In Economia

DI GIOVANNI BIRINDELLI

“Trump sarebbe pronto ad andare contro Amazon chiedendo più tasse … sarebbe «ossessionato» da Amazon e vorrebbe cambiare il trattamento fiscale perché diversi suoi amici gli hanno detto che le loro imprese sono state distrutte dal colosso”, scrive lastampa.it.

Destra e sinistra (grullini inclusi) sono come due luoghi diversi sullo stesso pianeta chiamato Socialismo: da una stella di un’altra galassia, che chiamiamo Libertarismo, la distanza fra questi due luoghi è tecnicamente impercettibile. Da quella stella, i due luoghi appaiono in realtà come un unico punto.

Se uno percepisce la differenza fra un politico di ‘destra’ e uno di ‘sinistra’, vuol dire che si trova sul loro stesso pianeta. Fin qui niente di strano. La parte strana è che a volte egli crede di stare invece su quella stella.

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Mostrati 6 commenti
  • Giovanopoulos
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    Mi piace l’immagine astronomica per spiegare che in Italia, ma anche in molto o tutto
    l’ Occidente (non conosco tutti i Paesi), oramai la scelta è tra diverse tonalità di rosso.
    Il Pianeta Socialismo è sovrappopolato, mentre mi chiedo se ci sia vita sul pianeta Libertario.
    Qui sul pianeta Socialismo ogni tanto ci sono degli avvistamenti di presenze aliene che poi si rivelano falsi alarmi o suggestioni; palloni aerostatici scambiati per UFO oppure palloni gonfiati scambiati per imprenditori liberali.

    • firmato winston diaz
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      Forse semplicemente gli spazi fisici sono davvero diventati sempre piu’ piccoli, e anche gli Usa non sono piu’ quelli di un secolo o due fa, di poche decine di milioni di abitanti su una terra, per gli standard di oggi, sconfinata, e in parte ancora inesplorata.

      I tempi cambiano, anche se stando dentro al cambiamento e’ difficile accorgersene, se non per qualche osservatore piu’ acuto, che riesca lo stesso a vedere/vedersi “dal di fuori”.

      “Il Pianeta Socialismo è sovrappopolato”

      Il pianeta e’ sovrappopolato tout court, anzi popolato come un formicaio, e un pianeta-formicaio dubito possa organizzarsi diversamente da un formicaio (di passaggio, l’uomo e’ l’unico mammifero, anzi forse l’unico animale superiore – non me ne vengono in mente che facciano eccezione – che riproduce nelle sue societa’, a qualunque scala salvo in parte quella tribale, l’organizzazione degli insetti sociali, e che riesca a diffondersi ovunque senza limiti di concentrazione).

      Individualismo e collettivismo sono le due facce, inseparabili, della moneta umana, dato che senza individui non si ha collettivita’, e senza collettivita’ anche l’individuo e’ una povera cosa, ammesso che riesca a sopravvivere a lungo. Al massimo si puo’ scegliere quale delle due facce far stare in alto, se privilegiare una o l’altra, solo fin qui arriva la diversita’ dei sistemi politici.

      Il piu’ difficile di tutto, far stare in equilibrio in piedi la moneta.

      Lo spazio che resta illimitato ormai e’ solo quello della fantasia, del virtuale. Ma lo spazio illimitato fa anche paura, e’ per gli scavezzacollo.

  • Albert Nextein
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    C’è di tutto e di più in giro.
    Brilla l’assenza di liberali libertari.
    Il loro punto di vista alternativo e operativo è semplicemente negato.
    Ecco perchè sono sicuro che ci aspetta un reset colossale, planetario.

  • Alessandro Colla
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    Non so se il pianeta terra sia sovrappopolato. Se lo è, la colpa non è dovuta al fatto che sia popolato come un formicaio ma organizzato come tale. In sostanza non è per sua natura un pianeta formicaio ma qualcuno lo ha ridotto in tale situazione e l’eventuale sovrappopolazione è un effetto, non una causa. Può quindi, sempre per sua natura, organizzarsi in modo diverso ma solo se se le formiche capiscono di non essere tali: semplicemente qualcuno gli ha detto che sono formiche e loro hanno creduto a quel mal dire. Individuo e collettività possono anche essere i due volti della stessa moneta umana ma individualismo e collettivismo sono due monete diverse. Non bisogna confondere la collettività con il collettivismo. L’individuo ha bisogno della collettività ma non del collettivismo. Il collettivista non ha bisogno né dell’individualismo né dell’individuo. O quanto meno così crede. Poi il suo mondo senza individuo implode ma lui continua a sognare. E per questo prosegue con il privilegiare la collettività nella faccia alta della moneta. Si può auspicare che tutti scelgano di apprezzare la libertà rovesciando la moneta. Ma se l’opera di persuasione non ha successo, occorre tener presente gli effetti di un risultato negativo. Accettando, anche se a comprensibile malincuore, la sconfitta. Tenere in piedi la moneta, oltre che fisicamente impossibile, è anche inutile. Perché la libertà o è piena o non è. Con la moneta in piedi può essere solo osservata, non vissuta. L’esercizio andreottiano di tenere in piedi la moneta è più opportuno lasciarlo a Pier Ferdinando Casini, a Beatrice Lorenzin, a Clemente Mastella, ai “moderati” di Arcore, a Matteo Renzi, agli “onesti” a Cinque Strette, a quelli di “Italia Bene Provincia” e a tutte le altre inutilità infestanti. Una moneta in equlibrio fisico e non valoriale è come l’euro: una moneta falsa. Non ne abbiamo bisogno. Il resto dello spazio, più che illimitato, è ancora inesplorato. I potenzali esploratori non mancherebbero ma senza scarpe non si va da nessuna parte. Mentre i potenziali finanziatori dei calzaturifici preferiscono ancora le monete false. Quelle che contribuiscono a negare l’alternativa.

    • Dino.
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      Trump è ossessionato da chi non ha finanziato la sua campagna elettorale, non avendo creduto in lui o peggio ancora, avendo finanziato la sua rivale. Cerca vendetta, la democrazia è questa, a Palermo come a Washington.

      • Dino.
        Rispondi

        Alzi la mano però chi non abbia provato sincera goduria, un anno e mezzo fa, nel vedere sconfitta quella vecchia stronza cornutazza e bombarola.

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