In Anti & Politica

DI GIOVANNI BIRINDELLI

Dopo l’attacco di Christchurch, il governo Neozelandese ha annunciato interventi restrittivi sul porto d’armi, dicendo che sulla questione c’è un accordo unanime.

E’ come se, dopo un fuoco in uno stabile, il governo si dicesse unanimemente contrario al fatto che le persone possano detenere estintori nelle loro abitazioni (questa efficace metafora non è mia).

Per sottolineare la sua ostilità alla Legge intesa come limite non arbitrario al potere coercitivo di chiunque, e più in generale la fragilità dei suoi argomenti, lo stato neozelandese (uno dei più ‘liberi’ al mondo anche in relazione alla libertà di espressione) ha imprigionato una persona, senza possibilità di cauzione, per aver diffuso online messaggi e contenuti a favore di quell’aggressione.

La libertà è un processo continuo che si basa su una sola legge, che è scientifica, logicamente certa, universalmente valida, senza alcuna eccezione e immutabile nel tempo. Questa legge è il principio di non aggressione.

Indipendentemente dal loro contenuto, provvedimenti arbitrari che vengono coercitivamente imposti dall’oggi al domani per reagire a episodi orribili sono un tentativo (peraltro vano) di sostituire episodi aggressivi isolati (ma non prevedibili dai burocrati) con un’aggressione legale e sistemica. Quest’ultima è potenzialmente di vari ordini di grandezza maggiore di quella relativa agli episodi isolati che vorrebbe sopprimere (e che continueranno comunque a verificarsi) ma, nel breve termine, a differenza di questi, è prevedibile dai burocrati che la esercitano.

L’ostilità alla libertà può essere forse ricondotta a tre elementi principali, non interdipendenti fra loro:

1. la stupidità: in particolare, a livello di sistema complesso, l’incapacità di vedere ordine nell’assenza di pianificazione;

2. la paura dell’ignoto;

3. la malattia mentale: l’ossesso patologico del controllo. Nel caso specifico, la pretesa che un’aggressione sistemica e, in quanto legale, potenzialmente illimitata e avente a disposizione risorse quasi infinite e crescenti nel tempo (ma che è controllabile da chi la esercita in un particolare momento), sia migliore della inevitabile possibilità di aggressioni episodiche (e quindi non prevedibili), dalle risorse limitate (in quanto non ottenibili gratis mediante coercizione legale) e inserite in un contesto anti-fragile: quello di un ambiente in cui la legge è il principio di non aggressione.

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Commenti
  • GIORGIO VIGNI
    Rispondi

    E’ una legge matematica: per quanto un “governo” sia libero, illuminato…..etc….., non può che aumentare “l’invasività”, naturalmente per il bene comune, la felicità …….etc….
    Soluzione, governo minimo, asintotico all’inesistenza e tutto andrà a posto. Arrivederci tra qualche millanta.

    G.Vigni
    vicepres.LIFE Tv

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