In Anti & Politica

DI GIOVANNI BIRINDELLI

“La maestra che a Torino ha insultato pesantemente le forze dell’ordine che fronteggiavano il corteo degli antagonisti è indagata per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce”

Non ho bisogno di sottolineare la mia opposizione, su un piano di principio, al (non) ‘pensiero’ di questa maestra, all’istruzione pubblica in generale e alla funzione dello stato ancora più in generale.

Ma…

1) l’esistenza stessa del ‘reato’ di “istigazione a delinquere” è una violazione della libertà di espressione, tanto più in un ambiente giuridico positivo, in cui “delinquere” è qualsiasi azione che violi le decisioni arbitrarie (e spesso aggressive) di chi controlla lo stato;

2) l’esistenza stessa del ‘reato’ di “oltraggio a pubblico ufficiale” è, oltre che una violazione della libertà di espressione, anche un’espressione di disuguaglianza legale, cioè una violazione del principio di uguaglianza davanti alla Legge: il “pubblico ufficiale” viene infatti trattato in modo diverso dalla persona qualunque. Dove lo stato può compiere legalmente azioni che se compiesse
una persona qualunque sarebbero considerate crimini (come l’imposizione fiscale), il fatto che la ‘legge’ tratti in modo diverso la stessa azione a seconda che questa sia compiuta nei confronti di un rappresentante dello stato o di una persona qualunque è generalmente considerato come normale. Tuttavia, se si esce dalla religione statalista e si comincia a pensare in modo logicamente coerente, questo fatto non è altro che una violazione dell’uguaglianza davanti alla Legge intesa come principio di non aggressione;

3) il fatto che una donna gracile e delirante possa costituire una minaccia per un certo numero di militari armati e in tenuta anti-sommossa è vero quanto il fatto che la spesa pubblica può produrre crescita economica.

“[la libertà di espressione presuppone il diritto di fare] attacchi veementi, caustici e a volte spiacevoli contro lo stato e i pubblici ufficiali” ( W.J. Brennan, giudice della Corte Suprema americana -non certo un libertario- 1964, caso The New York Times Co. vs. Sullivan).

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Mostrati 22 commenti
  • Giorgio
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    1) bene, quindi posso andare in giro a dire “rubate da X” “appropriatevi dei beni di y” “uccidete z” e via dicendo? l’istigazione a delinquere non è reato, ma se questo viene materialmente consumato dopo essere stato caldeggiato o incitato da una persona, questa non è in nessun caso responsabile? molti criminali di guerra sono allora innocenti?
    2) questo punto acquisisce un senso solo ed esclusivamente se è stato scritto durante la fase di dormiveglia. cosa è giusto per il libertario non ha senso in questo contesto. la signora è stata indagata in un contesto giuridico determinato, e questa procedura è perfettamente contestualizzatile nel nostro ordinamento giuridico. altrimenti, si potrebbe pure dire che non è giusto che i pesci vivano nell’acqua, dovrebbero poter volare. non ha senso commentare un reato commesso in un sistema retto dal diritto positivo alla luce di un altro sistema economico che non esiste, se non nella testa di qualche sparuta persona.
    3) vedi punto 2. mutatis mutandis, anche goebbels non ha mai torto un capello a nessuno, eppure…

    • GIG
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      Ennesimo bellissimo articolo.
      Molto chiaro,ineccepibile e logico.
      Grazie,Birindelli,leggerla ‘scalda il cuore’.
      Saluti

    • Guess who?
      Rispondi

      Mi… che commento, la cura adatta per le ghiandole pineali pigre,solo il noioso eridanio potrebbe batterti (e chissà che non lo faccia). Ciao caro.

      • GIG
        Rispondi

        noioso è tua sorella

        • Guess who?
          Rispondi

          Non avevo notato che anche per te – piccola insignificante cagatella di mosca votata al leccaculismo spicciolo e all’intervento di alleggerimento – il Ciccio grande burattinaio riserva un peculiare stile di scrittura, anche se un po’ traballante, incerto e incostante (virgole attaccate, periodi sospesi…)

          Troppa grazia, Sant’Antonio, per un simile imbelle.
          Povero Ciccio semiautistico immerso nel tuo mondo… non sai neppure quando si possono risparmiare energie mentali.
          A riciao, caro.

          • firmato winston diaz

            Guess ecc, sei il migliore testimonial del libertarismo, complimenti. E complimenti anche a fidenato e facco per la vetrina gratis (gratis, contro tutti i sacri principi dell’anarcocapitalismo!) che a te e solo a te solo forniscono.
            Sei un privilegiato , approfittane!

          • christian

            Il privilegiato sei tu Wiston che scrivi su questo sito da molti anni (Guess sarà neanche un anno anche considerando la sua precedente incarnazione di Antitroll) ed ancora non ti hanno cacciato dopo averli insultati ed dopo avere insultato (sempre per anni) i libertari.
            Che poi tra i principi dell’anarcocapitalismo ci sia il non fornire mai “cose” gratis a chi che sia esiste solo nella tua mente da statalista che credere ai libertari che farebbero morire di fame gli indigenti (se non anche goderne dello loro stato di affamati), se non ci fosse il santo stato a costringerli ad elargire la dovuta ed adeguata (secondo l’insindacabile giudizio dello stesso stato) carità.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      Giorgio, il senso dell’articolo a grandi linee e’ che lo Stato cosi’ come e’ concepito dalle leggi citate, si pone in termini di superiorita’ sacrale nei confronti del suddito. E se hai un’infarinatura anche solo elementare di elementi di cultura civica, sai bene anche tu che e’ cosi’, che Stato va scritto con la maiuscola e che va rispettato come una divinita’ cui sottomettersi durante varie ricorrenze attraverso ritualita’ del tutto assimilabili a quelle che si usano nella religione.
      Infatti lo Stato moderno nasce, dalla rivoluzione francese che distorce, rovesciandoli, i principi illuministici che l’hanno provocata, come culto.
      Da questo punto di vista, la tipa (probabiilmente, perche’ non l’ho ascoltata direttamente, non mi piace l’isteria) non ha tutti i torti: piuttosto, dubito fortemente che se fosse lei al posto di quelli che critica, si comporterebbe meglio…

    • Fabio
      Rispondi

      Giorgio, secondo me da una parte “chi rompe paga” e chi non fa danni non dovrebbe pagare nulla, dall’altra per aggressione si dovrebbe intendere qualcosa di materiale e fisica, non verbale altrimenti il limite diventa tropo aleatorio (anche un’occhiataccia allora diventerebbe aggressione?).
      Ne consegue che puoi dire ciò che vuoi ma dovresti poter reagire solo contro chi passa ai fatti. Non vuol dire che non potresti reagire anche in caso di aggressione verbale, ma non avresti pienamente ragione dal punto di vista tecnico anche se magari l’avresti da quello morale e nessuno della comunità ti condannerebbe.

      Riguardo i crimini di guerra penso che tu sia assolutamente fuori strada, non possiamo parlare di semplice ‘libertà di parola’ per un gerarca fascista o socialista che emana ordini militari dai vertici del monopolista della violenza per un dato territorio, quando i soldati che non obbediscono vengono fucilati.

  • Spago
    Rispondi

    Giorgio il tuo commento non ha alcun senso. Tutto quel che dici è “oggi la legge è così” embè? la legge puo dire qualsiasi cosa. Possiamo dire che la legge così come è non è libertaria è immorale e sbagliata? Se la legge dicesse che è reato chiamarsi Giorgio criticheresti allo stesso modo chi scrivesse un articolo sostenendo l’assurdità di tale reato?

  • Dino
    Rispondi

    Sì, fino ad un certo punto però. Se una povera e anonima cogliona, ad una manifestazione di piazza, augura la morte a dei ragazzi in divisa, la cosa rimane lì ed è chiaro che non possa rappresentare una minaccia. Diversamente come avvenuto in passato con maestri pagliacci di grande influenza e seguito all’interno d’un preciso ambito culturale religioso, del calibro di Dario Fo e Sig.ra e Toni Negri, con i primi che inneggiavano nei teatri alla lotta armata ed il secondo lo fece scrivendo precisi “manuali rivoluzionari”….. beh ecco, le cose cambiano un pò, visto che in quegli anni veniva considerato “giusto” sparare ai poliziotti. Lo stesso dicasi oggi per gli imam francesi che predicano nei loro sermoni la guerra agli infedeli. La vedo come una violazione del principio di non aggressione

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      Di cattivi maestri ne abbiamo anche oggi, e ne avremo sempre, fino alla nausea, cosi’ va il mondo.

    • Pedante
      Rispondi

      La legge Gayssot non serve a punire gli imam ma la maggioranza bianca.e cristiana.
      https://tinyurl.com/ybxn2wh2

  • Chris
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    Dal punto di vista libertario ineccepibile.
    Dal punto di vista che “questa” lavora per lo stato e insegna in una scuola pubblica inaccettabile.
    Visto che non possiamo eliminare lo stato possiamo almeno partire da questa comunista di merda.
    Se non puoi combatterli fatteli alleati.
    E poi si tratta.
    Buona serata amici libertari.

  • Pedante
    Rispondi
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non mi sembra che la prof. abbia aggredito qualcuno, la proprietà di qualcuno, o limitato la libertà di qualcuno.
    Con le sue parole si è qualificata per quello che è e per quello che pensa.
    Quanto alle forze dell’ordine , io le ritengo la mano armata della cricca di potere.
    Quella cricca che ad ogni mossa ci riduce sempre più sudditi e ci deruba.

  • Max
    Rispondi

    W.J. Brennan, giudice della Corte Suprema americana -non certo un libertario- 1964, caso The New York Times Co. vs. Sullivan).

    Interessante citazione; del resto negli Usa sono tutti patriottici fino al midollo, ma non esiste il reato di vilipendio alla bandiera. La si può bruciare in segno di protesta (casomai rischi di beccarti un po’ di pugni in faccia da qualche benpensante e che magari siano proprio i cops a salvarti dal peggio).
    Ricordo che il sempre caro Robert Zimmerman quando stava con la Baez raccontava che quando avevano finito di fott…lei provava un secondo vero orgasmo nel pulirsi la patonza con la Stars and Stripes…

  • Giovanni
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    Il sistema oggi ha dalla sua parte la tecnologia e la sa usare. Non permette di essere criticato, disubbidito o denigrato.
    Su Internet e sui social puoi manifestare solo il “pensiero condiviso” di cui divengono una cassa di risonansa.
    Se dicessi cosa penso dello Stato Italiano, degli immigrati, della scuola e di tutte le istituzioni mi arresterebbero senza pensarci due volte.
    La vera libertà sta morendo rapidamente mentre la massa e’ intenta a giocare con il telefonono, guardare la tv e via dicendo.
    Possiamo solo prepararci al peggio.

    • Guess who?
      Rispondi

      Movalà, mo quale risonanSa…

      Socmel e dillo cosa pensi Ciccio, dillo ustmamò che te le porto io le arance…

      LOL

  • Giovanni
    Rispondi

    LOL, sei maggiorenne, ed ora che tu sappia di chi sei figlio!
    Se vui ti dico questo!!!

    • Guess who?
      Rispondi

      Coglionazzo, rubi pure le battute a Sordi…

      • Guess who?
        Rispondi

        …che le rubava a Petrolini.

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