LE RAZZE ESISTONO, MA ESISTONO ANCHE I RAZZISTI

DI GIORGIO FIDENATO

Intervengo sulle dichiarazioni della razza italica. Quante inesattezze e stupidaggini che ho sentito.

Prima stupidaggine. Quella detta da Fontana che però, a mio avviso, non intendeva salvaguardare la “razza bianca”, ma intendeva dire il patrimonio culturale della civiltà occidentale.

Seconda stupidaggine. Non esistono le razze, ma esiste la razza umana. Sbagliato. Esiste la specie umana (homo sapiens), formata da tante razze: neri, cinesi, indiani, caucasici, ecc… Sono caratteristiche somatico-genetiche innegabili. Che da esse si facciano derivare maggiori o minori quozienti di intelligenza e altre amenità del genere, questa è una sonora stronzata. Ma che a livello genetico e somatico esistano le razze, non ci piove.

Terza stupidaggine. quelli che parlano di razza, sono dei razzisti. Sbagliato. Razzista è colui che cerca di dominare economicamente, sfruttandola a proprio vantaggio, un’altra razza in base a delle supposte superiorità. Fontana e gli altri mi pare che dicano che non vogliono essere dominati da altre persone che appartengono ad altre razze intese però come altre culture.

Tra tutte queste stupidaggini, ne stanno approfittando quelli che vogliono far passare il messaggio del multiculturalismo, cioè i fautori del vivere insieme, nello stesso territorio di colture assai differenti. Il multiculturalismo è una pessima cosa per il quieto vivere, soprattutto con culture che ambiscono ad annientarti fisicamente come l’islam.

Quindi attenzione a non farvi abbindolare da un’inutile polemica.

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69 Responses

  1. Max
    Max at | | Reply

    Certo che da Gobineau ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti.

    Ma se Gobineau è stato condannato alla damnatio memoriae, Renan è ancora oggi citato, apprezzato e considerato un serio studioso (in quanto detrattore del cristianesimo con argomenti a mio avviso più risibili di quelli di Odifreddi), per cui benemerito “a prescindere”.

    Sentiamo cosa diceva Renan sulle razze:

    “La natura ha fatto una razza di operai. È la razza cinese di una abilità manuale meravigliosa, senza quasi alcun sentimento d’onore; governatela con giustizia prelevando da essa, tramite tale governo, una ampia sopraddote a beneficio della razza conquistatrice: essa sarà soddisfatta; una razza di lavoratori della terra, è il nero: siate per lui buono e umano, e tutto sarà nell’ordine; una razza di padroni e di soldati è la razza europea. Che ognuno faccia quello per cui è fatto e tutto andrà bene.”

  2. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Caucasici e hindi, però, credo appartengano a un unico gruppo genetico. Hitler non sapeva che gli zingari ertano ariani. Ma tante cose non sapeva, da perfetto uomo di sinistra (fondò il partito nazionale SOCIALISTA dei lavoratori tedeschi).

    1. Max
      Max at | | Reply

      Mi risulta che Hitler sapesse bene che gli zingari erano ariani, ma li ritenesse fossero degenerati nel corso dei secoli ed ormai irrecuperabili (da approfondire).

    2. Max
      Max at | | Reply

      A proposito, ecco cosa ne pensava un altro bannato dalla scienza odierna che forse andrebbe rivalutato:

      “Gli zingari sono un’intera razza di delinquenti e ne riproducono tutti i vizi e le passioni: l’oziosità, l’ignavia, l’amore per l’orgia, l’ira impetuosa, la ferocia e la vanità.” (Lombroso)

      1. winston diaz
        winston diaz at | | Reply

        L’affermazione che le razze umane non esistono si basa sul fatto (ad oggi scientificamente accertato) che la variazione genetica all’interno dei vari gruppi umani e’ molto maggiore di quella che c’e’ fra le medie dei diversi gruppi. In altre parole due svedesi presi a caso sono MOLTO piu’ diversi fra di loro che lo svedese medio e l’aborigeno australiano medio. Geneticamente parlando quasi di 10 volte, non di poco.

        La specie umana e’ una delle specie con minore varieta’ genetica al suo interno (gli uomini da un lato si accoppiano con tutto e dall’altro tendono ad eliminare i diversi nei loro pogrom periodici, spesso su pretesti che sono solo culturali), ne vediamo tanta solo perche’ la nostra natura psicologicamente tribale (comune a tutti i gruppi umani, tutti sono in questo senso molto razzisti) e’ estremamente sensibile alle differenze, fra cui le piu’ visibili che sono quelle esteriori di colore della pelle o di colore degli occhi e dei capelli. Ma le differenze anche quando non ci sono, vengono inventate apposta e ci si concentra maniacalmente su quelle. Le guerre poi, sono ormai solo su base culturale e/o di appartenenza nazionale: per eliminare un’idea, si elimina colui che la sostiene (che e’ come sparare ad un’ombra).

        Sinceramente mi pare che l’argomento sia poco interessante in un gruppo di libertari, se non altro per evitare di dover scoprire, grattando appena un po’ la superficie, che non sono per niente tali.

        Milanisti e juventini appartengono a razze diverse? E i laziali e romanisti? Si’, tribalmente parlando appartengono a razze completamente diverse, basta chiedere a loro. Se potessero si ammazzerebbero, spesso ci vanno molto vicino, d’altra parte le partite di calcio sono delle feroci guerre tribali ritualizzate. Per i partiti politici, tribu’ organizzate, vale lo stesso. Per le nazioni idem.

        Gli uomini si dividono naturalmente e spontaneamente in tribu’, ma a un livello di astrazione ben piu’ alto di quello del colore dellla pelle o della forma del cranio (persino quest’ultima e’ estremamente diversa all’interno di una stessa comunita’, perlomeno in italia, e lo e’ anche fra fratelli…).

        Il “pool genetico” e’ distribuito quasi uniformemente in tutta la popolazione della nostra specie, e si rimescola continuamente ad ogni accoppiamento.

        1. Pedante
          Pedante at | | Reply

          Che le razze umane non esistano non è per niente accertato contrariamente a quanto volevano far credere attivisti come Lewontin, Gould, Rose, ecc.
          https://keytothegate.files.wordpress.com/2016/01/la-fallacia-di-lewontin-a-w-f-edwards.pdf

        2. Pedante
          Pedante at | | Reply

          “L’affermazione che le razze umane non esistono si basa sul fatto (ad oggi scientificamente accertato)”

          Dove? Da chi?

          Nel mondo reale, le differenze razziali contano:
          http://www.repubblica.it/salute/medicina/2016/01/21/news/match4lara_trovare_nel_mondo_un_midollo_osseo_compatibile-131765906/

      2. winston diaz
        winston diaz at | | Reply

        Prima che il politicamente corretto imperasse, ci fu un interessante articolo su “le scienze” circa l’organizzazione sociale degli zingari: essi sono uno dei pochi gruppi umani sulla terra che vivono ancora secondo il metodo “naturale” e istintivo per la nostra specie, che e’ quello della “caccia e raccolta”: il piccolo problema, per quelli che non sono zingari, e’ che considerano terreno di caccia e raccolta non tanto quello delle comunita’ in cui sono ospiti, ma le comunita’ stesse…

        Interessante.

        “Caccia e raccolta” e’ il modo naturale che aveva l’uomo di sopravvivere prima di organizzarsi in societa’ complesse e gerarchiche (quelle odiate dai libertari ma anche dai comunisti) con l’avvento dell’agricoltura (l’inizio del biblico “procurarsi il pane col sudore della fronte”). Prima non c’era differenza fra il lavoro e il divertimento, fra lo giocare e il vivere, cosi’ come e’ per tutti gli animali del resto: la caccia e la raccolta infatti sono a tutt’oggi fra gli sport piu’ piacevoli, che la gente pratica senza bisogno di essere costretta, anzi e’ difficile impedirglielo quando scopre quanto e’ bello.

        En passant, dai reperti paleontologici, pare che la durata media della vita umana abbia pure subito un drastico peggioramento nel passaggio dall’economia di caccia e raccolta a quella agricola: dai 30 anni medi del cacciatore raccoglitore, ai 20 dell’agricoltore. Solo in tempi molto recenti, nell’ultimo secolo o poco piu’, la durata media della vita e’ tornata, per poi anche superarla, a quella di oltre 10.000 anni fa.

        Per il resto, secondo il metro nazista, gli zingari forse sono i piu’ ariani di tutti: originano dall’india occidentale, sembra.

      3. Dino
        Dino at | | Reply

        Gli zingari che dominano su Roma ed Ostia, amici dei fasci, non mi sembrano tanto oziosi….. anzi iperattivi.

        1. Max
          Max at | | Reply

          Si sono adeguati ai nostri tempi, Lombroso scriveva prima del più grande genocidio di tutti i tempi, quello della civiltà contadina (per dirla alla Pasolini).

          (per approfondire altre amenità dei nostri amici “accampati” impostare su google “chiesa rossa 351”)

  3. Dino
    Dino at | | Reply

    Rivalutare Lombroso???!! In ogni caso il quoziente intellettivo non misura l’intelligenza di un singolo ne tantomeno quella di un gruppo etnico, razziale o comunità, ma certamente è indicativo delle capacità cognitive associate ad una serie di fattori, come l’ambiente famigliare, culturale e religioso esterno al nucleo famigliare appunto, il contesto sociale e può permettere di intrecciare questi dati con la provenienza geografica ecc ecc… Esiste inutile negarlo, tuttavia l’intelligenza non è misurabile statisticamente o con dei quiz, è qualcosa di molto più vasto e sottile al tempo stesso, anche la sensibilità o “il tatto” denotano intelligenza per esempio.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      “Rivalutare Lombroso???!!”

      Condivido. Certo che questi anarco-capitalisti a volte sono inquietanti, e ci ricordano quanto sia intrinseco il conflitto fra la liberta’ del soggetto con quella di tutti gli altri, motivo per cui non e’ raro che chi nasce anarchico muoia dittatore (nei casi estremi, appeso per i piedi) e in altre parole, l’anarchia gli faccia comodo solo fin quando deve subire il potere degli altri, cosa che dimentica subito appena riesce ad esercitarlo lui stesso.

      Comunque, c’e’ un libro che trovo interessante ispirato alla vita di lombroso seppure mai citato, di un autore sconosciuto che si trova praticamente solo condiviso su emule, e si intitola “la vergine delle ossa”.

  4. eridanio
    eridanio at | | Reply

    la fonte della sopravvivenza della specie, in assenza di ingerenza politica, è direttamente connessa alla unicità di ogni soggetto nel luogo, tempo e nella differenziazione dei caratteri cosi come natura favorisce permettendo inoltre lo sviluppo delle strutture spontanee di usi e costumi come esito di iterazioni non condizionate dalla razionalizzazione di una idea di uomo, giacché quest’ultimo argomento è interdetto perché ancora impossibile per le risorse intellettuali di un umano.
    La condizione umana è una continua ricerca di mezzi per servire i propri fini individuali come attività latentemente necessaria anche a tutti gli altri.
    Sottomettere o accoppiare i propri fini a quelli di un uomo saggio o di una classe dirigente illuminata è necessariamente, per ingerenza politica, ridurre le possibilità di sopravvivenza della specie.
    Ergo … la biodiversità dei morti di tutte le guerre e di tutti gli assassini come quella dei loro mancati discendenti, farà la differenza al momento opportuno. Sarà quel che manca per sopravvivere come specie.
    Che razza di stronzi! :-)

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      @eridanio:

      !

  5. Bestia
    Bestia at | | Reply

    E’ una stronzata che esistano differenze di quoziente intellettuale tra le razze?
    Milioni di anni di evoluzione avrebbero creato differenze genetiche, somatiche, ma non avrebbero creato differenze intellettive tra gruppi evoluti separatamente in posti diversi?

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      Si’ e’ una stronzata, perlomeno nel senso che c’e’ enormemente piu’ differenza di intelligenza all’interno di una popolazione omogenea che fra popolazioni. Dappertutto, si va dal genio all’idiota.
      Perche’? Forse perche’ la sola padronanza del linguaggio, che e’ uniformemente distribuita fra gli esseri umani qualunque sia la lingua che parlano, richiede un tale grado di capacita’ di elaborazione concettuale che rende marginali le altre differenze.

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        L’esistenzia di una distribuzione gaussiana all’interno di una determinata popolazione non ha nulla a che vedere con le differenze di intelligenza media tra le razze.

        http://www.altreinfo.org/riflessioni/12139/la-mappa-del-quoziente-intellettivo-%C2%A7nel-mondo-e-il-q-i-intelligenza-medio-degli-italiani-alba-giusi/

  6. Spagi
    Spagi at | | Reply

    Il contrario del politicamente corretto non è ripetere a pappagallo il politicamente corretto al contrario. Piuttosto è non farsi dettare il vocabolario dalla politica, ne dalla sinistra ne dalla destra, ne dai censori del politicamente corretto ne dalla feccia nazionalsocialsta. Il contrario di politicamente corretto è decidere da soli, liberi e responsabili, senza censure, ma con intelligenza, senza buonismo, ma con rispetto e civiltà.

    Non ha senso preoccuparsi di ciò che di retrogrado, violento, illiberale, oscurantista porta la cultura islamica e poi flirtare con i “wahabiti” nostrani, ma purtroppo ogni tanto ho l’impressione che ci sia una parte del mondo libertario (non Giorgio Fidenato) che pur di andare in culo alla sinistra, andrebbe a braccetto anche con il diavolo.

    1. Dino
      Dino at | | Reply

      Spagi sono d’accordo con tè, ma la questione del quoziente intellettivo, applicata su gruppi umani o comunità etniche di una precisa zona geografica, non è necessariamente razzista; ripeto è un concetto solamente “indicativo”, di determinati fattori pregressi e concausali, nulla di più. Per porre un esempio: gli Altoatesini molto probabilmente sono dotati di una media di qi più alta dei Siciliani, ma questo non ne fa di loro più “intelligenti” o umanamente migliori dei secondi nominati, e di certo, nessuno può scegliere il luogo di nascita.
      C’è un noto Psicologo Canadese, Jordan B. Peterson, molto vicino al libertarismo, alla domanda di un follower, su cosa significasse per lui il concetto di qi, ha risposto: non esiste un unico modo per valutare l’Intelligenza degli individui, (quello semmai avviene per la stupidità) ed essendo il qi, un indicatore basato su dati statistici aggregati, viene perciò utilizzato di frequente per le indagini sulle differenze tra gruppi umani.
      Stefan Molyneux, blogger e filosofo Canadese, fino a poco tempo fa libertario dichiarato, in uno dei suoi interessanti video su YouTube, toccava il sopracitato argomento, relativamente alla questione della fallimentare politica di regime change in Afghanistan, Iraq e Libia, e sul perché tali svolte politiche, militarmente indotte, avessero invece avuto successo in passato, come avvenuto nei riguardi di Germania e Giappone, divenute nel dopoguerra democrazie e potenze economiche; ecco! la risposta di Molyneux rimarcava gli alti standard di quoziente intellettivo di Tedeschi e Giapponesi. Può esserci effettivamente un nesso?? Probabile, fermo restando che, a mio modo di vedere la democrazia, questa democrazia intesa come sistema di spoliazione generalizzata, basata su sistemi di rappresentanza elettorale, “welfaristico-clientelare”, non sia di certo un valore.
      Non ho mai letto il Corano e non sono un esperto di Islam, ma è chiaramente una religione, ed in senso più vasto, una cultura che mi lascia piuttosto perplesso, quindi vi pongo una domanda, su un dubbio per il quale nutro curiosità ormai da tempo, ovvero: qualora in un futuro non molto lontano, dovesse manifestarsi la volontà di tali comunità islamiche, (ormai accresciutesi per numero) dell’edificazione di moschee attraverso capitali esclusivamente PRIVATI, magari provenienti dalla penisola Arabica o dal golfo Persico, molto libertarianamente, come ci si dovrebbe comportare??? Perché succederà, così com’è successo in Belgio, anni or sono con la benedizione di Re Baldovino ed in Bosnia negli ultimi anni, dove nei primi anni ’90 dei poveri Bogomili Europei con cognome musulmano, nonché grandi bevitori di grappa, furono trucidati da ustascia e cetnici, sotto lo sguardo indifferente dell’Ue, favorendo, in seguito a guerra conclusa, la loro radicalizzazione, attraverso un rapporto privilegiato con i Sauditi per ripicca nei confronti dell’occidente.

      1. winston diaz
        winston diaz at | | Reply

        Cos’e’ l’intelligenza?
        Se fosse la capacita’ di sopravvivere, vi ricordo che nessun uomo civilizzato riuscirebbe a sopravvivere un mese nelle condizioni in cui e’ prosperata l’umanita’ per decine di migliaia di anni.
        L’intelligenza, nell’uomo, e’ la capacita’ di sopravvivere, prevalendo, sulla concorrenza degli altri uomini.
        Niente di cui vantarsi, anzi, visto che sopravvive anche qualsiasi bestia senza tanto dispiegamento di mezzi.

        1. eridanio
          eridanio at | | Reply

          “L’intelligenza, nell’uomo, e’ la capacita’ di sopravvivere, prevalendo, sulla concorrenza degli altri uomini.”
          —————————————————————————————
          no no questa non mi torna. “homo homini lupus” ? E’ troppo comodo e semplicistico.

          Nei secoli l’intelligenza è rimuovere gli ostacoli alla sopravvivenza attraverso il contributo di ogni individuo attraverso la condivisione e la trasmissione della conoscenza e con la scoperta di risorse migliori che rendono più sostenibile la vita ad un numero sempre crescente di individui.

          L’uomo non ha meta. L’uomo non ha un’intelligenza statica; può sfruttare l’intelligenza per andare oltre un limite. E se non riesce al primo colpo i posteri ci proveranno fino a che l’intelligenza non suggerirà che è possibile.

          Negli scambi liberi e volontari nessuno perde e tendenzialmente il vantaggio porta a ripetere l’esperienza solo con chi non tenta di aggredire il prossimo.

          Proprio il contrario dei batteri e degli animali che quando finiscono la pappa muoiono di fame.

          E’ proprio per ingraziarsi il contributo spontaneo degli altri alla causa della sopravvivenza che i modi si sono nei millenni ingentiliti fino a formare le società .

          Non c’è mai stata alcuna garanzia che in questo percorso qualche ignorante spostato o matto andasse contro queste dinamiche generali magari per disperazione.

          Non c’è mai stata garanzia che una civiltà non sparisse per mille ragioni: pestilenze, socialismo (distruzione istituzionalizzata della cooperazione spontanea) e guerre.

          L’intelligenza non è un “vogliamoci bene” è la comprensione, oltre che della natura, delle regole più utili a rendere la vita meno dura avvantaggiandosi del contributo marginale di ogni individuo.

          L’intelligenza è nata quando l’uomo ha capito di essere profondamente ignorante, ma che non tutti gli uomini sono ugualmente ignoranti sugli stessi argomenti decidendo quindi di scambiare quel che meno gli faceva difetto con quel che meno faceva difetto agli altri. Per far ciò, e godere della maggior abbondanza conseguente, ha capito che per mischiarsi bene non era bello e utile prendersi a clavate.

          1. winston diaz
            winston diaz at |

            L’intelligenza umana si sviluppa come contesa al rialzo fra uomini e basta, il resto non c’entra nulla. E non e’ detto che alla medio-lunga gli sara’ proficua.

        2. Guess who?
          Guess who? at | | Reply

          “Sinceramente mi pare che l’argomento sia poco interessante in un gruppo di libertari”

          Azz… e meno male, tra te e i tuoi cloni non la finite più di postare.
          Complimenti per la new entry avatarata. Mandaci anche il motocrossaro.
          Ciao caro.

          1. winston diaz
            winston diaz at |

            Anche tu sei un mio clone.

        3. Pedante
          Pedante at | | Reply

          Per “intelligenza” si intende il fattore “g”.

          1. winston diaz
            winston diaz at |

            Il punto-G? Mi ricordava un’altra cosa…

      2. Spagi
        Spagi at | | Reply

        Non facciamo leggi per impedire a Casa Pound o a Lotta Comunista di avere una sede, non vogliamo leggi che rendano reato esprimere certe opinioni, dal negazionismo, alla negazione del genocidio degli armeni, dal creazionismo, alla propaganda anti vaccini, difendiamo il politicamente scorretto e persino il diritto all’odio. Critichiamo la disuguaglianza legale, persino in ambiti in cui normalmente è accettta, come nel caso della tassazione e delle aliquote fiscali diverse per scaglioni di reddito (a parte che le tasse sono un furto tour court). A mio parere non possiamo quindi volere leggi speciali per gli islamici e le moschee. Le moschee, le sinagoghe, le chiese, i templi buddisti, etc.. vanno lasciati al mercato. Dobbiamo solo imporre a tutti un contesto in cui l’aggressione sia minimizzata e la sicurezza garantita. Il che si fa limitando i reati, stabilendo poche leggi, chiare e semplici, comprensibili a tutti e da tutti conosciute e stabili nel tempo, concentrando solo su queste gli sforzi della polizia, e dei tribunali, garantendo iter giudiziari veloci e trasparenti, e la certezza della pena.

        Se però non parliamo di capitali privati, ma di aiuti di Stato, da parte di Stati esteri, monarchie saudite comprese, per costruire moschee, direi che non vanno accettati. In generale dare o ricevere aiuti di Stato non dovrebbe essere accettato. Se poi le moschee restano in qualche modo affiliate allo Stato che le finanzia, tanto da essere quasi delle sue manifestazioni, anche questo è inaccettabile. Direi la stessa cosa di una impresa sussidiata da uno stato estero, su suolo italiano. Come non vogliamo che il nostro Stato sussidi le imprese non vogliamo che lo facciano neanche gli altri, e un sussidio statale distorce l’ordine spontaneo da qualsiasi Stato provenga. Credo che alla sfera della cultura vadano applicate le stesse idee che i libertari propongono da sempre parlando di mercato ed economia. Il mercato in senso libertario è un tipo di relazione fra esseri umani, si riferisce sostanzialmente a rapporti umani pacifici e volontari, non è qualcosa che riguarda solo economia, lavoro, finanza, impresa, come ambiti separati dal resto. In questo senso anche la cultura, la religione, la lingua, la famiglia, l’alimentazione, la tradizione, la letteratura, l’arte, la sessualità, etc.. vanno lasciate al mercato.

  7. christian
    christian at | | Reply

    Complimenti Fidenato finalmente una critica sensata su questo argomento spinoso.
    Sulla questione dell’esistenza delle razze è già stato detto a sufficienza ma tanto è come cercare di convincere gli eco-pallonari sulla questione della CO2 di origine antropica che causa il riscaldamento globale.
    Questo non centra nulla con l’esistenza di astio e violenza nei confronti del “diverso” (apparente o meno) appartenente anche alla stessa “razza” e né che questa violenza debba risultare maggiore o minore a seconda che il diverso sia per “razza” o per altro apparente motivo.
    Per quanto riguarda l’aspettativa di vita media se è inizialmente diminuita (da approfondire ma sarebbe gradito qualche link di riferimento), nel passaggio da caccia a agricoltura, è perché cereali (glutine) e latte (lattosio e caseina) erano alimenti non ben tollerati dal corpo umano abituato da molto più tempo a ben altri alimenti nel suo stato di cacciatore/raccoglitore (carne, frutta, tuberi, ecc…) certo non perché gli esseri umani si fossero privati del divertimento di andare a caccia (probabilmente uscire per la caccia e non sapere se sarebbero riusciti a procurarsi il cibo sufficiente od addirittura a tornare vivi doveva essere molto eccitante, proprio come oggi quando si va a caccia vicino a casa ad impallinare con fucili pericolosissimi animali feroci per la propria sopravvivenza). Con il tempo la tolleranza a questi cibi è aumenta (ma è ancora un problema ai giorni nostri) con notevoli differenze all’interno delle varie “razze” (esempio l’intolleranza al lattosio colpisce circa il 95% dei soggetti di origine Asiatica, il 74% dei Nativi, il 70% dei soggetti di origine Africana, il 53% dei soggetti di origine Messicana ed il 15% dei soggetti di razza Caucasica). Ovviamente con l’agricoltura l’uomo, privato del suo divertimento principale ha iniziato lo sviluppo della civiltà moderna (visto che si annoiava), certamente un peccato mortale per tutti i Luddisti ed amanti del ritorno alle origini naturali.
    Comunque pare che ci siano in giro moti praticanti di questo vivere allo stato naturale di “caccia e raccolta” negli altrui terreni; per me andrebbe bene basta che gli “agricoltori raccoglitori” possano adeguatamente rispondere come i pastori nei confronti dei lupi (se natura debba essere lo sia sino in fondo).
    Infine qualche esempio di nato anarco-capitalista morto dittatore, che non sia stato un semplice ed evidente (almeno alle persone dotate di discernimento) anarco-paraculo? Sicuramente non il famoso pelato appeso per i piedi di “fascia” memoria che di anarco-capitalismo non aveva nemmeno le iniziali.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      Qui nessuno parla di luddismo o di ritorno alle origini naturali, si parla solo di storia della nostra specie, senza alcuna presunzione di affermare di quale sia stato il periodo in cui gli uomini hanno vissuto meglio.

      Certo non si direbbe che gli uomini di oggi, specialmente quelli che frequentano questo blog, siano molto felici del modo e del mondo in cui vivono…

      D’altra parte se l’uomo delle altre epoche era uguale a quello di oggi, era sicuramente del tutto insoddisfatto della sua condizione.

      L’uomo e’ insoddisfatto, e mai contento, per definizione, deve sempre trascendere.

      Dal punto di vista sotrico, che io sappia, con l’addensamento della specie reso possibile dalle maggiori rese agricole, pian pianino si svilupparono e prosperarono le malattie infettive tipiche dell’uomo, che prima praticamente non esistevano, perche’ era troppo rada la popolazione. Malattie che solo la tecnologia moderna, a cominciare dai primi vaccini, ha cominciato a controllare efficacemente. Quando passava il vaiolo, virus contagioso quanto il raffreddore ed esclusivo della specie umana, faceva fuori il 30-50 per cento e piu’ della popolazione ad ogni passata. Senza la medicina moderna contro le malattie moderne, le citta’ di oggi, specie di allevamenti intensivi, sarebbero impossibili, citta’ che infatti fino a tutto il medioevo, quando erano gia’ diffuse quasi tutte le malattie di oggi, dovevano essere continuamente rifornite di nuovi esseri umani perche’ la mortalita’ vi era molto maggiore che nelle campagne. Senza surplus agricolo, niente citta’, e neanche villaggi, ma anche niente malattie infettive. La popolazione di qualsiasi specie e’ controllata, oltre che dalla disponibilita’ di risorse, anche dalle avversita’ microbiologiche, che si sviluppano di piu’ quando trovano abbondante terreno di coltura (la specie stesse che colpiscono). I nostri stessi allevamenti intensivi di animali e vegetali ne sono a controprova, sarebbero impossibili senza vaccini, antibiotici e pesticidi. La specie umana, come gia’ detto, e’ allo stesso modo molto uniforme geneticamente, come i nostri allevamenti e le nostre monocolture, per cui le malattie infettive che la colpiscono trovano poca resistenza alla loro diffusione.

      E’ anche per questo che il contatto del resto del mondo coi “cittadini” dell’eurasia, serbatoio di malattie e gia’ parzialmente immunizzati dalla feroce selezione naturale, ha portato allo sterminio degli altri, specie nelle americhe (il quasi annullamento della popolazione, si parla del 95 per cento, e’ stato causato dalle malattie importate, “armi acciaio e malattie”, J. Diamond)

  8. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Infatti nacque socialista massimalista, divenne corporativista e non fu mai anarchico. A Riccardo Lombardi, allora prefetto di Milano, raccomandò il 25 aprile del 1945 di non consegnare l’Italia “in mani borghesi”.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      Ok Alessandro, pero’ il duce fu l’inventore del fascismo, che differiva da qualsiasi tipo di socialismo, comunista e non, per un aspetto fondamentale: era nazionalista al posto che internazionalista.

      L’agglomerazione tribale secondo mussolini doveva avvenire attorno al concetto di nazione e popolo, e non di classe come per i marxisti.

      Mussolini scoperse che il tribalismo naturale umano si trovava molto piu’ a suo agio nel coagularsi attorno al concetto di nazione che a quello di classe, specie dopo che una qualche forma di blanda redistribuzione economica mutuata dal socialismo avesse reso meno aspro quel conflitto.

      Poi hitler, che da mussolini copio’ praticamente tutto e senza del quale non sarebbe mai esistito (anche i discorsi a volte erano copiati pari pari nei concetti), aumento’ ancora la posta e passo’ all’agglomerazione tribale basata sul concetto di razza: il tribalismo si doveva esplicare ancora meglio attorno al concetto di razza che di nazione. Se cosi’ fosse stato, magari avrebbero anche vinto la guerra.

      1. winston diaz
        winston diaz at | | Reply

        rimando il messaggio senza il link senno’ non passa:

        E comunque nella prima gioventu’ mi pare proprio fosse anarchico, con la sua cravatta lavallier, cosa abbastanza credibile visto che in quel periodo, si parla di fine ‘800, i due movimenti, quello anarchico e quello comunista, non erano ancora nettamente separati, una radice comune l’avevano.
        Gli anarchici erano ancora piu’ incazzosi dei comunisti, all’epoca.
        E se non era anarchico di nome, era sicuramente di fatto, del tutto intollerante a qualsiasi tipo di autorita’ religiosa o secolare fin da ragazzino, ragione per cui ebbe grossi problemi a scuola, sia come studente che poi come insegnante. Conosco bene la storia relativa, sia per ampio studio libresco che per testimonianze: la generazione prima della mia e’ cresciuta col fascismo e con la guerra civile, la vera guerra, che al nord ne ha caratterizzato la caduta.
        Il padre era sicuramente anarchico.
        Non male per uno che poi e’ diventato una delle figure autoritarie piu’ note della storia…

        Su un sito trovo questo sulla lavalliere, che mi pare possa essere interessante, con google forse viene fuori l’articolo intero:
        il-fiocco-anarchico-alla-lavaillere

  9. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    La radice comune nel comunismo e nell’anarchismo non riesco a vederla, tanto statalista è il primo (a parte una singola, contraddittoria e non sviluppata frasetta di Marx) quanto lontanissima dall’idea di stato il secondo. Certo, c’erano e ci sono gli anarco – collettivisti ma sono una contraddizione in termini. Sulla simbologia delle antiche cravatte non so nulla ma molti oggi indossano la kefiah pur essendo contro L’OLP e contro Hamàs. Semplice moda. L’intolleranza personale alle autorità non sempre si identifica con la prassi politica. Si può essere intolleranti per i fastidi che le autorità apportano alla propria persona ma non favorevoli all’abolizione dell’autorità. Nel caso “predappico” c’era solo la voglia di stare al posto di quelle autorità. Ogni tiranno è insofferente all’autorità altrui ma mai alla propria. Il libero è insofferente all’autorità senza la voglia di esercitarla al popsto dell’altro. Non so, poi, se veramente i preistorici fossero più robusti.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      Per vedere i parallelismi basta studiare un po’ la storia dei due movimenti, c’e’ tutto in internet. Certo bisogna guardare anche fuori dal proprio orticello.

  10. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    Io cerco di vivere tranquillamente senza pestare i piedi ad alcuno, senza danneggiare alcuno.
    Abbiamo tutti diritto, su questo pianeta, a vivere e lasciar vivere.
    Coltiviamo la nostra libertà, tuteliamo la nostra vita, e proteggiamo la nostra proprietà.
    Se qualcuno ci attacca su questi tre capisaldi dell’esistenza dobbiamo reagire con la massima risolutezza ed efficacia.
    Non c’è razza che tenga, non c’è specie che tenga.
    L’esempio illuminante, per me, è l’immigrazione abusiva ed ininterrotta che ci costringono a subire.
    Questi indesiderati pongono a rischio, non solo potenzialmente, ma coi fatti , la libertà, la vita, la proprietà nostre.
    Il ceto di potere ci danneggia non ponendo limiti e non risolvendo questo esodo massivo.
    Non è questione di razza, ma di abusi e rischi che io non voglio subire.
    A tutto c’è un limite, anche ad un’immigrazione del genere.

  11. Giovanopoulos
    Giovanopoulos at | | Reply

    Tutti a dissertare di eugenetica e massimi sistemi.
    A me dei colori e del tasso di arianità frega niente.
    Molto più prosaicamente, penso al sovraffollamento degli ospedali, della mancanza di case, dei mezzi pubblici al collasso e scuole (ancora di più) allo sbando, di questuanti ad ogni angolo e città sempre più luride e insicure.
    Che di queste cose se ne fottano i politici che vivono in un altro pianeta è normale, assurdo che anche il commentatore medio si infervori sui massimi sistemi con un Paese che sprofonda letteralmente nella cacca.
    Meritiamo tutto.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      “un Paese che sprofonda letteralmente nella cacca.”

      Pur vivendo nel momento di oggettiva massima ricchezza materiale della sua storia. Ma che strano.

      1. Giovanopoulos
        Giovanopoulos at | | Reply

        C’è bisogno di ottimismo, anche contro ogni evidenza, Bravo!

  12. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Tantissimi dati empirici sostengono le differenze medie di intelligenza tra le razze, il che non ha nulla a che vedere con una presunta superiorità razziale.

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      Ma certo, ma si tratta di dati autoreferenziali, e’ ovvio che una certa cultura propone dei test d’intelligenza che sono commisurati ad essa e su di essa.

      Resta il fatto che, saro’ un traditore della patria, ma preferisco interloquire con una persona con cui mi capisco ma che sta agli antipodi, piuttosto che col deficiente mentale cretino della porta accanto. Questo e’ un fatto, e il problema.

      Ma in realta’, al di la’ della polemica col razzista fallito frustrato e cretino, io vorrei interloquire pacificamente, e imparare qualcosa (cosa senz’altro possibile) sia dal deficiente mentale della porta accanto, che dal genio che sta agli antipodi: purche’ il deficiente metta giu’ l’ascia con cui vorrebbe eliminare chiunque lo faccia sfigurare (cioe’ praticamente quasi tutti), e sia piu’ TOLLERANTE.

  13. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Gould ha scientemente falsato i riscontri di Morton sulle differenze craniche tra le razze.
    https://keytothegate.wordpress.com/tag/razze-umane/

    1. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      Senti ma la propaganda nazistoide non puoi andarla a fare da qualche altra parte? Magari trovi un pubblico piu’ interessato.

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        Sarebbe una confutazione scientifica?

  14. Pedante
    Pedante at | | Reply

    È un’utopia immaginare che l’arrivo in massa di sudanesi cristiani per esempio non cambierebbe radicalmente la società.

    1. Dino
      Dino at | | Reply

      L’islam non la sottovaluterei nemmeno in quanto a potere d’attrazione nei confronti degli Italiani stessi e degli Europei in generale; un Occidente allo sbando, su tutti i fronti, soprattutto in tema di valori profondi, “nel suo momento di oggettiva massima povertà culturale e spirituale”, volendo parafrasare; altro che “cacca” o patti col diavolo,
      semmai il marxismo è diabolico, la lunga marcia nelle istituzione di Gramsciana memora, è riuscita perfettamente, ottenendo tra i suoi maggiori effetti, l’attacco frontale e devastante all’ultimo baluardo “naturale” di fronte al collettivismo e cioè la famiglia cristiana ed ai suoi valori, grazie in parte al femminismo sessantottino ed alle pressioni di quest’ultimo sul potere legislativo, ed il risultato? crollo demografico,famiglie dissolte o mai createsi, coppie instabili perennemente, insicurezze esistenziali tremende tra le persone oltre i 30 anni, incomprensioni crescenti tra entrambi i sessi, ecco a tutto questo l’islam, per alcune, forse molte persone potrebbe offrire una risposta, magari orribile, ma chiara, in quanto offerente un sistema di valori rigido, soprattutto in ambito famigliare: l’uomo fa l’uomo e la donna fa la donna, “la femmna” crescere figli e accudire famiglia in primis. C’è da stare preoccupati.

      1. winston diaz
        winston diaz at | | Reply

        In fin dei conti il nostro cattolicesimo di qualche decennio fa non era poi tanto diverso dall’islam in quanto a tolleranza sui costumi, velo compreso: una occidentale moderna sarebbe stata lapidata, o prontamente avviata al bordello, nelle nostre campagne di cent’anni fa, e anche molto meno di cent’anni fa nel nostro sud (campagne dove, notasi, viveva il 95 per cento della popolazione). Per non parlare dei cristianissimi pogrom periodici, avvenuti un po’ dappertutto in europa (forse, tutto sommato, meno in italia che altrove). Scagli la prima pietra!

        Ma comunque l’evoluzione dei costumi e’ in gran parte dovuta al fatto che la donna a casa non serve piu’: da quando i figli, grazie alla medicina moderna, sopravvivono tutti, e’ impensabile farne 10 come si usava fino a pochi decenni fa perche’ ne arrivassero due all’eta’ riproduttiva, e come si fa ancora nelle parti piu’ arretrate del mondo. Inoltre, sul lavoro che oggi fanno gli elettrodomestici e l’industria, fino a qualche decennio fa, le donne ci passavano 15 ore al giorno, dalla filatura della lana e tessitura al bucato sul fiume, alla laboriosa cottura dei cibi sul fuoco a legna inverno ed estate, dall’allevamento alla macellazione del pollame, la cura dell’orto… in brevissimo tempo abbiamo completamente perso la memoria di come si svolgesse la vita alle nostre ingrate latitudini, dove non basta allungare un braccio per raccogliere frutta e pesce gratis 12 mesi l’anno, fino a n paio di generazioni fa.

        Proprio sull’argomento islam ha comunque scritto un ottimo libro Houellebecq, “Sottomissione”, che penso ti piacerebbe, prova a leggerlo.

        1. Guess who?
          Guess who? at | | Reply

          Argomenti del menga del tipo “una volta si facevano più figli perchè servivano braccia e la mortalità infantile era alta” li si pure un minus habens cresciuto a pane e Camera-Fabietti

          Pogrom italici.
          So che a Trento vi fu una sollevazione; in quel caso c’era di mezzo un bambino ucciso ed è un fatto storico ritenuto possibile dagli stessi studiosi ebrei che alcuni deviati del loro popolo praticassero sacrifici rituali su bimbi cristiani (Ariel Toaff – Pasqua di sangue). Altro caso fu l’uccisione di Lorenzino a Marostica, ma ci si limitò all’espulsione della locale comunità ebrea. Assai ben poca roba; se hai altro, dillo.

        2. Pedante
          Pedante at | | Reply

          In quanto ai progrom, vittima e carnefice non sono sempre gli stessi (p. es. il genocidio di Mamilla nel 614).
          https://tinyurl.com/yb99aeoq

  15. Faber
    Faber at | | Reply

    Se le razze non esistono perché i neri d’America dopo 500 anni non sono diventati bianchi?

    1. Guess who?
      Guess who? at | | Reply

      Aspettavo con ansia, ora scendono in campo i sottotrollini sparsi a mo’ di cluster bomb.

      E andrea, sency, gig (robot d’acciaio) e altri idioti vari?

    2. winston diaz
      winston diaz at | | Reply

      “Se le razze non esistono perché i neri d’America dopo 500 anni non sono diventati bianchi”

      Per lo stesso motivo per cui gli idioti bianchi non sono diventati intelligenti neanche in 1000 anni.

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        Perché questo mal celato odio nei confront dei bianchi?

        1. Pedante
          Pedante at | | Reply
          1. Pedante
            Pedante at |

            E lo dice anche un nero:

    3. christian
      christian at | | Reply

      A parte che non si capisce dove li vedi te i 500 anni dei neri d’America, con simili affermazioni poi winston diaz ha ragione a risponderti in quel modo (per quanto sia completamente in disaccordo con la sua convinzione delle razze).
      Comunque ero certo che la discussione su questo argomento sarebbe degenerata. Oramai, grazie ai perbenisti, quando si parla di questo argomento escono fuori più le posizioni ideologiche che le argomentazioni scientifiche.

  16. christian
    christian at | | Reply

    winston diaz
    Che nessuno parli di luddismo in modo esplicito forse, ma i discorsi sono comunque di quel tenore.
    L’uomo non si accontenta. O meglio, alcuni uomini non si accontentano e cercano sempre di superare i proprio limiti, così facendo migliorando la vita a tutti gli altri che si arrendono o si accontentano (che non è necessariamente una cosa negativa per questi ultimi, che potrebbero anche essere ben felici della condizione che hanno raggiunto).
    Tutto giusto per quanto riguarda le malattie ma anche grazie a queste l’uomo ha sviluppato la tecnologia e le conoscenze per affrontarle e progredire anche in tutti gli altri campi; anche questa è evoluzione (non solo di tipo genetico) resa possibile dalla capacità intellettiva dell’Homo sapiens. In ogni caso, pur con gli alti e bassi delle grandi epidemie la popolazione umana ha avuto una crescita demografica impensabile nel periodo in cui risultava solo cacciatore/raccoglitore.

  17. Faber
    Faber at | | Reply

    Io non ho offeso nessuno, non sono un troll. Ho espresso una domanda che presumo sia stata formulata dall’antropologo Franco La Cecla link: http://www.ilgiornale.it/news/politica/non-c-gerarchia-coi-bianchi-vertice-differenze-restano-1483401.html

    Colui o coloro che mi hanno dato dell’idiota o troll sono solo affetti da disagio mentale che può esprimersi grazie alla criptoidentità digitale. Capisco che sia anche una forma di terapia.

    Quindi insisto, con educazione ma con fermezza:
    Perché alle Olimpiadi non si vedono nuotatori neri?
    E perché i neri vincono sempre i 100 metri?

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      I neri dell’Africa occidentali hanno meno capacità polmonare rispetto ai bianchi e le osse più pesanti quindi non vedremo mai un Michael Phelps nero. Hanno invece più fibre muscolari bianche ed eccellono perciò nello sprint.

      1. Guess who?
        Guess who? at | | Reply

        Stai rispondendo allo stesso elemento “fluido” che ti ha dimostrato ostilità assoluta come myself o come diaz. Contento tu.

        Il mentecatto oltretutto ora fa le domandine da quattordicenne coglione frequentatore di “yahoo answer”: basta impostare “razza nera nuoto” su e si hanno tutte le risposte che si vogliono.

  18. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Ci vuole della vera ginnastica mentale per non riconoscere l’ovvio. I neri sono bravissimi nella corsa a causa di fattori innati.

    http://www.messinadicorsa.it/2011/11/corridori-africani-i-perche-di-un-dominio-incontrastato/

  19. Alessandro Colla
    Alessandro Colla at | | Reply

    Non mi sono mai limitato all’orticello personale. Il libertarismo è in antitesi agli orticelli, non perché il libertario sia più bravo ma perché la libertà è antitetica alle gabbie; anche quelle apparentemente volontarie. E’ proprio la storia dei due movimenti, che con il permesso di qualcuno ritengo di aver studiato anche prima di internet, a negare radici comuni tra anarchismo e comunismo. A meno che per radici comuni non si intenda la provenienza di classe. Anche questa, comunque, differente sul piano dei contenuti reali. Perché il collettivismo non è altro che la risposta degli aristocratici falliti al progresso della borghesia. Parallelismi sono possibili ma le rette parallele non hanno radici comuni. Per averle dovrebbero partire da un unico punto e allora non sarebbero più parallele. In realtà i due pensieri partono proprio da due punti completamente diversi e inconciliabili tra loro. La confusione l’hanno creata quei comunisti che si autodefinivano anarchici. Che è come organizzare una manifestazione antirazzista all’interno della sede di Casa Pound. Anarcocomunismo è un ossimoro, simile a quelli utilizzati da Marcello Veneziani quando parla di “sinistra individualista” o di “totalitarismo libertario”. O non sa quello che dice o è inutile che accusi la sinistra di carenza di onsetà intellettuale quando la sua prassi argomentativa è similare a quella della sinistra. In più, risponde che lo statalismo in questi aspetti non c’entri nulla. Quindi per lui, il fatto che la sinistra voglia continuare ad avere istruzione, previdenza, sanità, trasporti e infrastrutture in mano pubblica sarebbe sintomo di individualismo. Asteniamoci pure dal commento. Sul cristianesimo di cento anni or sono, “uguale” all’islam di oggi ci andrei cauto. Le manifestazioni di intolleranza da parte dei cristiani, pogrom compresi, andavano fuori e contro il sia pur discutibilissimo messaggio cristiano. Nella parte bassa della popolazione, inconsapevolmente; nella gerarchia ecclesiastica, con piena consapevolezza.Quelle islamiche sono perfettamente aderenti al dettato coranico ed è una differenza che troppo spesso dimentichiamo. Comunque l’Italia non sta vivendo affatto il suo momento massimo di ricchezza materiale e sono proprio i dati oggettivi ad affermarlo. Dati che spesso provengono perfino da coloro che vorrebbero tenerli nascosti e che quando li ammettono danno la colpa al destino. I giovani non trovano reddito, i monoreddito non trovano alloggio, le famiglie non si formano e quando si formano procreano un solo figlio. Anche perché ci si riesce economicamente dopo i quarant’anni. I consumi rallentano, le pensioni sono a rischio anche dopo il Fornero crematorio, le imprese chiudono, quelle che non chiudono resistono perché non pagano il dovuto e contrattato con la mano d’opera, quel poco di esportazione in più che c’è stata è limitata a settori privilegiati da legislazione favorevole che si rivela nociva per gli altri comparti. Le entrate, specialmente per i pensionati, non sono più sufficienti per una vita decorosa mentre gli anziani rinunciano alle cure. E non solo loro. La gestione ospedaliera è ridicola e tragica al tempo stesso, quella dei trasporti pure, in troppi sono pieni di debiti ai quali non sanno come far fronte. Quel poco di ricchezza materiale che era stata creata precedentemente è stata distrutta dalla politica interventista ed invadente, quella politica che qualcuno chiama individualista e che i bertidioti definiscono neoliberista o capitalista selvaggia. E in questo, purtroppo, non c’è nulla di strano. Ma molto di insulso e non solo linguisticamente.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      Non esistono orticelli libertari che non siano d’origine europea. Infatti l’individualismo è la caratteristica che più contraddistingue la civiltà europea.

  20. Pedante
    Pedante at | | Reply

    …particolarmente quella dell’Europa nord-orientale:
    dell’Europa nordorientale.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply
  21. Giovanopoulos
    Giovanopoulos at | | Reply

    Potrei scommettere che tutta ‘sta animosità che vedo nel blog sulla vetusta (e pure un poco pallosa) questione della “razza”, senza l’invasione in atto non avrebbe avuto luogo.
    Complimenti quindi ai sedicenti antirazzisti che, favorendo l’ingresso indiscriminato di masse di “risorse”, hanno attizzato sentimenti tradizionalmente presenti in quantità trascurabile.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      Ordo ab chao.

    2. Pedante
      Pedante at | | Reply

      Prossimità + diversità = conflitto.

      1. Giovanopoulos
        Giovanopoulos at | | Reply

        Dopo tante parole, perfetta sintesi, bravo Pedante.

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