In Anti & Politica

DI MAURO GARGAGLIONE

Gli uomini vivono in comunità perchè è così che fanno da sempre, allora si danno delle regole per appianare le divergenze senza sbudellarsi, per proteggersi dalle aggressioni dei cattivi, per prendere decisioni su argomenti di pubblico interesse.

Senonchè, affinchè non rimanga tutto a livello di chiacchiere inutili, delegano alcuni di loro particolarmente adatti o, come si direbbe oggi skillati, a far rispettare queste regole e a stabilire se e quanto qualcuno le abbia violate, forze dell’ordine e magistratura.

Tutto questo NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LO STATO com’è oggi concepito. Si tratta invece di come una società si organizza per tutelare al meglio che si può le persone che ne fanno parte.

Nel momento in cui appare lo Stato di carattere moderno, in cui addirittura si crea un diritto pubblico riservato ai suoi funzionari e agenti, la ragione per cui ci si danno delle regole cambia radicalmente. Le persone dovranno comportarsi per fare, o almeno non ledere, gli interessi dello Stato, il quale poi concede loro una parte di libero arbitrio su come gestire i fatti propri.

Lo Stato crea così la mistica di sè stesso, del servitore dello Stato, della vita per la patria, etc etc. Attraverso il monopolio dell’istruzione le masse non avranno più gli strumenti razionali e conoscitivi per capire di essere diventati al servizio di qualcosa considerato superiore a loro stessi. Anzi di volerlo e di concepire che essere al servizio di un’istituzione ideale significa progresso e civiltà.

Quando lo Stato si palesa per quello che è le masse troveranno comodo attribuire la colpa a Hitler, Stalin, Mussolini, Pol Pot, e così avranno salvato il concetto di Stato che proprio quei mostri ha generato.

Lo capirebbe anche un ingenuo che una categoria di persone che vive di Stato e nello Stato tenderà ad aumentare sempre di più il potere dello Stato (che significa anche il loro) a detrimento della libertà individuale di farsi i fatti propri.

Visto che è passata da poco la Giornata della Memoria, ricordiamo che questo è Stato.

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