In Economia

DI REDAZIONE

Se il gancio arriva da un peso massimo, si sente piuttosto forte. Se non ti mette al tappeto. Facebook ha deciso a sorpresa di vietare le pubblicità che promuovano le criptovalute e le Ico, cioè le offerte iniziali di moneta con le quali le startup si finanziano e che sono esplose nel 2017 insieme con il successo del Bitcoin e delle sue sorelle minori.

L’annuncio del social creato da Zuckerberg arriva con un semplice post: vietati gli spot di «prodotti e servizi finanziari che sono associati frequentemente con pratiche promozionali ingannevoli» incluse le criptovalute e le Ico. Un divieto che, stando a quanto dichiara Facebook , dovrebbe essere temporaneo e “intenzionalmente” ampio per consentire il tempo necessario per affinare il processo di identificazione e soppressione delle pubblicità ingannevoli.  Una mossa che si inserisce nella lotta dichiarata dal social network alle fake news e che segue la modifica recente dell’algoritmo con il quale Fb gerarchizza i post, dando prirorità a quegli degli amici piuttosto che a quelle delle aziende.

“Vogliamo che la gente continui a scoprire nuovi prodotti e servizi tramite le pubblicità di Facebook senza paura di truffe. Diverse aziende che pubblicizzano ora ico e criptovalute non operano però in buona fede”, sottolinea il responsabile della gestione del prodotto del colosso social media, Rob Leathern. Le inserzioni non saranno vietate soltanto su Facebook ma anche su tutti gli altri prodotti di cui Facebook gestisce la pubblicità, tra cui Instagram e Audience Network che vende pubblicità su altre piattaforme.
La batosta di Facebook, vedremo come andrà a finire, si somma alle strette regolatorie imposte da Cina e Corea del Sud al mondo delle crypto, ai divieti della Sec sui futures e al mega hackeraggio in Giappone che ha fulminato 30 milioni di dollari in criptovalute Nem nei portafogli virtuali dei clienti di Coincheck.

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Mostrati 4 commenti
  • Albert Nextein
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    Il politicamente corretto contro la libertà di scelta.

  • christian
    Rispondi

    Solo una piccola correzione su un dato.
    Il furto è stato di circa 500 milioni di dollari non 30. Va ricordato comunque che il marketcap delle crypto è 3 ordini di grandezza maggiore.
    Come detto da molto ora siamo nella fase dell’attacco
    “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci. (cit. Mohandas Karmchand Gandhi)”.

    • Dino
      Rispondi

      Gandhi era un nazionalista, a parte la nonviolenza aveva veramente poco da spartire con i libertari ed i liberali in genere. Oggi Gandhi, qualora fosse in vita, sarebbe a favore della proibizione del bitcoin.

  • Pedante
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