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DI MARCO LIBERTA’

Il diritto di possedere e portare armi in South Africa non è riconosciuto dalla legge. In passato c’era molta libertà al riguardo, ma dal 2000 entrò in vigore il “Firearms Control Act 60” che introduceva molte restrizioni sul possesso di armi per limitarne la diffusione.

Attualmente ci vogliono dei permessi per detenere armi, che permettono di detenere solo alcune tipologie di armi.

Tuttavia, i pochi che possiedono tali permessi hanno la possibilità di portare una pistola per difesa (CCW – Concealed Carry Weapon).

Ora il governo di Cyril Ramaphosa intende confiscare e vietare tutte le armi in mano ai civili.

Ma facciamo un passo indietro.

Prima del 2000, anche durante l’Apartheid, non era facile vivere per i bianchi in South Africa.

Si, questo non lo dicono perchè tutti hanno sempre pensieri per le altre etnie, ma di fatto immaginate di essere una minoranza bianca in Africa.

Non supporto l’Apartheid… anzi… ma vorrei portare il punto di vista di quei bianchi che non erano minimamente razzisti.

Il mio prozio era un bravissimo fresatore di precisione, gli venne proposto di lavorare in South Africa, a Johannesburg, con uno stipendio mostruosamente alto.
Negli anni ’60 si trasferì con la famiglia.
Ogni tanto tornano e raccontano delle storie di vita e costumi del posto, ma anche storie incredibili a raccontarle.

Ci raccontano di essere costretti ad abitare in un ricco quartiere fortificato perchè nessun bianco è ben visto. Hanno guardie, cani, filo spinato e armi.

Ogni tanto capitavano delle vere e proprie incursioni, a volte di bande criminali africane, a volte dei dei veri assalti di ben precisi gruppi della sinistra estrema.

Una notte si ritrovarono nella proprietà una decina di questi criminali strafatti.
Riuscirono a cacciarli e difendere la famiglia grazie ad un AK-47.
Ci raccontarono decine di storie così, tutti portavano armi, comprese le donne, anzi… soprattutto le donne.

Tra gli stessi gruppi politici di estrema sinistra c’era l’Azanian People’s Liberation Army (APLA), un gruppo armato comunista il quale aveva la “bellissima” convinzione che l’Africa dovesse essere guidata dalle etnie di colore sotto la bandiera comunista.

L’APLA nel1993 fu artefice del massacro di “St James Anglican Church”, Kenilworth, Cape Town.

4 guerriglieri dell’APLA entrarono nella chiesa piena di persone con armi automatiche e granate.
In pochi secondi morirono 11 persone e furono feriti in 58.

I 4 dell’APLA stavano per chiudere la questione con due dispositivi incendiari al petrolio, quando un cittadino bianco di nome Charl van Wyk, usò il suo revolver in .38 contro gli assalitori che fuggirono via.

Nell’attuale governo del South Africa in cui il partito di maggioranza è l’ANC – National African Congress, di cui Ramaphosa è presidente, è presente l’EFF, ovvero “Economic Freedom Fighters”, con puri ideali di matrice Azaniana.

La componente Azaniana del governo sta spingendo per l’esproprio delle terre in mano ai bianchi senza alcuna compensazione.

Nel farlo sta sistematicamente aggredendo proprietari terrieri bianchi uccidendone in media uno ogni cinque giorni.

Visti i casi precedenti (ed attuali) numerosissimi in cui i bianchi sono riusciti a respingere gli attacchi grazie alle armi, l’EFF ha deciso di proporre una totale confisca delle armi in mano ai privati, oltre ad un ban totale… si, gli stessi che usavano granate e fucili automatici in una chiesa.

Non occorre essere Nostradamus per vedere in questa situazione gli antefatti di un Holodomor Sudafricano.

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Mostrati 14 commenti
  • Pedante
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    Ridotti a difendersi a colpi di paintball (40:30):

    • Dino Sgura
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      Interessante, ci sono anche i sottotitoli in italiano. Anche lì, la sinistra ci ha tritato le palle per anni con il mito di Nelson Mandela, uomo di pace e del dialogo e della “rainbow nation”, quando in realtà la storia dice tutt’altro su quel tizio ed il suo Anc, un partito a dir poco corrotto e comunista.

  • Fabio
    Rispondi

    e lampante è l’affermazione al minuto 43:55 riguardo il fatto che niente di illegale sarà fatto dal governo contro i bianchi per togliergli terre e lavoro… basterà che il governo faccia le leggi giuste e sarà tutto legale!

    Questo tanto per rispondere a quelli che ‘ci vuole una legge che..’ !

    ed altrettanto illuminante è che la risposta di civiltà e pace sta solo nella secessione, perché questo è l’enclave bianca Orania (minuto 56) .
    Stare con chi ci vuole e con chi vogliamo. e fanculo lo Stato centralista ed omnipianificatore.

    • Dino Sgura
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      Infatti da brividi, ho subito pensato alla “legge perversa” di Bastiat.
      Non lo so se la risposta di pace e civiltà possa starci in una guerra civile, di certo, e lo sappiamo bene, lo è nelle libertà economiche e nel diritto di difendersi. Mi chiedo, avendo preso atto che il gap di evoluzione e sviluppo sociale, economico e tecnologico della civiltà occidentale cristiana ed europea e tutte le altre presenti sul pianeta a parte forse l’asiatica è divenuto già nell’800 incolmabile e se per ipotesi la prima guerra mondiale non ci fosse mai stata e quindi anche la seconda, oggi daremmo ancora un significato negativo al colonialismo? In Eritrea vanno ancora sui treni e le ferrovie che installammo noi…. questo senza togliere nulla alle schifezze dell’apartheid e non ultimi i crimini di Badoglio e Graziani sugli Etiopi avvenuti negli anni 30.

      • Dino Sgura
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        *asiatica intendevo giapponese in primis.

    • Pedante
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      https://goo.gl/images/9TDB3u

      La demografia è destino. Il grafico aiuta a contestualizzare l’instaurazione dell’Apartheid, misura preventiva (morale o immorale che sia) contro uno squilibrio demografico sempre più forte.

  • Albert Nextein
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    I bianchi sono costretti ad andarsene.
    Non c’è futuro in sudafrica per loro.
    Quelle terre devono tornare ai negri locali che le metteranno a reddito secondo i loro desideri e programmi.
    Tutto deve tornare ai negri autoctoni, aziende, servizi, infrastrutture, tutto.
    Ed essi dovranno dare prova della bontà delle loro affermazioni quanto alla cura ed allo sviluppo delle loro proprietà ed aziende.
    Capisco che sia duro per i bianchi andarsene.
    Ma devono salvarsi la pelle e quel residuo di risparmio che hanno accumulato.
    In africa non è possibile la convivenza, tantomeno lo è l’integrazione razziale.
    Gli africani capiscono solo due cose, la violenza e il colonialismo.
    Da soli non ce la possono fare.
    Questo insegna la storia.
    Ed i cinesi lo sanno bene.
    I negri vogliono la bici?
    Ok, ma poi pedalino.

    • Pedante
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      I boeri arrivarono prima delle tribù che oggi compongono la maggior parte della popolazione nera.

  • Pedante
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    Johannesburg, ex città modello di Africa:

    • Dino Sgura
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      L’ho trovato con i sottotitoli in italiano.

  • Pedante
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    I neri non hanno niente da insegnarci sulla xenofobia.
    http://tumfweko.com/2012/11/27/zimbabwean-killed-like-mad-dog-in-sa-street/
    (Gli arrestati sono membri della South African National Civic Organization!)

  • Pedante
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    I bianchi dovrebbero rallegrarsi che non stiamo invocando il genocidio.

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