In Anti & Politica

DI MAURO GARGAGLIONE

Ci sono molte persone che hanno capito dove stanno i problemi economici, culturali, sociologici. politici etc etc. Il fatto è che la democrazia si sta rivelando incapace di far sì che essi possano incidere in qualche modo.

Non sto dicendo che la sospensione della democrazia possa risolvere i problemi, perchè non è facendo in modo che il potere dello Stato, che è immenso, si concentri in poche mani, o in due sole, che si può trovare una via di uscita, pensiamo a quando questo potere si è concentrato nelle mani Stalin, Hitler, Pol Pot o Mao che momenti bui ha vissuto l’umanità.

Però è un dato di fatto che le masse attraverso il processo democratico non hanno più la capacità intellettuale e culturale di opporsi al potere dello stato, tanto meno selezionare una classe dirigente di livello. La democrazia di massa semplicemente non è congegnata per poter resistere a lungo alle vittorie del capitalismo. Mi spiego.

Il capitalismo di mercato è un processo troppo valido e potente, tanto che ci ha tirato fuori dai secoli bui, ma ha una caratteristica, è meritocratico. Devi partecipare alla produzione di ricchezza per poterne beneficiare in misura proporzionale. La cosa funziona per un po’ ma a un certo punto la quantità di ricchezza prodotta è così elevata che viene percepita come una costante, non più una variabile.

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Si mangia tre o quattro volte al giorno perchè è così che va il mondo, si può prendere un aereo low cost e farsi una settimana alle Maldive perchè è così che funziona. Le nuove generazioni occidentali pretendono semplicemente questo che per loro è la normalità. Non arrivano a capire che la ricchezza deve prima essere prodotta e distribuita tra coloro che hanno contribuito a crearla. La ricchezza per essi esiste come l’azoto, l’idrogeno e l’ossigeno, come i fiumi e il mare.

A questo punto sono maturi i tempi per i politici che hanno bisogno di voti per issarsi in plancia di comando, perchè è così che funziona la democrazia. E non c’è come assecondare le masse che pretendono semplicemente di avere i soldi per una vacanza alle Madive o uno stipendio intoccabile a fine mese o un reddito di cittadinanza.

Temo che occorra aspettare che le opinioni pubbliche si sveglino dal sogno d’oro in cui si è ricchi perchè c’è uno Stato che trasferisce quattrini da chi lavora a chi non lavora, finchè i creatori di ricchezza si siederanno sulla riva e la normalità tornerà ad essere quella di sempre, se non produci nulla che il tuo prossimo considera utile non avrai nulla. Si chiama “La Rivolta di Atlante” e non la fanno i gilet gialli per le strade.

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Mostrati 13 commenti
  • Jacky London
    Rispondi

    Il capitalismo di mercato sarebbe meritocratico?
    Dove, di grazia? Ma soprattutto quando? E poi… in che modo?
    E’ probabile che chi ha scritto l’articolo viva in una realtà parallela. Se non altro, una realtà di sogno.
    Beati i sognatori! Il futuro è loro, non c’è dubbio!!!

    • giacomo
      Rispondi

      Puoi fare un esempio in cui il capitalismo di mercato non è meritocratico?

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Forse lei pensa che capitalismo relazionale o crony capitalism, sia la stessa cosa che capitalismo di mercato. Le assicuro che non è così.

  • Marco
    Rispondi

    Ma i gilet gialli si stanno ribellando proprio al capitalismo relazionale. Cosa crede l’autore dell’articolo? Che Macron e i suoi ricchi sostenitori siano tali per merito? I libertari come l’autore dell’articolo pensano che chi è ricco lo sia necessariamente per merito, ma non è cosi. E con questo pretesto criticano chiunque cerchi di ribellarsi al sistema. Ecco che i libertari diventano reazionari. Attenzione….

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Già, parole come le sue mi ricordano i sessantottini, le di cui rivolte le paghiamo oggi, con la perdita di ogni libertà individuale e la messa in discussione del diritto di proprietà. Brutto vivere dentro la bolla culturale statalista come lei, brutto davvero.

      • Marco Lombardi
        Rispondi

        No, quanto ho detto c’entra davvero poco col 68. In questo momento la perdita della libertà individuale è causata – fra le altre cose – dalle troppe tasse, che è proprio quello contro cui protestano i gilet gialli. Ecco perchè non riesco a capire dove va a parare questo articolo.
        Abbiate pazienza, ma questo articolo è scritto male, è poco argomentato, si basa su una visione distorta e di libertario ha ben poco.
        La realtà, oggi, è che c’è un blocco di governi e strutture di potere che vessano i cittadini con tasse e regolamentazioni draconiane. questi governi agiscono di intesa con le multinazionali (quelle con le quali anche voi ce l’avete, a giudicare da un video sulla vostra home page).
        In America, per anni i governi democratici si sono trastullati aumentando le tasse alla gente, riducendone i redditi e premiando wall street e le grandi multinazionali. Dimenticando e sottopagando chi per anni ha lavorato e tirato la carretta, queli della “rust belt” che hanno votato per Trump.
        In Francia invece sono nati i gilet gialli.
        Oggi come oggi la lotta non è più destra-sinistra nel senso classico, e il 68, mi permetta, non c’entra nulla.
        Oggi lo scontro è fra chi lavora e si suda il pasto e chi guadagna cifre astronomiche, senza magari avere grandi meriti se non appoggi, intrallazzi, buone entrature nella società che conta. Gente “arrivata” che ha tutti gli interessi al mantenimento dello status quo e che non viene investita più che tanto dalla tassazione selvaggia e dall’iper-regolamentazione.
        Questo è lo scontro e a voi libertari, a cui io voglio tanto bene, devono prendere una posizione. Se continuate a dire che non va bene niente, non riuscirete mai ad avere un peso tale da riuscire a cambiare le cose, ad aumentare la libertà dei cittadini e a dare loro la possibilità di perseguire la loro felicità.

        • leonardofaccoeditore
          Rispondi

          Lo scontro è sempre e solo uno: da una parte i produttori di ricchezza, dall’altra i consumatori di ricchezza, ovvero parassiti, assistiti, sussidiati, fancazzisti, ecc. ecc.

      • Marco Lombardi
        Rispondi

        No, il 68 non c’entra nulla. La sinistra invece c’entra eccome, perchè guarda caso Macron è un idolo proprio della sinistra e quelli che hanno indossato il gilet giallo sono persone stanche di lavorare per pochi spiccioli, perchè stritolati dalle tasse. E mi sorprende molto, quindi, che voi libertari “scarichiate” così un movimento di protesta che si scontra proprio con quello che non dovrebbe piacere a voi. I gilet gialli ce l’hanno con lo stato che li ammazza di tasse e nel frattempo fa ponti d’oro alle multinazionali e tutti insieme spremono i cittadini.
        In America l’hanno capito e hanno votato Trump, in Francia (ma adesso anche in Belgio) sono nati i gilet gialli.
        Lo scontro oggi non è destra contro sinistra ma fra Stati alleati ai grandi capitali e alle lobbies e cittadini oberati di tasse che non possono godere i frutti del loro lavoro.
        Voi libertari dovreste prendere posizione in questo, se no, se continuate a dire che non va bene niente, rimarrete ai margini senza contare nulla. Ed è un peccato, perchè mi siete anche simpatici.

        • giorgio
          Rispondi

          macron idolo della sinistra? ma leggete ogni tanto le cazzate che scrivete?

  • Angelo Fara
    Rispondi

    Incredibile che nel 21.mo secolo, sulla soglia di un cambiamento epocale che sempre più menti illuminate credono possibile e che potrebbe far fare il salto definitivo verso un mondo equo e felice, ci sia ancora gente come voi che propugna ancora la legge del più forte. Gli anarchici vi schifano.
    “La libertà senza socialismo è privilegio e ingiustizia. Il socialismo senza libertà è schiavitù e barbarie” [Bakunin]

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Incredibile, direi, che esistano persone come lei che sono SCHIAVI, ma pensano di essere uomini liberi. Incredibile e patetico, ma normale, visto che per sapere bisogna conoscere e non credo che lei abbia letture originali alle sue spalle. Che fa di lavoro?

      • Angelo Fara
        Rispondi

        Cos’è, il lavoro che faccio mi qualifica come essere umano?
        Faccio un lavoro che non amo, per necessità. Così funziona il capitalismo.

  • Ciccio Addamurì
    Rispondi

    Fa il troll di professione con mille nick diversi, ma leonadofaccoeditore continua a rispondergli da anni e anni, il che fa presumere che lo sappia benissimo e sia in combutta con lui o che sia uno sprovveduto all’ennesima potenza. Tertium non datur.

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