In Anti & Politica, Economia

DI GIOVANNI BIRINDELLI

Se si intende la legge come principio di non aggressione, a essere un crimine è l’imposizione fiscale, non l’evasione fiscale.

Sempre premesso questo, Antonio Ingroia è quel magistrato la cui ricetta per contrastare l’evasione consisteva nell’aggredire il patrimonio dei bersagli dell’imposizione fiscale sulla base del semplice sospetto: “quando si inseguono patrimoni, si possono abbassare le garanzie, perché non è in gioco la libertà personale dell’imputato, come nel processo penale. Nel processo di caccia ai patrimoni si può avviare un processo di tipo presuntivo” (A. Ingroia).

Ecco, Antonio Ingroia, oggi candidato con la “Lista del popolo per la Costituzione”, “finisce sotto accusa per la gestione di “Sicilia e-Servizi”, la società regionale che si occupa (fra tante inefficienze) dei servizi informatici. Il nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo gli ha notificato un provvedimento di sequestro di beni per 150mila euro, l’equivalente di quanto avrebbe intascato illegittimamente, durante la sua attività di amministratore unico e di liquidatore della società.”

Non capita spesso di leggere belle notizie nella stampa mainstream, specie quando c’è di mezzo l’azione coercitiva dello stato.

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Mostrati 3 commenti
  • Max
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    Imporrei a Ingroia un robusto programma di igiene personale, in quanto
    “quando si insegue la salute pubblica si possono abbassare le garanzie, perché non è in gioco la libertà personale dell’imputato. Nel processo di prevenzione e caccia a piattole e pidocchi si può avviare un processo di tipo presuntivo applicato ad elementi con look da dormitorio”. (Max)

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Cercare di aumentare il proprio patrimonio, ossia l’assenza di coercizione nei confronti di chi persegue quest’obiettivo senza aggredire qualcuno, è una componente del diritto. Violare questa componente significa limitare la libertà personale di chi ambisce a una legittima aspirazione. Di questo, il personaggio citato che accusa gli altri di essere analfabeti del diritto, non ha la minima consapevolezza. La sua lista doveva chiamarsi “La Mossa del Somaro”

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