In Esteri

DI MARCO LIBERTA’

La California ha una legislazione riguardo il possesso ed il porto d’armi tra le più restrittive degli USA, addirittura più restrittiva rispetto molte leggi europee ed italiane.

Esiste una dicitura per le armi che è permesso vendere ed acquistare in California, dette “California Legal Guns”. Queste armi hanno limitazioni nel numero di colpi all’interno del caricatore, ostacoli allo sgancio rapido dello stesso (in alcuni casi non è fisicamente possibile cambiare caricatore senza smontare l’arma), blocchi alla chiusura del calcio, ecc…

In California quindi non si possono acquistare la stragrande maggioranza delle armi presenti nel mercato USA, tranne quelle violentate tramite questi sistemi inutili.

Tutte le armi corte (pistole) devono avere caricatori limitati nel numero di colpi, a 10 colpi.
Precisando che altrove si possono avere caricatori di 15, 16 e 18 colpi o addirittura 30.

In California è piuttosto difficile ottenere un porto d’armi per difesa “CCW” e impossibile portare armi in “open carry”.

Tutta questa premura e fatica nel limitare le armi, la loro efficacia e la difesa personale quando in USA il tutto è garantito costituzionalmente… e non serve a nulla.

Ieri sera un ex-marine di nome Ian David Long, 28 anni, ha impugnato una Glock 21 in .45 Acp, illegale avente un “extended magazine” (caricatore maggiorato), è entrato in un bar a Thousand Oaks vicino a Los Angeles, ed ha ucciso 13 persone che lo stato della California aveva preferito rendere disarmate.

Ha continuato a sparare con la pistola e a lanciare granate fumogene fin quando non si è suicidato.

Long era un veterano affetto da PTSD (disturbo da stress post-traumatico).

Un ragazzo sopravvissuto alla strage, Alex Chatoff di 20 anni, ha dichiarato:

“Credo che il locale fosse una “gun-free zone” e che ci fosse una security, comunque nessuno di loro era armato. Uno dei primi a cadere quando è iniziata la strage è stato proprio un membro della security. Se ci fosse stata anche solo una persona armata, sarebbe potuto finire tutto in un attimo.

Questo è il motivo per cui le “gun-free zones” sono un pericolo per tutti noi, e se ci fosse stato qualcuno armato molte di quelle persone sarebbero ancora vive.” (VEDI QUI)

Long era un veterano, reso mentalmente instabile e violento a causa delle guerre portate avanti dallo stato, il quale ha anche proibito ai suoi cittadini di possedere e portare armi, causandone la morte.

Non esiste un problema di armi, esiste un problema di stato.

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Mostrati 7 commenti
  • Gran Pollo
    Rispondi

    “Se ci fosse stata anche solo una persona armata, sarebbe potuto finire tutto in un attimo”.
    Si, certo.
    Un marine addestrato contro un ventenne che ha bisogno della pistola in tasca per sentirsi sicuro (o semplicemente figo?).
    Ah e oltre alla pistola in tasca ti porti anche il visore a infrarossi sulla fronte, pronto a essere indossato nel caso qualcuno entri e sganci una granata fumogena nel locale? già perché tu puoi anche essere armato, ma se non vedi a cosa spari puoi colpire degli innocenti. All’attentatore non importava nulla di sparare nel mucchio così, alla cieca, ma per chi si difende ovviamente questo non vale.
    E come la mettiamo con le armi automatiche? prima che qualcuno possa azzardare una reazione, l’attentatore avrebbe già fatto una strage. Poi verrebbe ucciso lo stesso, dopo aver ammazzato 39 persone anziché 40.

  • Fabio
    Rispondi

    è da sciocchi o ignoranti una risposta del genere. Ignorante perché è evidente che non ti sei mai trovato in un contesto di spari ed ignori che ti sarebbe bastato seguire la fiammata dello sparo, assolutamente evidente anche nel fumo, per rispondere al fuoco e fermare l’attentatore.

    Ed è da sciocchi pensare che con leggi meno restrittive sul porto d’armi, ci sarebbe stata solamente una persona ad affrontare l’assassino: secondo l’esperienza sulle circa 200 persone presenti ce ne sarebbero state non meno di 15 armate ed addestrate. L’assassino sarebbe stato fermato quasi subito.

    Un’opinione la mia? si, ma suffragata da esperienza americana in texas dove DUE attentatori anni fa hanno cercato di fare una cosa simile: come hanno tirato fuori le armi sono cominciati i spari, risultato due morti…. loro DUE!! e basta. il resto sono stupide chiacchiere di avanzi di centro sociale di merda.

  • Arch Stanton
    Rispondi

    Aboliamo le automobili per eliminare gli incidenti stradali ?
    Il record di omicidi in USA c’è nei luoghi con un forte controllo delle armi, come a Chicago. In New Hampshire c’è la legislazione più permissiva e meno omicidi in assoluto. In Svizzera sono tutti armati e non si vedono stragi.
    Le droghe sono illegali eppure uccidono lo stesso milioni di persone. Il proibizionismo porta solo a nuovi Al Capone.
    Le automobili uccidono molto più delle armi ma nessuno propone di abolirle. Ancora più morti fa l’alcool e di più la droga, che naturalmente uccide anche se è illegale.
    Un popolo ben armato non può mai essere sottomesso da un dittatore.
    Non si può fare una legge per disarmare le vittime.

  • Pedante
    Rispondi

    Questo presunta strage di Thousand Oaks è una fake news. Le cosiddette prove lasciano molto a desiderare.

  • Fabio
    Rispondi

    anche fosse ciò non toglie che la guerra alla armi è sbagliata. non riesco a trovare né sopratutto immaginare fake news che avvalorino tesi opposte.

    ancora un post di Marco Libertà sull’argomento:
    “Nel pomeriggio del 24 Ottobre 2018, un 51enne bianco è entrato nel supermercato Kroger di Jeffersontown, Kentucky e ha aperto il fuoco sugli sconosciuti presenti mosso da odio razziale. L’uomo aveva precedenti per violenza domestica verso i genitori e verso la moglie, nonché un passato di problemi mentali. Questo gli avrebbe precluso la possibilità di possedere armi secondo le leggi locali, che però, come ben sappiamo, fermano solamente chi le rispetta.
    Ha ucciso un uomo di colore, di nome Maurice Stallard (69 anni), all’interno del supermercato.
    Dopodiché si è recato all’esterno. Nel parcheggio del supermercato si trovavano diverse persone, fra cui Dominiic Rozier, sua moglie Kiera e una 67enne di colore di nome VIcki Lee Jones. L’uomo ha ghignato e ha sparato all’anziana donna, uccidendola sul colpo, per poi rivolgere la sua attenzione verso la moglie di Dominiic, che ha estratto l’arma e ha ingaggiato uno scontro a fuoco mettendo in fuga l’assalitore. Il 51enne in fuga è stato arrestato poco dopo dalla polizia ed è già comparso davanti ad un giudice, dovendo rispondere di due accuse di omicidio, una di tentato omicidio, oltre ad altri reati minori.
    Le leggi del Kentucky permettono il porto difensivo ai cittadini che possiedono i requisiti morali e tecnici per esercitare tale diritto. Il contrario accade in California, dove pochi giorni fa si è consumata una terribile strage, perpetrata ai danni di vittime totalmente indifese (nel locale erano presenti ben 6 poliziotti fuori servizio, oltre a diversi legali detentori di armi, ma nessuno di loro poteva avere la propria arma con sé a causa della legge vigente).”
    (Da Firearms United Italia
    https://www.facebook.com/Firearmsuniteditalia/posts/2287371408160669 )
    Strano come i media dimentichino sempre di riportare questi fatti, ma abbiano continuamente pronti titoli apocalittici sui morti per le armi in USA.
    C’è persino chi ha usato per propaganda anti-armi il dolore di una madre che ha perso il figlio nella recente strage in California dove, ricordo, non si possono portare armi e c’è una legislazione molto restrittiva.
    Le statistiche sulle armi in mano ai cittadini dovrebbero prendere in considerazione le vite salvate, e non solo quelle tolte.
    “Le armi prevengono solo negli USA 2,5 milioni di crimini
    all’anno, o se preferite 6849 crimini per giorno. In moltissimi di quei
    casi l’arma viene solo mostrata per intimidire senza sparare un colpo e
    spargere una goccia di sangue (nemmeno del criminale).”
    (Targeting Guns, Dr. Gary Kleck, Criminologist, FloridaStateUniversity, Aldine, 1997)
    Sono gli anti-armi che hanno le mani sporche di sangue, non i sostenitori del II Emendamento.
    #IIAmendment
    #GunsSaveLives
    #LibertyOrDeath

    • Pedante
      Rispondi

      D’accordo sul 2º Emendamento. Presunte stragi come questa e quella di Orlando per esempio servono principalmente come pretesto per indebolire questo diritto fondamentale.

      Uno sviluppo incoraggiante è quello dell’attivismo a favore della liberalizzazione delle norme sul porto di coltelli.
      https://kniferights.org/about/mission/

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Coi buoni, più buoni.
    Coi cattivi, più cattivi.
    Sono tempi difficili.
    Ormai è necessario girare armati ed esercitarsi al poligono di tiro.
    E le cose possono solo peggiorare.
    I giovani devono imparare a sparare e a praticare arti di autodifesa.
    Specie le ragazze.

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