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DI MARCO LIBERTA’

Sapete perchè tra i film di zombie “World War Z” è stato un flop così clamoroso mentre tanti altri film e serie TV di zombie con budget molto più piccoli, “The Walking Dead” in cima, hanno enorme successo? Semplice: in World War Z con Brad Pitt, i governi del mondo riescono a trovare una via d’uscita dall’apocalisse zombie; nella maggior parte degli altri film no.

Quello che caratterizza il genere Zombie è appunto una società anarco-capitalista, dove gli stati sono ormai una cosa del passato e i sopravvissuti collaborano ad un nuovo tipo di società basata sulla libera associazione e sul libero mercato. Ovviamente ci sono numerosi tipi di banditi e predoni, ma la maggior parte delle volte fanno una bruttissima fine.

I film di Zombie sono una parabola del mondo odierno. Gli zombie sono i collettivisti, i sopravvissuti sono gli anarco-capitalisti. La morale è che nessun governo potrà mai salvare gli anarco-capitalisti dai collettivisti, dovranno farlo da soli, e creare un mondo tutto nuovo.

Analizziamo quindi due esempi, World War Z e The Walking Dead.

Entrambi sono propriamente film di zombie, entrambi sono riadattamenti video di opere scritte (The Walking Dead è un famoso fumetto e World War Z è un famoso romanzo), entrambi sono nati per un grande pubblico. L’unica differenza è che The Walking Dead è una serie tv, mentre World War Z è un lungometraggio.

In World War Z un affascinante Brad Pitt interpreta Gerry Lane, un ex investigatore delle Nazioni Unite chiamato a tornare in campo per scoprire una cura alla pandemia zombie. Aiuta così i governi a trovare una cura e c’è ancora speranza per tornare alla vita di una volta.

SPOILER ALERT!

In The Walking Dead Andrew Lincoln interpreta Rick Grimes, un poliziotto che ferito durante uno scontro a fuoco si risveglia dal coma in piena apocalisse zombie. Non troverà una soluzione per tornare alla vita di prima, ma cercherà soluzioni per vivere una vita nuova e più adatta al mondo “zombie” assieme ai suoi cari.
Nel farlo affronterà prima gli zombie, poi questi passeranno in secondo piano oscurati da una serie di personaggi e comunità ostili che rappresentano allegoricamente le forme di tirannia dell’umanità.

Abbiamo “Woodbury” una piccola cittadina guidata dal “governatore” che rappresenta un “uomo forte” della democrazia. Cordiale con i suoi nella vita di tutti i giorni, ma possiede una stanza piena delle teste mozzate sotto spirito dei suoi nemici. (anche Gaddafi lo faceva). Nel momento di difficoltà non esita a compiere atrocità e a mandare al fronte bambini e donne.

Lo stesso Rick dopo l’esperienza “democratica” della prigione (una delle prime colonie dei sopravvissuti) finita male dice “questa non è più una democrazia”

Abbiamo “Terminus”, una comunità accogliente e tollerante situata in un terminal ferroviario, che invece si rivela una trappola ad arte creata dai suoi abitanti cannibali per attirare “prede”. Rappresenta le atrocità portate avanti dalle collettività per il “bene comune” i quali si trasformano in carnefici per non diventare prede.

In molti casi, dopo uno scontro, i sopravvissuti protagonisti ospiteranno gli sconfitti rimasti. L’unica costante è una tragica fine per tutti quelle comunità che adottano sistemi di governo basati sulla coercizione e sul monopolio della forza. Finiscono tutti malissimo.

Nell’universo di The Walking Dead abbiamo sei comunità principali tra cui diverse commerciano liberamente tra loro:

– Alexandria: la comunità dei Sopravvissuti protagonisti, una comunità specializzata nel difendere gli altri
– Hilltop: una comunità di contadini
– Il Regno: un regno nel senso romantico del nome, dove un re “giusto” opera una grande finzione
– Oceanside: una comunità di donne ignave, con il solo pregio di possedere numerose armi.
– Scavengers: una comunità che vive in una discarica, i quali utilizzano gli scarti della vecchia civiltà e operano il doppio gioco

Poi abbiamo i “Salvatori” con la perfetta allegoria dello stato: Negan.

Negan è il capo indiscusso, venerato, di una comunità chiamata “il santuario” situato in una vecchia fabbrica e i suoi abitanti “i salvatori” terrorizzano e derubano le altre comunità. Il loro obiettivo è all’apparenza nobile: salvare vite. Ma in realtà chiedono in cambio il 50% della produzione di tutte le colonie, pena ritorsioni orribili… un pizzo. Hanno regole ferree e le impongono con la massima severità. Solitamente chi trasgredisce finisce ucciso o rinchiuso nel santuario dove viene costretto a passare dalla loro parte o essere un loro schiavo.

I Salvatori hanno diversi avamposti satellite, comandati da tenenti di Negan che si identificano in Negan stesso, infatti quando viene chiesto: “chi sei tu” (anche dallo stesso Negan) loro rispondono: “Io sono Negan”. Chiara allusione sia al modo di dire “lo stato sei tu”, che agli agenti governativi che si identificano nello stato.

Dopo una serie di tragici eventi Alexandria, Hilltop ed il Regno si sono uniti per combatterlo in una lotta per la Libertà. Nella versione italiana non è usato tale termine, ma in quella inglese e nel fumetto si chiamano “The Militia”, una chiara citazione alla Militia continentale che ha combattuto per la Libertà contro l’impero britannico dal 1775 nelle americhe.

Ecco in cosa si differenzia The Walking Dead da World War Z.

In The Walking Dead è cosa assai comune vedere coppie omosessuali di ambo i sessi, uso di alcool,droghe, persone che circolano liberamente armate, ecc…
In ogni caso nessuno da peso a queste abitudini e differenze.

In World War Z una chiara dipendenza dalle istituzioni, in The Walking Dead una reale emancipazione Libertaria.

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Mostrati 12 commenti
  • Pedante
    Rispondi

    Riscuote successo questo genere perché rappresenta in modo non esplicito le paure degli autoctoni di fronte a una valanga di allogeni.

    • Fabrizio Fv
      Rispondi

      Pedante ……. non puoi continuare a pensare , e a cercare con insistenza di convincerci, che tutto il mondo condivida LE TUE PAURE.

      • Pedante
        Rispondi

        Tensioni interrazziali non le ho inventate mica io, esistono da sempre e ignorarle come fanno volutamente i media e i governi non è prudente. Faccio notare che l’immigrazione è un monopolio statale.

        • Fabrizio Fv
          Rispondi

          Sì certo, lo sappiamo che esistono le tensioni razziali, come esistono quelle familiari, professionali, sportive etc ……….. ma un conto è riconoscerne l’esistenza e un conto è esserne talmente ossessionati e monotematici da parlarne continuamente fino a ricondurre tutti i problemi dell’universo alle differenze (per altro minime) delle catene genetiche.
          Detto in termini più semplici : ci stai affettando il ….

          • Pedante

            Non ci sarebbe motivo di restarne ossessionati se la questione venisse affrontata in modo onesto e spassionato dai governi e dai media. Dobbiamo preoccuparci delle sorti dei karen o dei tibetani, ma non di noi stessi.
            http://espresso.repubblica.it/internazionale/2010/09/20/news/birmania-e-un-genocidio-1.24196

          • Pedante

            Perché preoccuparsi se l’orangutan va verso l’estinzione? Esistono centinaia di altri tipi di scimmie.
            https://tinyurl.com/ybrlqqbt

          • Fabrizio Fv

            CVD …… stai difendendo coi denti LA TUA PERSONALE ossessione, portando due argomenti che non c’entrano niente, anche qui siamo alle solite, sarà anche vero che “il maschio bianco ricco colto ed eterosessuale è l’unica minoranza non protetta” (citazione dell’EX COMUNISTA B.H. Levy) , ma da qui a definirlo genocidio c’è una certa differenza .

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Allora, nel 1971 fu girato “Occhi bianchi sul pianeta Terra” , con Charlton Heston.
    Qui siamo nel mito.

  • Pedante
    Rispondi

    Faccio anche notare che nei film di zombie, gli uomini sono costretti dalle circostanze a unirsi per affrontare la minaccia. Non è affatto si salvi chi puo.

    • Pedante
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      A differenze della vita reale nei film perdono gli zombie e vincono i protagonisti umani.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        Perche’ invece nella vita reale sarebbero i _non umani_ che vincono? Chissa’ se sono d’accordo a sentirsi definire cosi’.

        • Pedante
          Rispondi

          Ah ah, stavo per chiamarli “i buoni” ma quello sarebbe un giudizio morale e perciò inaccettabile. Se dico “autoctoni” va bene?

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