In Anti & Politica

DI CRISTIAN MERLO

Probabilmente oggi non è il giorno in cui mi riconcilierò con la Chiesa.

Leggo infatti: “Parlando del governo che si sta formando, la Cei boccia la flat tax e considera tra i ‘principi irrinunciabili’ quello della ‘progressività fiscale’, il che vuol dire non tagli per tutti genericamente ma per le fasce per le quali è necessario”.

A prescindere da come la si voglia porre, la fiscalità costituisce innanzitutto una mutilazione dei progetti umani, in quanto è un tentativo rozzo e del tutto approssimativo di fissare, da parte di persone irresponsabili e scarsamente informate, il livello “giusto” di risorse che deve essere estratto ai legittimi produttori e proprietari – impedendo loro di realizzare un optimum di soddisfazione che tenga conto delle loro scelte e delle loro valutazioni personali, insuscettibili di essere conosciute e misurate – per destinarle a soggetti che non hanno fatto nulla per meritarsele, se non rientrare funzionalmente in una logica di massimizzazione di un determinato obiettivo numerizzato. Un obiettivo che, ancorché venga spesso e volentieri magnificato in nome e per conto di feticci quali l’“utilità sociale”, la “giustizia redistributiva”, l’“interesse collettivo” o il “bene comune”, risponde esclusivamente al conseguimento degli interessi privatissimi e inconfessabili dei detentori del potere. 

Citando Pascal Salin, «i politici non possono conoscere la gran varietà dei progetti umani, e neanche conoscere il valore che ognuno dà ai diversi beni che può produrre, conservare, ottenere o cedere tramite lo scambio. Hanno dunque necessità di ricorrere a mezzi sostitutivi, e di conseguenza le azioni statali si paludano facilmente degli orpelli della quantificazione… Ma la quantificazione mutila la realtà umana; il valore non è misurabile, perché lo spirito dell’uomo non può essere svelato. Così, a dispetto dei miti tanto accuratamente nutriti, è la politicizzazione dell’economia, e non il funzionamento dell’economia di mercato, a contribuire ad una visione quantitativa e monetarizzata dell’azione umana». 

E se non possono farlo i politici, tantomeno possono arrogarsi tale prerogativa i preti travestiti da politici.

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Mostrati 16 commenti
  • Alessandro Colla
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    I vescovi sono ignoranti in economia e anche stupidi. La progressività fiscale danneggia l’economia reale. Se non sono stupidi e ignoranti vuol dire che preferiscono un sistema che finisce per danneggiare proprio le fasce di popolazione più deboli. Forse per poter continuare ad avere il privilegio di tenere i poveri “sempre con loro”. Nelle sacre scritture non ho mai trovato nulla di socialista, sono i prelati a spacciare i loro testi per quello che non sono.

  • Max
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    In campo commerciale nessuno farebbe pagare di più colui che gli rende di più; se un grossista compra 100 tablet dalla fabbrica li pagherà 50 euro, se ne compra 1000 li paqherà 40. Sarebbe invece l’imposta regressiva ciò che ci vorrebbe per stimolare l’economia, se non fosse per quello schifo di carta da cesso che la impedisce. La Cina di Deng l’ha applicata in fase di sviluppo e abbiamo visto i risultati. Ma la Cina è comunista e noi siamo liberali. La Cina era vicina, si diceva. Purtroppo non abbastanza.

  • John Snari
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    Mi dispiace ma il titolo è davvero fuori luogo. Non è certo il Vangelo ad essere socialista (direi piuttosto il contrario, se solo i libertari se ne accorgessero…) quanto alcuni (o forse molti) sedicenti “pastori” e fedeli. Sarebbe bene non buttare via il bambino con l’acqua sporca…

    • leonardofaccoeditore
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      è provocatorio!

      • eridanio
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        https://youtu.be/gYLLeXYQokQ
        Si infatti dio è….proprio libertario

        • Max
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          Azz, bravo Ciccio.

          Un economista che fa l’esegeta mi fa molto più ridere di un papa che fa l’economista.

          1-1 e palla al centro.

          • eridanio

            Come al solito caro zeccone in carenza di dialettica ..scureggi. Solo rumore e niente puzza. Curati. Mr. “Solo Sentenze”.

  • Albert Nextein
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    Per la chiesa in senso lato , un bel tacer non fu mai scritto.

  • Cristian Merlo
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    Penso che il titolo scelto da Leo abbia una connotazione volutamente provocatoria. Anche perché, personalmente, non ho la tendenza a trattare di argomenti per i quali non dispongo di conoscenze e competenze adeguate: e non sono certo la persona più titolata per parlare di Sacre Scritture. Ciò detto, se avrai la pazienza di leggere il contenuto del mio post e di non fermarti al titolo, vedrai che il bersaglio dell’intervento è di tutt’altra natura

  • Pedante
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    Dichiarazione difficile da conciliare con il sostegno della Chiesa all’immigrazione di massa.

  • giorgio
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    la flat tax è un crimine contro l’umanità. di conseguenza, non fa specie constatare che i paesi che l’hanno applicata sono per lo più paesi dove non vige un sistema democratico e i diritti più elementari vengono calpestati dal potere politico.

    • Max
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      le medicine, Ciccio, le medicine…

    • Liberalista
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      come l’Estonia, noto esempio di dittatura sanguinaria e guerrafondaia, responsabile di milioni di morti in giro per il mondo e della repressione violenta delle libertà dei suoi cittadini

  • Giulio
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    “In realtà, la flat tax è progressiva per via del reddito non soggetto a imposta.
    Per semplicità di esempio, supponiamo che la quota di reddito esente sia pari a 5.000 euro, e prendiamo in considerazione due soggetti con redditi di 10.000 e 50.000 euro. L’aliquota di flat tax sia il 20%.
    Il primo, con reddito di 10.000 euro, pagherebbe il 20% del suo reddito al netto della no-tax area. Cioè 10.000 – 5.000 = 5.000 * 0,2 = 1.000. Il rapporto fra imposte pagate e reddito sarebbe 1.000/10.000= 10%.
    Il secondo pagherebbe il 20% di 45.000 euro, cioè 9.000 euro. Per lui il rapporto fra imposte pagate e reddito sarebbe 9.000/50.000 cioè il 18%.
    Le imposte, quindi, assorbono una percentuale di reddito maggiore per i redditi più alti, rispettando il principio della progressività.”

    A.M.

  • Alessandro Colla
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    Crimine contro l’umanità sono le imposte in genere, al di là della progressività o meno. Tra le nazioni “progressiviste” c’è l’Italia, dove il calpestamento dei diritti da parte del potere è esercizio quotidiano. Se da qualche parte simile all’Italia in materia di diritto è stata applicata l’aliquota unica, evidentemente l’interventismo governativo deve aver ridotto quasi tutti a morti di fame. Per cui la progressività è impossibile o inutile. Tra l’altro se l’imposta è unica ma all’ottanta per cento del reddito c’è poco da dichiarare in termini di diritti.

  • vetrioloblog
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    Il vangelo tutto è tranne che socialista. Consiglio vivamente la lettura di “Gesù economista”, specie alle gerarchie ecclesiastiche

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