’esatto contrario, quindi, del libero pensiero. Non so se Satana diriga orchestre (con certi sovrintendenti nei teatri pubblici non lo escluderei) ma forse allestirebbe il Mefistofele di Boito più che il Rigoletto verdiano, se non altro perché avrebbe più familiarità con il personaggio. Di certo non dirige orchestre massoniche perché nel repertorio di queste ultime ci sono gli inni al Grande Architetto dell’Universo. Che di Satana è ovviamente avversario. Il testo di Schikaneder de Il Flauto Magico mozartiano è un’opera massonica dove l’illuminista Sarastro si oppone a Bindi Fiammante (pardon, Astrifiammante), regina delle tenebre nonché del buio pseudoculturale che complotta contro la ragione. Lo stesso Mozart era iscritto a una loggia, come del resto il compositore di Rigoletto. Credo che anche Victor Hugo, autore dell’originale Le Roi S’Amuse dal quale Francesco Maria Piave trasse ispirazione per il libretto di Rigoletto, fosse massone. Piave forse no, visto il suo passato ecclesiastico, ma diversi suoi colleghi sì. Se qualcosa di satanico esiste, la massoneria ne è vittima e non certo artefice. L’unico motivo, ma forse non l’unico, per cui non sono iscritto ad alcuna loggia è perché vogliono seicento euro annue anticipate di iscrizione. Cinquanta euro mensili preferisco “investirle” in maccheroni e Cesanese del Piglio. Ma non mi sento satanico in nessuna delle due scelte, per altro non spiritualmente antitetiche.

    • winston diaz
      Rispondi

      Amare verita’.
      Non c’e miglior prova del fatto dovremmo essere liberali e tolleranti non foss’altro che perche’ le credenze umane sono cosi’ evidentemente una massa di assurdita’ pregiudiziali valide solo in ristretti ambiti teorici, storici, temporali, geografici, quando non folli del tutto. Eppure anche questa consapevolezza produce quasi sempre solo altra illiberalita’ e intolleranza, e l’unico modo per sopravvivervi e’ nascondersi, cosa anche questa invisa e odiata dall’intollerante.

  • spago
    Rispondi

    Lo Stato finirà per ammazzare anche il buon cibo e il buon vino. Io dico da mangione appassionato

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il buon vino l’ha già ammazzato con gli obblighi di pastorizzazione. Aprire una bottiglia significa avvelenarsi con gli additivi e i solfiti che i produttori devono adoperare per legge.

    • winston diaz
      Rispondi

      “additivi e i solfiti che i produttori devono adoperare per legge”

      Che io sappia non nel caso del vino, per cui vige il contrario: i vinaioli (potentissima lobby nel nostro paese, che e’ il piu’ grande produttore del mondo di vino, vedi le indecenti quote agricole, a protezione dei produttori gia’ esistenti) possono buttare dentro praticamente cio’ che vogliono senza nemmeno doverlo dichiarare in etichetta! I vini moderni sono mediamente cosi’ buoni oltre che perche’ vengono usati lieviti controllati per fermentare il mosto, anche perche’ sono additivati con di tutto per correggerne l’aroma (perfino il tannino che sarebbe una sostanza blandamente tossica ma “da’ corpo”).
      L’obbligo di additivazione c’e’ per quel tipo di conservazioni a rischio di sviluppare la mortale tossina del botulino (la sostanza piu’ tossica in assoluto), ad esempio i nitriti nelle carni conservate, o gli acidificanti nelle conserve (escuso il pomodoro che e’ gia’ acido di suo e non corre rischi). Semmai, e’ da ridere che i produttori di prosciutti dichiarano il “senza conservanti” ma poi guardi e il nitrito (e per fortuna!) c’e’.

      I solfiti nel vino servono solo ad evitare la sua degenerazione in aceto, a soffrirne sarebbe solo il sapore, non la salubrita’.

      • Dino
        Rispondi

        Nei preaffettati così come negli insaccati, il nitrito o glutammato msg, ce lo devi mettere necessariamente. Ma è impossibile che in un San Daniele di prima fascia ci siano conservanti.

        • winston diaz
          Rispondi

          Il glutammato serve solo a migliorare il sapore, ed e’ una sostanza che, quando non aggiunta, si sviluppa naturalmente nei prosciutti e nei parmigiani durante la lunga stagionatura (per questo sono saporiti). E’ la stessa identica sostanza chimica che c’e’, artificialmente prodotta, nei dadi.
          Se ti interessano questi argomenti, trovi moltissime interessanti informazioni sul blog e sulla pagine youtube di bressanini. Non metto il link senno’ vado in moderazione. Conoscere per deliberare.

  • Dino
    Rispondi

    Non sapevo che nel vino si potesse sviluppare il botulismo, sapevo del metanolo semmai.
    In ogni caso i vinaioli ed i birraioli, non mi sembrano così potenti, visto come si siano accaniti quei cialtroni a Roma negli ultimi anni, nell’alzare le accise sui loro prodotti, fatto che ha messo in ginocchio l’intero comparto. Mi torna in mente, l’episodio di un Signore Tedesco, trasferitosi dalle mie parti, che ha avuto l’idea di creare un birrificio; idea brillante, la “birra dei trulli”, peccato però che abbia dovuto fare i conti con la realtà italiota da tardo impero, in quanto ogni mattina era in dovere di recarsi alla dogana di Brindisi e comunicare ogni quantitativo prodotto il giorno prima e quello in previsione. Morale della favola, il Signore in questione ha sbaraccato e s’è trasferito a Tenerife.

    • winston diaz
      Rispondi

      Sul vino non c’e’ nessuna accisa, solo l’iva. Sulla birra, alcoolico tipicamente tedesco, invece si’, adesso di 30 euro a ettolitro, aumentata (e mi pare raddoppiata) da Monti nel tentativo di riequilibrare l’interscambio con la germania falsato dalla sovravalutazione (per noi) dll’euro.

      Il vino non sviluppa nessun botulino, al massimo va in aceto.
      Il vino e’ forse l’unico alimentare venduto in italia su cui non c’e’ obbligo di indicare nessuna scadenza, e se avete notato, a nessun obbligo di indicare gli additivi in etichetta, a parte il bisolfito. Quindi i produttori di vino italiani si’, sono una lobby potentissima (cosi’ come gli agricoltori in generale, che ottengono vincoli e protezioni su tutto).

      Le birre artigianali italiane hanno dei prezzi _delinquenziali_ da boutique, l’accisa su di loro non pesa nulla in percentuale sl prezzo di vendita, mentre pesa moltissimo sulla OTTIMA birra “primo prezzo” del Lidl, per quasi meta’ del suo prezzo di vendita (30 euro a ettolitro di accisa fanno 30 centesimi al litro, di sola accisa su cui poi si aggiunge l’iva standard del 22 per cento o quant’e’ adesso, su un prezzo alla cassa di un euro al litro – sono complessivamente 40 centesimi circa solo di accisa, piu’ l’iva normale, che invece su una birra artigianale modaiola italiana tipicamente venduta a 10-20 euro al litro e’ una cifra irrisoria, irrilevante). Cerchiamo di essere precisi su queste cose, altrimenti ci ridono dietro come fossimo dei complottisti da quattro soldi, a volte non del tutto senza ragione.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    In molti mi dicono che lo zolfo faccia male all’organismo e se non è un condizionamento psicologico mi sembra di riscontrarlo: ogni volta che bevo vino imbottigliato mi viene il mal di testa, se bevo quello contadino quest’effetto non lo avverto. E sono i produttori di quest’ultimo a essere svantaggiati dalle pressioni degli industrialotti del vino commerciale che io non chiamo vinaioli ma vinificatori (a me sembrano avvelenatori). E’ proprio l’obbligo della pastorizzazione che impone di conseguenza l’uso dei solfiti. Se il vino non prende aria dura più di un anno, sia in botte che in bottiglia. Lo so perché sono autoproduttore (solo per consumo personale, non vendo). I sostenitori delle quote, oltre ad accusare falsamente i contadini di non saper fare il vino, vogliono assicurarsi che il prodotto duri più di un anno e per questo aggiungono conservanti disgustosi. Odorano di farmaco e i farmaci sono per loro natura tossici, infatti andrebbero usati solo per scopi terapeutici e non certo per ragioni alimentari. I gruppi di pressione hanno ottenuto la possibilità di non indicare la provincia e la regione di provenienza, anzi l’obbligo di ometterlo. Così il consumatore si trova a leggere “prodotto a Sant’Angelo, Italia”. Certo, si sa che in Italia di paesi chiamati Sant’Angelo ce ne è solo uno. L’acido tannico si trova già nelle bucce dell’uva, specialmente in quella scura, non è quindi un derivato chimico – minerale artificiale. Vino moderno mediamente buono non riesco facilmente a trovarne, può anche darsi che sia troppo esigente io. Sul botulino ho sentito dire che sia stato trovato nei cosiddetti prodotti definiti biologici. Se è veramente così siamo a cavallo.

    • Dino
      Rispondi

      Non mi è ancora chiaro, quale sia il prerequisito, affinché un prodotto alimentare possa essere definito “biologico”. Anche un’organismo geneticamente modificato, è a tutti gli effetti biologico, ma cosa vuol dire?? “Il bio” e’ solo marketing, per pusillanimi da upper class molto “lefty”, quelli per intenderci che fanno la spesa negli store dell’ex venditore di lavatrici, dove trovano i pacchi di pasta da 1/2 kg a 4 euro l’uno (a Bari come credo negli altri comuni d’Italia esiste il “piano per lo sviluppo commerciale”, con la relativa graduatoria; ebbene il baffo, ha scavalcato all’improvviso tutti gli altri operatori, un vero prodigio…. non sarà stato mica per le sue notorie entrature nel centrosinistra nazionale e locale???). Per quanto riguarda le mistificazioni adoperate riguardo a dicitura ed etichettatura, come sottolinei tu Ale, sull’olio di oliva, raggiungono il culmine; non è mai chiara la differenza tra olio di oliva ed extravergine, salvo che per il ministero delle politiche agricole, che si permetteva di garantire alcuni prodotti, sino a qualche anno fa.

      • winston diaz
        Rispondi

        Le categorizzazioni dell’olio di oliva sono usate solo in italia e forse negli altri paesi mediterranei, altrove se non erro non esistono. Comunque sul cibo e’ inutole discutere, e’ argomento in cui regna sovrano il pregiudizio piu’ rigido, ogni paese e ogni produttore di solito considera i suoi prodotti il meglio disponibile nell’universo, e tutto il resto merda.

        • Dino
          Rispondi

          Quello sugli scaffali dell’iper non è extravergine, è solo olio(oliva, sansa, nocciola?); in italia sono arrivati persino alla “patente” dell’extravergine. In realtà l’unico vero extravergine è quello del frantoio, ti viene a costare minimo dai 4-5 euro/lt in più rispetto a quello imbottigliato che trovi in vendita. Ognuno è libero di scrivere quello che vuole nella dicitura, l’importante è che si lasci stabilire al mercato la qualità senza intromissione di sorta da ministeri con patenti, carte d’identità e certificazioni varie(dop, doc, docg ecc)

          • winston diaz

            “senza intromissione di sorta da ministeri con patenti, carte d’identità e certificazioni varie”

            A pretendere queste regole sono _sempre_ quelli gia’ nel settore (che le decidono a loro vantaggio), per chiudere e proteggere corporativisticamente il loro mercato. Lo stesso accade a livello di normativa europea. Non so se so sapete, ma in italia c’e’ persino l’ordine professionale dei maestri di sci, con le stesse prerogative di quello dei medici e dei notai, e in cui e’ difficilissimo entrare, dato che guadagnano un sacco di soldi.
            Di solito in cambio di questa protezione di stampo mafioso lo stato pretende a sua volta lauti introiti fiscali dai membri della corporazione stessa oppure, piu’ spesso, in cogestione coi suoi protetti, dai loro vessati clienti (vedi commercialisti, notai, ma ormai anche architetti e compagnia bella).

            Provate a far notare a un professionista questa ovvieta’, e vedete come si incazza.

    • winston diaz
      Rispondi

      Sul bisofito hai ragione, ad alcune persone da’ mal di testa anche in piccola quantita’ e non per nulla: la dose che e’ permesso aggiungere al vino, e che di solito viene aggiunta, e’ vicina ai limiti massimi superati i quali la bevanda diventa ufficialmente tossica.
      I produttori industriali/professionali lo aggiungono perche’ non possono permettersi il rischio di vedersi rovinare la produzione e la conservabilita’ del prodotto che appunto, come si vede su qualsiasi bottiglia, non ha obbligo di alcuna data di scadenza, ne’ di produzione, indicata. Ma comunque un vino senza bisolfito al massimo va in aceto e non diventa tossico, mentre il bisolfito seppure moderatamente e’ tossico secondo la scienza ufficiale: ma e’ la dose che fa il veleno.

      Il tannino e’ un potente insetticida naturale (non per questo quindi necessariamente tossico anche ai mammiferi), i frutti delle viti americane (fragola e clinto, non so come si chiamino dalle tue parti, quelle comunque che si usano universalmente come portinnesto per la loro resistenza alle malattie e in particolare alla filossera se non ricordo male) ne sono ricche e infatti su di loro non serve alcun trattamento antiparassitario (anch’io ero piccolo produttore qualche decennio fa). Ma di quel vino in italia e’ vietato il commercio non tanto perche’ ricco di tannino (visto che si puo’ additivare senza limite), bensi’ perche’ probabilmente concorrenziale coi vini tradizionali italiani, nonche’ a troppo bassa gradazione alcoolica. Altrimenti non si spiega il divieto, che non ho mai capito con certezza a cosa sia dovuto, ne’ ho mai trovato alcuno sapermelo spiegare con certezza se non con voci aneddotiche prive di ogni riscontro valido.

  • Guess who?
    Rispondi

    Che meraviglia, abbiamo pure il troll pugliese. Più che un troll, un trull.

    “Fuggi da fuggia, ma mica pe’ fuggia, p’i fuggieeni”

  • vetrioloblog
    Rispondi

    Se ho ben capito, la circolazione di bitcoin dovrebbe essere vietata perché di nessuna utilità sociale. Siccome noi poveri babbei non abbiamo la minima idea su cosa sia di utilità sociale e cosa no, ovviamente dovremmo farcelo spiegare da quell’intelligentone di Joseph Stiglitz (meno male che c’è lui!).
    Intanto a scuola migliaia di bimbi attendono con trepidazione che Stiglitz ci faccia sapere se sia socialmente utile scambiare figurine con caramelle.

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca