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DI MARCO LIBERTA’

“La speranza è una cosa buona, forse la migliore di tutte le cose, e le cose buone non muoiono mai”. (Andy Dufresne)

Andy Dufresne (Tim Robbins) è un vice direttore di banca del Maine nel 1947 il quale viene condannato a due ergastoli per l’uccisione della moglie e del suo amante campione di golf, benché egli proclami la sua innocenza. Viene imprigionato nel carcere di Shawshank, dove le guardie e il corrotto direttore Norton impongono la loro legge fatta di violenze gratuite e omicidi impuniti, di nascosto dallo Stato.

In carcere conoscerà Ellis Boyd ‘Red’ Redding (Morgan Freeman), un altro ergastolano che sarebbe in grado di procurare praticamente ogni oggetto gli venga richiesto, in seguito Dufresne gli chiederà un martelletto da roccia vista la sua passione per i minerali e la geologia.

Il direttore del carcere, Samuel Norton, viene a conoscenza delle abilità di Andy in campo finanziario e gli commissiona di occuparsi del disbrigo di pratiche contabili, al posto dei lavori forzati. In virtù di questo incarico, gli viene concessa “protezione” dagli altri detenuti e dalle stesse guardie.

Ma nel suo lavoro di collaborazione fornita al dispotico e corrotto direttore Norton, Andy è costretto ad aiutarlo ad accumulare denaro in modo illecito creando per lo scopo una persona inesistente di nome Randall Stephens.

Grazie a questo avrà anche il privilegio di svolgere un lavoro meno pesante e più coinvolgente del precedente: viene infatti spostato dalla lavanderia dei detenuti alla biblioteca del carcere. La biblioteca, piuttosto modesta, è curata ormai da un cinquantennio dall’anziano Brooks Hatlen. Andy, nominato suo aiutante, prende a cuore il suo nuovo incarico e progetta di ampliare la biblioteca. Quindi, col consenso del direttore, Andy scrive ogni settimana una lettera al Senato chiedendo la concessione di fondi per lo scopo.

Successivamente il comitato per la libertà condizionata concede la libertà al vecchio Brooks, il quale, pur non commettendo omicidi, ha però trascorso quasi l’intera vita in carcere a occuparsi della biblioteca, e non ha pertanto alcun desiderio di uscire dalla prigione, considerandola ormai come casa sua. Red considera Brooks un individuo ormai “istituzionalizzato”. Essendo rimasto in carcere per troppo tempo, teme il mondo di fuori e lo rifiuta. Nel maldestro intento di restare all’interno del carcere, Brooks aggredisce il detenuto Heywood, minacciandolo con un coltello alla gola, ma viene fermato da Andy. L’episodio resta circoscritto e senza conseguenze per nessuno, e così Brooks lascia il carcere.

Come atteso, la vita fuori per Brooks è molto difficile: è solo e non riesce ad integrarsi; perciò, disperato, si impicca nell’alloggio procuratogli dal comitato per la libertà condizionata. Con la sua morte, Andy diventa responsabile della biblioteca di Shawshank e, pertanto, potrà assistere direttamente all’istruzione dei detenuti negli anni.

Una mattina, durante l’appello dei detenuti, avviene un fatto straordinario: il direttore e le guardie non trovano Andy nella sua cella e scoprono che è scappato attraverso una galleria scavata nel muro. Infatti Andy, durante i suoi 20 anni di carcere, aveva scavato pazientemente nel muro col martelletto da roccia procuratogli da Red anni addietro e aveva coperto il grosso buco nel muro con il poster di varie attrici, mentre nascondeva il martelletto nella sua Bibbia lasciata lì; Andy aveva capito che era rimasto abbastanza nel carcere, così durante la notte è entrato nel buco e, attraverso le fogne, è uscito dal comprensorio, spalancando le ali della libertà. Dopo l’evasione, il furbo Andy assume la falsa identità di Randall Stephens, si presenta, ben vestito e con tanto di scarpe lucide, alla banca dove Randall Stephens aveva accumulato il suo gruzzolo per poterlo ritirare completamente, invia al giornale Daily Bugle i documenti che certificano il traffico di denaro illecito e le prove d’omicidio che smascherano e fanno arrestare il corrotto direttore Norton, intasca i suoi dollari e si trasferisce latitante in Messico, nella città di Zihuatanejo, aprendo un hotel. La polizia federale del Maine giunge a Shawshank per arrestare Norton, ma il direttore, scoprendo l’inganno di Andy tramite lo scambio delle sue scarpe lucide con quelle dell’ex detenuto, si uccide sparandosi alla gola.

Le ali della Libertà è un film Libertario perchè rappresenta l’allegoria del vivere all’interno di uno stato.

Infatti Dufresne è l’individuo Libertario che si ritrova intrappolato all’interno del sistema senza aver mai firmato volontariamente un contratto.

Red rappresenta invece il “contrabbandiere” ovvero chi, all’interno del sistema, riesce a sopravvivere tramite l’elusione delle regole del sistema stesso.

Brooks rappresenta l’insegnante, ovvero chi si occupa della cultura.

Non a caso Brooks è anziano, “istituzionalizzato” e una volta uscito dal carcere non riesce ad integrarsi con la vita da uomo libero, e si uccide.

In questa visione Dufresne rappresenta la nuova cultura Libertaria che sveglia altri individui, infatti diventa il responsabile della biblioteca dopo Brooks, biblioteca che curerà fino a diventare la migliore di quelle penitenziarie.

Poi un giorno, grazie agli strumenti procurati da Red (contrabbando, mercato nero, ecc…), e alla sua cultura scappa strisciando nella melma ed evade dallo stato.

In 20 anni non perde mai la speranza e riesce, con un martellamento costante, ad aprire un varco nelle spesse mura della prigione.

La fuga è difficile e l’inizio della Libertà coincide con lo strisciare nella merda, ma in poco tempo realizza il suo sogno di vivere lungo una spiaggia in Messico aprendo un suo hotel e riesce a farlo distruggendo il sistema stesso che terminerà col suicidio del direttore Norton.

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