In Anti & Politica

DI MICHELE GUETTA

Joseph Paul Goebbels fu uno dei più importanti gerarchi nazisti, Ministro della Propaganda nel Terzo Reich dal 1933 al 1945.
I suoi Principi (circa venti) per la propaganda sono quanto di peggio possa offrire la comunicazione, in quanto non differenziano, non progettano, non ascoltano, ma semplicemente “assalgono”. I principi (Goebbels’ Principles of Propaganda by Leonard W. Doob, pubblicati in Public Opinion and Propaganda; A Book of Readings edited for The Society for the Psychological Study of Social Issues) che vi riporto sono una trasposizione italiana ridotta del più ampio manifesto di propaganda prodotto da Goebbels, ma che ben esprime il senso: comunicazione unilaterale, martellante e con i paraocchi.
A leggerli si pensa alla dittatura mediatica, eppur sono tutt’ora usati da molti, purtroppo non solo in politica, ma anche nella comunicazione del brand.

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

3. Principio della trasposizione.
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

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6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.
Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

11. Principio dell’unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

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Mostrati 7 commenti
  • malgaponte
    Rispondi

    Peccato che Goebbels non avesse ancora i telegiornali, i talk show e tutti gli altri programmi televisivi nazional popolari. Grande fortuna per noi, invece, altrimenti ora saremmo tutti nazisti e un grande Reich comanderebbe su tutto il mondo a meno che non ci sia in agguato qualcosa di altrettanto mostruoso.

    • Gran pollo
      Rispondi

      Hai dimenticato internet… e se non te ne sei accorto più progredisce e sempre meno è libertaria.
      Se sei in rete da prima del 2000, ripensa a com’era allora e com’è ora.

      • Malgaponte
        Rispondi

        Pur non citando internet, e di questo mi scuso, quando parlavo di “altrettanto mostruoso” internet ci poteva stare tutto.

    • Davide
      Rispondi

      Chissà. A me pare che, dopo decenni di propaganda massiccia, la gente sia talmente rincretinita dal non essere in grado di discernere il bene dal male.
      Capacità che, forse, 100 anni fa nella gente comune era probabilmente più radicata.
      Difatti tutte le forzature totalitarie sono durate poco, alla fine.

      • malgaponte
        Rispondi

        Sono finite perchè violente, basta campi di concentramento, carceri e torture. Ora sono molto più furbi e subdoli, ora usano il buonismo, il finto amore, il finto progressismo e, purtroppo, le masse ci cascano come le pere mature rincretinite dai mass media.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Tutto si riassume nel “politicamente corretto”.
    Molto peggio di Goebbels.

  • Pedante
    Rispondi

    Perde Goebbels, vince Bernays.

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