In Anti & Politica

L’ Intellectual Dark Web, termine utilizzato per la prima volta da Eric Weinstein, è un gruppo eterogeneo di intellettuali salito alla ribalta della cronaca grazie al web.

Tra questi spiccano i nomi di Jordan Peterson, Sam Harris, Stefan Molyneux, Ben Shapiro, Eric Weinstein, Bret Weinstean, Dave Rubin, Douglas Murray, Christina Hoff Sommers, e altri.
Ma andiamo per gradi. Per capire l’Intellectual Dark Web bisogna, innanzitutto, capire il contesto culturale da cui è nato.

Il passato dell’informazione

Per anni l’informazione è stata sotto il controllo assoluto di TV, radio e giornali.
Il mercato dell’informazione era quindi molto limitato e ferocemente presidiato dalla politica.

In questo ambiente hanno prosperato quelli che oggi si possono considerare i dinosauri dell’informazione: i “Mainstream Media”.
Nel mondo anglosassone i principali rappresentanti televisivi sono CNN, ABC, MSNBC, CBS, NBS, FOX, BBC.
Per la carta stampata spiccano The New York Times, The Washington Post e The Time.

Per ragioni che non sto ad approfondire in questo articolo, col passare del tempo i Mainstream Media si sono schierati politicamente sempre più a sinistra (a parte qualche eccezione).
Così come il mondo accademico e dello spettacolo anche quello dell’informazione fu contagiato da un virus che si rivelerà poi la causa scatenante della nascita dell’Intellectual Dark Web.

Il virus del politicamente corretto

Un po’ come Voldemort nel mondo di Harry Potter, certe cose non devono essere nominate.

In questo ambiente dove il dibattito viene puntualmente soppresso attraverso minacce esplicite ed implicite, si è andata piano piano ad accrescere la frustrazione del pubblico.
Si è andata a creare una certa insofferenza verso la superficialità, irrazionalità, emotività e faziosità con cui venivano e vengono tutt’oggi affrontati certi argomenti.

Era inevitabile che, a un certo punto, gli attori razionali del panorama intellettuale si scontrassero con le loro istituzioni.

Bret Weinstein professore di biologia all’Evergreen State College, si oppose al “Day of Absence”, il “Giorno dell’Assenza”, un giorno in cui tutti gli studenti di pelle bianca dovevano lasciare il campus universitario.
Jordan Peterson si rifiutò di utilizzare pronomi personali alternativi dopo che il governo Canadese lo impose emandando il “Bill C-16”.
Sam Harris fu attaccato per aver criticato il mondo islamico, Douglas Murray per aver criticato le politiche migratorie, Christina Hoff Sommers per aver criticato il femminismo, ecc…

Tutti questi intellettuali hanno trovato valvola di sfogo in un nuovo format mediatico.
In Italia non è ancora diffuso ma, a differenza dei format standard della tv, permette di approfondire liberamente le tematiche per ore e ore.
La sua caratteristica fondamentale è il non essere controllato dai guardiani dell’informazione, in quanto ospitato sul world wide web.

L’ascesa dell’alternativa

Attraverso podcast personali e canali youtube, gli intellettuali “esiliati” possono esprimere le loro opinioni in modo esauriente, senza limiti di tempo o limiti editoriali.

Discutono di tutto, psicologia, economia, biologia, religione, filosofia, politica e lo fanno come nessun altro.
Nonostante la differenza di opinioni, riescono a dibattere in modo civile e costruttivo. Spesso diventano addirittura amici.

Il pubblico, da anni privato di conversazioni complesse e provocanti, era assetato di onestà, chiarezza e profondità.
Gli intellettuali eccelsi snobbati dai Mainstream Media finalmente soddisfano questa domanda e diventano virali.

Per fare 4 esempi tra tanti, il podcast “The Joe Rogan Experience” ha 4.100.000 di iscritti, quello di Stefan Molyneux 880.000 iscritti, “The Rubin Report” ha 892.000 iscritti, Sargon of Akkad ha 861.000 iscritti.

I protagonisti dell’Intellectual Dark Web oggi riempiono i teatri, vengono accolti come rockstar e su internet hanno accumulato più seguito dei Mainstream Media nonostante le enormi differenze di budget.

La reazione dei Mainstream Media

I Mainstream Media rispondono a questa nuova minaccia con lo stile che li ha contraddistinti negli ultimi anni. Iniziano ad etichettare l’Intellectual Dark Web e a definirlo la base intellettuale dell’”Alt-right”, dei suprematisti bianchi come Richard Spencer e dell’estrema destra che supporta Trump.

Un esempio lampante è l’intervista di Cathy Newman a Jordan Peterson. La presentatrice inglese cerca disperatamente di mettere in cattiva luce il suo ospite, distorcendo e reinterpretando le sue risposte con l’ormai celebre “So you’re saying…”.

Il paradosso è che molti dei protagonisti dell’Intellectual Dark Web sono di sinistra o libertari e pure contro Trump.
Eric Weinstein, economista e matematico è di centro-sinistra, Sam Harris neuroscienziato e filosofo è di centro-sinistra, Jordan Peterson psicologo e professore si può definire un conservatore moderato, Bret Weinstein biologo e teorico evoluzionista è di centro-sinistra, Stefan Molyneux filosofo libertario anarco-capitalista, Ben Shapiro ex avvocato conservatore ma contro Trump, Joe Rogan comico e sportivo probabilmente libertario, Paul Joseph Watson giornalista libertario, Dave Rubin giornalista liberale classico ex progressista, Prager scrittore conservatore, Steven Crowder comico conservatore, ecc…

E’ proprio questa eterogeneità che rende l’Intellectual Dark Web così stimolante e dinamico.
Questa diversità accomunata dalla razionalità si sta purtroppo perdendo nel mondo occidentale e la scarsità è ciò che ha reso questa realtà un successo.

L’Intellectual Dark Web Italiano

La domanda sorge spontanea. Dov’è l’Intellectual Dark Web italiano?

Le novità anglosassoni arrivano in Italia sempre 5-10 anni in ritardo, il podcast non è un format particolarmente diffuso e la popolazione è anziana e poco avvezza al digitale.
In più, il mondo intellettuale italiano mi sembra francamente desolante.

E’ vero che la libertà di internet ha dato voce ai “terrapiattisti” e a Diego Fusaro ma l’Intellectual Dark Web è l’altro lato della medaglia.
Un lato della medaglia che oltre ad essere estremamente virtuoso è anche immensamente più influente.
Speriamo presto di vederne una versione strettamente italiana.

Giacomo Zamagni

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Mostrati 6 commenti
  • Fiorenzo
    Rispondi

    Un articolo contradittorio dove i pensatori esprimono liberamente le loro idee, l autore del testo osanna l intellectual dark, mettendo dei paletti ad altri pensatori che lui considera ignoranti, un po presuntuoso. Trovo interessante il movimento intellectual dark.

  • Dino Sgura
    Rispondi

    Stefan Molyneux ormai da tempo non si dichiara più libertario, ha fatto propaganda attiva pro Trump e francamente mi ha molto deluso…. inoltre fa una questione dirimente in merito all’IQ, che per carità avrà pure la sua influenza sull’origine di determinati problemi collettivi, come ad es. l’impossibilità dell’integrazione di intere popolazioni sub sahariane e del maghreb in europa, ma da tempo calca un po’ troppo la mano su quell’aspetto. Jordan Peterson è brillante obiettivamente, starei ore ad ascoltarlo se la notte non sopraggiungesse il sonno.

    • giacomo
      Rispondi

      Stefan, ha sempre criticato il mondo libertario ma tutt’oggi si dichiara anarco-capitalista, a meno che non mi sia perso qualcosa ma mi sembra strano perchè lo sento spesso. Ha supportato Trump quando c’era da supportarlo. Molte altre volte lo ha criticato.

      Per quanto riguarda la questione IQ è vero, la spinge un sacco ma c’è anche da dire che nessuno ha le palle di parlarne neanche nell’IDW, lui è l’unico.

      Jordan Peterson mi piace molto per quanto riguarda la psicologia ma sul lato filosofico/religioso perde un po’. Sembra un fenomeno ma in realtà distorce concetti e attribuisce significati personali alle parole per far funzionare i suoi discorsi. Comunque un mito, indubbiamente.

  • Pedante
    Rispondi

    Che il NYT ne scriva con equanimità non è un buon segno. Mi sembra piuttosto una reazione del Sistema contro la crescita della destra alternativa e identitaria.

  • Pedante
    Rispondi

    Shapiro, il classico guardiano del discorso:

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