UN ALTRO CHE CHIUDE

DI MARCO ADAM LAFFER

Da qualche giorno, vicino a casa mia, ha chiuso un grande ferramenta.
Si e’ tolto una bella soddisfazione scrivendo col pennello e la vernice sulla vetrina del triste sarcofago con pezzi di filo elettrico abbandonati tra polvere e impronte da lavoro, una grande scritta.
La scritta e’ una sonora polemica verso i rompicazzo del quartiere che chissa’ quante volte gli rompevano i coglioni con “eh, ma da Bricoman” di qui e “eh, ma a Bricoman” di la’.
Ora i rompicoglioni si prenderanno il loro autobussino, la loro macchinina, e se ne andranno a 40km per una vite.
Si dira’ che sia il mercato.
In parte.

In realta’ le attivita’ che per restare sul mercato necessitino di una grande ampiezza di catalogo, e quindi grande giacenza di magazzino, non sono state ammazzate dalla GDO e tantomeno, come credono alcuni, dal fatto che la GDO sia aperta alla domenica.
Chi le ha ammazzate sono le leggi fiscali dello stato ladro che hanno trasformato (Visco-Tremonti-Monti) il magazzino in un asset per la presunzione di reddito invece che cio’ che e’ in tutto il mondo: un costo.
In pratica, per semplificare per le menti semplici: “se hai una vite a magazzino, vuol dire che incassi certamente per poterti permettere di tenerla a magazzino quindi e’ un reddito presunto. E se non coincide col dichiarato, pure evasione presunta”
Questo ha compresso la filiera costringendo a ridurre le scorte ai minimi e quindi l’offerta al cliente facilitando chi riesce a mantenere le grandi economie di scala su grandi superfici.

Nel contempo, ha impedito, a chi lo volesse e sapesse, di crescere creando un gap, inesistente nel resto del mondo, tra la piccolissima e l’enorme distribuzione. Senza vie di mezzo. Ed allargando quello che gli americani chiamano il Chasm ovvero il burrone.
Quante volte siete usciti smadonnando da un negozio di idraulica, di ricambi o di qualcosa perche’ “lo deve ordinare, non ha mai niente!” eh?
Ecco.
I ferramenta sono tra i primi a patire questa brillante idea del fisco italico per rubare.
Infatti chiudono a mazzi.
Ora, a quello, ruberanno molto meno.
Geni.

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2 Responses

  1. andrea
    andrea at | | Reply

    Ma cosa vuoi mai che glie ne freghi a quei parassiti che sono convinti di lavorare solo perchè al mattino passano quei tornelli della agenzia delle entrate e strisciano il badge, forse anche per il collega che è andato ad “arrotondare” in nero altrove?
    Fino a quando questi non capiranno che quello che gli arriva al 27 è il frutto della esistenza in vita delle piccole imprese nulla cambierà. Il giorno in cui il 27 non riceveranno più il bonifico si faranno forse qualche domanda oppure scenderanno in piazza a scioperare per il loro reddito di cittadinanza

  2. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    Il vero punto dolente è appunto il magazzino come reddito.
    Al momento di redigere i bilanci ed i conti economici un magazzino alto significa pagarci su le tasse, per i ragionamenti fraudolenti e rapaci su riportati.
    La gente non può far altro che denunciare una frazione del magazzino, se non vuole cadere in una crisi finanziaria acuta.
    Il magazzino va spesato e non imputato come reddito.
    Chi , per qualsivoglia ragione, perorasse l’impostazione del fisco ladro non può essere che un cretino in malafede.
    O un parassita.

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