In Libertarismo, Varie

DI GIOVANNI POTENZA

In passato, di Leonardo Facco, avevo letto per lo più trattati, socio economici, come Elogio del Contante ed Elogio dell’Evasore Fiscale. Ora, per la prima volta, si è “cimentato” nello scrivere un romanzo e io nella prima volta nel leggerlo.

Con piacevole sorpresa, nei giorni precedenti la presentazione, ho scoperto l’influenza che avevano avuto, nel redigere la storia, gli scritti di Sir Arthur Conan Doyle e del suo personaggio Sherlock Holmes. Dico piacevole, in quanto anche io, nel mio passato, soprattutto a cavallo tra adolescenza ed età universitaria, ero appassionato dello scrittore e del suo personaggio. Molto appassionato.

Ricollegare il suo modus operandi a tanti valori libertari, come ha fatto l’autore de “Il Conte di Montecrypto”, è stata un’interessante lettura. Parlando del romanzo, invece, la prima considerazione che mi verrebbe da fare è la seguente: chi è libertario, leggendolo avrà avuto delle conferme; chi non lo è, o ha una concezione diversa di libertà, magari sarà invogliato ad esplorarla con altre letture. Mi hanno sempre affascinato le storie di questi personaggi solitari, come lo è Gildo Bacci, con le loro smanie (vedi la colazione abbondante la mattina e quella di essere una buona forchetta), con i loro passati forse anonimi, le storie passionali, itineranti e curiosi. Ironia ed erotismo sono centellinati a dovere e l’avere il costante desiderio di capire che fine avesse fatto la coprotagonista portava avanti piacevolmente la lettura. Il contorno di libertà che caratterizza il libro di Facco, Bitcoin, anarchia digitale, il nazi-socialismo venezualano e quant’altro hanno fatto tutto il resto.

Personalmente, leggere la storia dei genitori dell’autore, l’unica parte vera incastonata dentro ad una storia inventata, ha fatto rivivere in me quei valori che sono stati propri anche della mia famiglia. Non nello specifico in quanto emigrati, ma nella laboriosità e nel rischiare con la libera intrapresa. Credere in qualcosa, investire il proprio capitale fatto di risorse economiche, intellettive e fisiche al fine di raggiungere l’obiettivo desiderato.

Un romanzo ben scritto insomma, piacevole e scorrevole. Lo rileggerò a breve, ne ho scaricato una copia sul mio Kindle e ne sfrutto la comodità. Alla faccia degli integralisti. La copia cartacea, per tanti motivi, è sempre un piacere averla, nella propria libreria, ma avere la possibilità di portarti dietro tutta la tua bibliografia preferita e leggerla comodamente come vuoi, fa la differenza.

In conclusione: seguo Leonardo Facco da diverso tempo, credo 4-5 anni, grazie e soprattutto alla potenza dei Social. Finalmente, domenica 28 ottobre scorso, giorno della presentazione del suo primo romanzo, ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, in carne ed ossa, e con lui tanti altri libertari che condividono con me questi valori.

Il Conte di Montecrypto? Un libro consigliatissimo!

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