In Anti & Politica, Economia

DI GIOVANNI BIRINDELLI

“Per la valorizzazione degli immobili pubblici da dismettere sarà possibile cambiarne la destinazione d’uso e procedere con interventi edilizi”

L’aspetto positivo è che, quasi senza volerlo, viene riconosciuto che, per valorizzare una proprietà, è necessario poterne fare l’uso che si preferisce (che è un corollario della teoria soggettiva del valore).

L’aspetto negativo, tuttavia, è che mentre lo stato concede a sé stesso questa possibilità nell’istante in cui ne ha bisogno (e in relazione a immobili che ha ottenuto e mantenuto in modo illegittimo, cioè con denaro estorto), ai privati esso continua a impedire di usare liberamente la loro proprietà legittimamente acquisita (p. es. quella immobiliare) nel modo che essi preferiscono; più in generale, di usare il loro capitale, la loro conoscenza e le loro capacità per i loro legittimi fini individuali.

“Positivismo giuridico” è un termine tecnico per una particolare filosofia del diritto che, nel suo insieme, non può essere sintetizzata meglio che nella frase: “perché io sono io, e voi non siete un cazzo” (dove “io” sta per “stato”).

La particolarità di questa filosofia del diritto è che, da un lato, essa è inconsapevolmente condivisa dai “voi che non siete un cazzo” in questione.

Dall’altro lato, è grazie a essa che questi ultimi, specie in una democrazia, possono sgomitare politicamente per cercare di vivere alle spalle dei loro colleghi.

In altri termini, grazie al positivismo giuridico lo stato (specie quello democratico) riesce a mettere i suoi sudditi l’uno contro l’altro e a evitare che questi individuino la macchina coercitiva statale come il problema.

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Commenti
  • Alfonso Rossi
    Rispondi

    Sulle proprietà immobiliari lo stato (nelle sue varie articolazioni) commette ogni sorta di scempio. Oscuri funzionari delle agenzie del territorio, dei comuni, delle polizie municipali, e chi più ne ha più ne metta, possono decidere di colpire (spesso con il criterio della decimazione: uno ogni dieci, sostanzialmente a caso, per evitare di suscitare allarmi diffusi e quindi resistenze efficaci) i proprietari di immobili intimando, sotto la minaccia del penale, il pagamento di somme folli. Tutto ciò suffragati solo da leggiucole locali, determine dirigenziali, circolari interpretative che si prestano alle più variegate letture, e senza il vaglio di alcun altro se non un fantomatico “responsabile del procedimento”.
    PS: grande Birindelli!

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