In Economia

DI REDAZIONE

«Due caffè offerti ad altrettanti ex-detenuti disoccupati che erano venuti a cercare lavoro, ci costano la bellezza di 500€ (più 166 euro di Iva) di sanzione». Questo l’amaro sfogo di Fabio Boscacci della cooperativa 3B che gestisce il Bistrot del teatro Sociale Delia Cajellidopo la visita di due militari della Guardia di Finanza di Busto Arsizio.

La cooperativa impiega detenuti ed ex-detenuti in molteplici attività tra le quali la gestione del bar del teatro, la manutenzione del verde in alcuni parchi cittadini e, a brfeve, la gestione di una ciclofficina in un locale confiscato alla mafia.

«Come cooperativa sociale ormai tutti sanno che il nostro obbiettivo è riempire le mani di chi si trova in stato di svantaggio. La mattina del 20 febbraio 2018, due agenti della Gdf di Busto Arsizio dopo aver identificato i due ragazzi, sono entrati nel locale chiedendo delucidazioni. Abbiamo spiegato loro la situazione e ci è stato redatto un verbale che attestava la mancata emissione dello scontrino per un importo di 2 €. Non vi erano segnalate contestazioni ne sanzioni. Oggi riceviamo un verbale che riporta una sanzione di 500€ per aver aiutato, anche se con un piccolo gesto, due persone in quel momento in difficoltà» – racconta ancora Boscacci ancora incredulo.

La cooperativa annuncia che farà ricorso «nella speranza che prevalga il buonsenso».

TRATTO DA VARESENEWS.IT

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Mostrati 7 commenti
  • andrea
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    il buonsenso nella pubblica amministrazione è tenuto bene alla larga

  • Anna Maria Castoldi
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    Chissà quale è stato il motivo per cui è scattata la rivoluzione francese. La storia proprio non insegna. Quando si tira troppo la corda questa poi si spezza. Una volta si subiva e basta, ora si protesta un po’, poi si usa la ghigliottina.

    • Gran Pollo
      Rispondi

      Occhio a mitizzare la rivoluzione francese.
      Per organizzare il ribaltone serve tanto fieno.
      E la povera gente tanto fieno non ce l’ha, quindi si adatta per sopravvivere e basta.
      Quindi dietro la revouzza c’erano i danari di qualcuno che mirava al potere.
      Risultato: cambio di regime.

  • Giuseppe
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    Cos’è che spinge una persona ad arruolarsi nella Guardia di Finanza?
    E’ solo la prospettiva del posto fisso, come insegna Checco Zalone.
    Cosa ci si può aspettare da costoro?

    • leonardofaccoeditore
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      Esatto

  • malgaponte
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    Sono troppo pessimista per pensare che gli itaglioti possano un giorno liberarsi di tutta l’arroganza del potere (con le buone o con le cattive) che ci opprime e che ci rende sudditi inermi. D’altronde sappiamo benissimo quanti sono i manipolati dai politici e dai mass media di regime e quanti vivono di privilegi immeritati.

  • Gran Pollo
    Rispondi

    Alcune riflessioni:

    1) positivo: benché gli italiani ancora subiscano passivamente il punire come “evasione fiscale” l’autoconsumo o la cessione a titolo gratuito di beni o servizi erogati dalla propria azienda, per lo meno hanno ancora il buon senso di considerarla un’assurdità, specie se i valori in questione sono molto modici (ancora abbiamo memoria di quel bambino multato dalla gdf per una caramella). Non è cosa da poco: in altri Paesi avrebbero emesso lo scontrino senza batter ciglio perché educati a ritenere la cosa giusta, NON per paura dei controlli.

    2) negativo: trent’anni che i gendarmi danno dimostrazioni che “lo stato c’è” sanzionando baristi che si mangiano la brioche senza battersi lo scontrino e ancora qualcuno ci casca? Ma allora proprio son de coccio!!

    3) Rispondo a Giuseppe con un link:
    https://bit.ly/2ppPQM9

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