In Economia

DI REDAZIONE

Dopo averlo ignorato e deriso, ora hanno iniziato ad attaccarlo, pesantemente.

Caso 1: Visa Europe ha bloccato le carte (Bitpay) prepagate in Bitcoin. Molti utenti hanno registrato disservizi e non riescono a concludere operazioni. L’azienda ha confermato la notizia in una dichiarazione a The Next Web. Ha infatti rotto gli accordi con Wavecrest, la società con sede a Gibilterra che fa da emittente alle carte e rappresenta una scelta praticamente obbligata per gli utenti europei. A Wavecrest fanno infatti capo, tra gli altri, Bitwala, Cryptopay, Wirex e TenX. Cioè i servizi che permettono di depositare in bitcoin e pagare in euro o dollari.

Caso 2: Merrill Lynch blocca tutte le operazioni sui bitcoin. La banca d’affari ha introdotto una direttiva che vieta ai circa 17.000 consulenti della società di suggerire e proporre investimenti collegati alla criptovaluta. Non solo, ma impedisce di soddisfare le richieste dei clienti che vogliano investire nel fondo Bitcoin Investment Trust di Greyscale. Si tratta di un fondo aperto, che investe esclusivamente in bitcoin e il cui valore è legato al prezzo della valuta digitale. Merrill Lynch ha proibito anche l’accesso ai future agganciati alla valuta digitale lanciati di recente dalle due Borse di Chicago, Cme e Cboe.

Caso 3: La Cina ha congelato una serie di conti in bitcoin sul mercato Otc (over the counter, cioè le operazioni di compravendita di titoli non standardizzate). Si tratta di conti valutati complessivamente oltre 46 milioni di dollari. Lo scorso settembre le autorità finanziarie cinesi avevano già vietato tutte le piattaforme di trading sui bitcoin, ma le transazioni over the counter in Cina erano ancora molto attive.

Caso 4: Israele, l’autorità di regolamentazione del mercato ha proposto una norma che vieterebbe la quotazione in Borsa di società che investono principalmente in criptovalute mentre per quelle già quotate ci sarebbe addirittura il delisting.

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Mostrati 4 commenti
  • Max
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    I casi 1-2 essendo privati fanno ciò che a loro pare più opportuno: da valutare e sanzionare ovviamente qualora abbiano mancato ad impegni presi. Ho sentito che anche Coinbase ha creato disagi sospendendo le quotazioni di btc.

    I casi 3-4 sono due stati: il proibizionismo in salsa paternalistica è sempre possibile, non è una novità e non deve stupire.

    Il mondo delle cripto è peggio dei casinò: se perdi non interessi a nessuno, ma se guadagni li avrai tutti addosso a mettere paletti, indagare, rovinarti la vita e impedire di portare via il guadagno con mille pretesti e mille sotterfugi.

  • spago
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    I privati spesso o subiscono pressioni politiche, o cercano favori dalla politica, per cui non sempre sono poi così privati, al di là delle formalità.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Un libro da leggere e rileggere per capire quanto disinteressati ed onesti siano i provvedimenti citati è ” Lo stato falsario” di Murray Rothbard Facco Editore
    Mi sa che lo leggiamo in pochi.
    Questi delinquenti e falsificatori di moneta che sono gli stati, banche commerciali e banche centrali stanno impoverendo il pianeta, storia e dati alla mano.
    E pontificano sulle crittovalute.

  • christian
    Rispondi

    Dimenticate la numero 5. La fatwa lanciata sul Bitcoin da parte del mondo Islamico (ad ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che quest’ultima non è una religione ma un’ideologia politica).

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