In Economia

DI FABIO CINTOLESI

Il debito pubblico italiano in 5 anni è cresciuto di circa 300 miliardi di euro, da 1.990 milardi alla fine del 2012, a 2.290 alla fine di ottobre 2017.

Secondo la teoria keinesiana, questa massa di spesa pubblica, attraverso il meccanismo del “moltiplicatore” avrebbero dovuto creare una crescita economica vigorosa, invece il PIL italiano è passato da 1.613 miliardi di euro del 2012 ai 1.720 (stimati) per il 2017. Cioè appena 107 miliardi.

Al di là dei giudizi triviali che si possono dare sui 3 governi a targa PD degli ultimi anni, emerge un dato incontrovertibile: le teorie keinesiane non funzionano. Non ci sono neanche esempi storici che abbiano mai funzionato. Nonostante questo, politici, “economisti” e professoroni, continuano a professare ed applicare queste strampalate teorie, come nei tempi antichi uomini dotti dell’arte medica applicavano ai malati salassi ad oltranza, fino alla morte del malcapitato.

La pratica del “tassa e spendi” è quanto di più vicino al salasso possiamo vedere in campo economico. Ed otterrà gli stessi risultati.

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  • Alessandro Colla
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    Li ha già ottenuti i risultati. Il presunto aumento del Prodotto Interno Lordo, oltre ad essere basso e lontano dalla moltiplicazione della spesa, è anche drogato dall’interventismo normativo e fiscale. Tra l’altro, questo prodotto interno ha scarso significato indicativo. Nel mio terreno sono nati pomodori selvatici e fuori stagione, visto che novembre a Roma non è proprio periodo di pomodori. Li consumo. Risultano nel Prodotto Interno Lordo? No, ovviamente Le teorie keynesiane, al pari di quelle marxiste altrettanto astruse, non avrebbero bisogno di essere sperimentate per notare che falliscono. Sono errate, Popper insegna, all’origine teorica. Semplicemente perché la matematica non è opinabile e in aritmetica due più due non totalizza cinque. Ergo, il moltiplicatore keynesiano è una bufala; analoga a quella che vorrebbe spacciare per comico, o anche semplicemente per attore, l’attrezzo ligure delle Cinque Sberle. E la storia spiega il salasso. Nei tempi antichi, quei medici non erano affatto gente dotta, così come non lo sono i falsi economisti di oggi. All’epoca, astronomia e astrologia erano purtroppo un unicum . Quando si sono separate è stato possibile distinguere la scienza dalla superstizione, con grande vantaggio pratico per il benessere umano. Occorre un’operazione analoga: separare l’economia dall’ecologia perché la vera scienza dell’ambiente è la prima e se prevarrà, oltre a risolvere i problemi di bilancio, ci offrirà anche aria più pulita. In tutti i sensi. Forse sarebbe ora di separare l’economia dalla politica, intesa come prasseologia del potere e non come scienza dell’organizzazione spontanea delle persone. Occorrono accademie antisuperstizione, sulla linea degli atenei del dodicesimo secolo. Si rinnova l’annuncio: Cercasi disperatamente finanziatore di detti atenei, possibilmente non situati nei comuni di Arcore e Cologno Monzese. Occorre un’università liberista, non “semplicemente liberale”. Non me ne voglia il friedmaniano onorevole Antonio Martino. In fondo, anche lui che ci guadagna ormai? Non credo che Sua Sfrenata Libidine lo ricandiderà, lui si sceglie i migliori; tipo Gasparri.

    • winston diaz
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      “è anche drogato dall’interventismo normativo e fiscale”

      Infatti, la situazione e’ apparentemente irreversibile anche perche’ a forza di “incentivi” e “disincentivi”, questi si sono completamente sostituiti ad ogni forma di economia spontanea e non costretta dalla forza: se si tolgono quelli, ormai non resta piu’ nulla, se non forse l’economia criminale.

      Incentivi e disincentivi che poi non sono altro che la riduzione all’economia politica dello stimolo/ricompensa nella psicologia comportamentistica/pavloviana – Pavlov e’ quello che faceva salivare i cani mostrandogli il cibo, e che metteva le cavie sulle gabbie elettrificate, stesso identico modo in cui gli stati moderni applicano la politica economica, che da li’ deriva.

      Tutta la teoria economica moderna, e ancora di piu’ la pratica che oramai e’ fatta solo di incentivi e disincentivi, e’ riconducibile alle gabbie stimolo/risposta di Pavlov.

      Dovremmo fare piu’ pubblicita’ a questo fatto, parla da solo.

      Cercate cane di pavlov su google immagini…

      Purtroppo questo modo mentale di inquadrare la situazione e’ inestricabilmente connesso alla volgarizzazione del pensiero tecnologico-scientifico dei nostri tempi, vulgata secondo la quale tutto, anche la societa’ e il comportamento umano, e’ riconducibile a semplici modelli causa-effetto derivati dalle scienze “dure”.

      E’ gia’ difficle fare dei modelli per il clima, figuratevi per l’uomo che e’ l’essere ricorsivo per eccellenza, in cui ogni causa agisce gia’ da subito su se stessa in un regresso infinito.

    • Dino
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      Antonio Martino non si ricandida.

  • Alessandro Colla
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    Forse non tutte le cause agiscono da subito su se stesse in un regresso infinito. Ma comunque prima o poi invecchiamo e quindi il regresso è comunque irreversibile, anche se non subitaneo. A proposito dell’economia criminale appropriatamente puntualizzata da Wiston Diaz: anch’essa non rientra nel Prodotto Interno Lordo. Ci hanno pensato Draghi, Monti, Prodi, Baldassarre, Krugman e gli altri sedicenti economisti? Dino afferma che Antonio Martino non sarà ricandidato. Ma per sua scelta o per scelte cardiache (ar… còre non si comanda!) di qualcun altro? In ogno caso potrebbe cogliere l’occasione per passare da Friedman padre a Friedman figlio. A meno che anche lui non sia convinto della necessità operativa delle banche centrali. Oltre che di quella dello stato.

    • Dino
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      No lessi tempo fa sul suo blog che non si sarebbe ricandidato.

    • winston diaz
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      Che io sappia, l’economia criminale che e’ stata fatta rientrare nel PIL e’ quella che e’ tale solo in italia, o perlomeno che non lo e’ in tutti gli stati dell’unione. In molti stati (quasi tutti quelli protestanti-nordeuropei) la prostituzione e’ legale, e in qualcuno (l’olanda e la svizzera) lo e’ il commercio delle droghe leggere, su cui si pagano le normali imposte. Quindi per uniformita’ di calcolo all’interno della comunita’, si e’ deciso di includere nel PIL una stima della dimensione di queste economie anche nei paesi nelle quali sono illegali.

      Piccolo problema: questo va ad aumentare la parte di PIL considerata sommersa, ed eleva percio’ le gia’ sovrastimate stime dell’evasione fiscale, che a loro volta armano ulteriormente le polizie per la loro repressione.

      Ma chi se ne frega, tanto viviamo gia’ nel paese che e’ riuscito a trasformare in un sostituto d’imposta anche il canone rai… questo e’ il risultato dei proposti e anticipatamente cassati referendum radicali di un tempo contro il sostituto d’imposta (in italia sono vietati i referendum di argomento fiscale), e delle battaglie di fidenato.

      • winston diaz
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        En passant abbiamo casi di prostitute “accertate” a cui vengono sequestrati i beni per evasione, perche’ “ricchezza ingiustificata” rispetto al reddito dichiarato…

  • Dino
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    Cmqe volendomi ricollegare al tema di questo articolo, ho la netta sensazione e credo di condividerla con molti di voi, quanto fatto che sia chiaro come ci stiamo dirigendo verso un socialismo 2.0 su vasta scala fermo restando che già oggi non viviamo in un mondo capitalista; è impossibile quindi prevedere il futuro, non ho idea di cosa avverrà al seguito del grande default dell’economia fiduciaria e di questo sistema monetario farlocco, ma una cosa è chiara: il peggio, in termini di repressione delle libertà individuali deve ancora arrivare. E’ possibile, avvenga un patto atlantico monetario basato sul debito ed un unica valuta digitale da utilizzare nei paesi di un occidente ormai al tramonto, difficile che si lasci andare a gambe all’aria l’Unione Europea, ovviamente mia personalissima opinione. Ricordo quanto scrisse l’utente amico Pedante tempo fà, in merito ad un altro post: un conto è applicare il socialismo in sistemi sociali e politico amministrativi in ogni caso ancora funzionanti, quali Scandinavia o Germania per esempio, invece, cosa ben diversa è applicarlo sul sistema Italia, già da tempo al collasso più totale, e lui citò il caso di Napoli, se non erro. Un sistema welfaristico clientelare e stagnante del genere, dove niente può cambiare, per eterogenesi dei fini effettivamente può avere dei lati positivi alla lunga, per il singolo individuo, in quanto anche il socialismo a pieno regime non sarebbe applicabile in tale ambito sociale, mentre la continua evoluzione delle moderne tecnologie, potrebbe permettere la creazione di un’economia “ombra” ma reale, in termini di denaro e valori, da contrapporsi a quella falsa ma ufficiale. Ovviamente, tanto meglio a chi avrà la facoltà di poter secedere individualmente o nel caso collettivamente (es:Catalani, Veneti, Scozzesi).

    • winston diaz
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      In effetti i paesi del nord europa, pur avendo una tassazione altissima, sono spesso in testa alle classifiche della liberta’ economica. Un mi amico emigrato in olanda e’ rimasto sconvolto della facilita’ con cui ha potuto cominciare a lavorare in proprio: praticamente zero burocrazia, e 5 euro di tasse in tutto, pagate brevimano in Comune o il suo equivalente locale. Qui per dire non accettano soldi direttamente manco all’agenzia delle entrate, e se ti manca un bollo devi fare il giro delle tabaccherie magari a 5 km di distanza per procurartelo. Non gli basta che paghi, lo devi anche fare in modo complicato.

      Permettimi invece di dubitare fortemente che una regione italiana che secedesse, poi semplificherebbe la sua burocrazia: la mentalita’ pervertita e’ dappertutto, a tutti i livelli, ed e’ intrinseca anche alla mentalita’ dell’uomo della strada. Ma parlate mai con le persone? Sono scocciate per gli obblighi che gli sono imposti, ma poi si scopre che se fosse per loro ci vorrebbero altre 10.000 leggi per cio’ che gli da’ fastidio, e se gli fai notare l’incongruenza si incazzano. Sono tutti cosi’, e’ la mentalita’ generale che e’ cosi’, questa situazione non piove dal nulla.

  • Giovanopoulos
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    Chissà se secondo Keynes, uno che sposa la sua donna di servizio e smette quindi di corrisponderle lo stipendio, fa abbassare il PIL??

  • Alessandro Colla
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    Il socialismo non funziona neanche in Germania e in Svezia. Una signora scandinava mi dice che per vivere bene, anche lì occorre il secondo lavoro. Il 93% delle scuole è privato e chi le frequenta ha minori obblighi fiscali. Siamo più socialisti noi mediterranei. Il fatto che si riesca a sopravvivere grazie alle economie ombra, dimostra in pieno il fallimento del socialismo.

    • Dino
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      Non intendevo dire che il socialismo funzioni, semmai che in quei paesi, l’applicazione di detti principi socialisti per l’appunto, ancora più aggressivi rispetto ad oggi, in un futuro non molto lontano sarebbe più incisiva secondo mè, in quanto popolazioni storicamente ligie al rispetto delle leggi vigenti. Che poi il socialismo sia un prodotto nord europeo ed abbia sempre attecchito sulle masse sud europee anche in forme di ribellismo e giacobinismo, questa è un’altra questione.

      • winston diaz
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        Anche il clima aveva (sotto sara’ chiaro perche’ uso il passato) la sua importanza: vivere in luoghi dove e’ notte e sottozero per una congrua parte dell’anno, e’ molto diverso dal vivere in un posto dove e’ sempre primavera e basta stendere un braccio per cogliere un frutto o pescare un pesce e non serve neppure una casa, in barba alla complessita’ sociale (che poi sono quei posti dove si e’ evoluta la specie umana, e dove il tribalismo dei piccoli clan familiari la fa, socialmente, da padrone, modalita’ di organizzazione che infatti sopravvive ancora nel nostro caldo sud).

        Nel primo caso, la vita sociale e’ una necessita’ per la sopravvivenza dell’individuo, nel secondo lo e’ per solo per la sopravvivenza del gruppo tribale – familiare.

        Sotto questa luce, dovrebbe essere automatico chiedersi l’influenza che puo’ avere la tecnologia moderna sulla socialita’ dell’uomo: con essa, e’ come se abitassimo tutti al polo nord o sulla luna, nel senso che possiamo si’ vivere dappertutto comodi e incuranti delle avversita’ ambientali, ma al prezzo di una rinuncia totale all’indipendenza, anche solo potenziale, a livello individuale.

        Secondo me gia’ una considerazione del genere taglia la testa al toro, e dovrebbe reindirizzare gli sforzi di liberta’ verso obiettivi realistici in questo ambito, tralasciando i velleitarismi materialmente impossibili.

    • Dino
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      Credo che l’immigrazione pianificata per invertire il trend demografico, sarà letale per i paesi Scandinavi.

  • Alessandro Colla
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    Tralasciamo pure i velleitarismi ma la comodità non ha necessariamente il prezzo della rinuncia all’indipendenza. Potenzialmente sarà anche possibile ma le scelte personali, se libere, producono la differenza. Se le scelte non sono libere, la colpa non è delle comodità ma della prepotenza dei sopraffattori di professione presenti in ogni epoca storica. E’ di loro che dobbiamo liberarci, magari approfittando delle opportunità offerte dalla tecnologia. Non sarà comunque facile ma altre strade non credo ce ne siano. Se invece ce ne sono, sono ansioso di qualcuno che me le indichi.

    • winston diaz
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      “la colpa non è delle comodità ma della prepotenza dei sopraffattori di professione”

      Ma non e’ un caso se i sopraffattori sono quasi sempre quelli da cui dipendono le comodita’: solo uno stupido cercherebbe di sopraffare senza avere “il coltello dalla parte del manico”.
      Dipendenza = ricattabilita’

  • Alessandro Colla
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    I sopraffattori sono quelli che hanno il coltello e che vorrebbero vietarlo agli altri. Se siamo riusciti a prendere il coltello, e la rete telematica può essere un coltello, approfittiamone. I peggiori sopraffattori sono quelli che le comodità vogliono averle solo per loro, quelli che vogliono la dipendenza altrui. Nelle battaglie per la libertà, l’obiettivo è proprio quello di ottenere che le comodità dipendano individualmente da ogni soggetto capace di intendere e volere. Se dipendono da un’oligarchia o da un gruppo protetto, vuol dire che l’obiettivo non è stato ancora raggiunto ma ciò non è imputabile alla natura scientifica della comodità in questione. E neanche al suo inventore. Dove le comodità non ci sono, i tiranni hanno maggiore potere.

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