In Anti & Politica, Economia

DI GIOVANNI BIRINDELLI

Un orsacchiotto di metallo viene chiamato opera d’arte e una persona sborsa 91 e rotti milioni di dollari per averlo. Per me è incomprensibile, ma questo è il bello della soggettività del valore.

Se dicessi che quell’orsacchiotto di metallo non vale quel prezzo, non avrei capito le leggi eterne e immutabili della scienza economica.

Per la stessa ragione di fondo, chi ritenesse che, per una persona (Tizio) che ha mille euro, 100 euro valgono di più di quanto valgono per una persona (Caio) che ha un miliardo di euro, non avrebbe capito le leggi eterne e immutabili della scienza economica.

Nello specifico, questa persona (chiamiamola Carla) non avrebbe capito la legge dell’utilità marginale decrescente: invece di applicarla nell’ambito in cui vale (quello dello stesso individuo, che è l’unico ad avere la conoscenza necessaria per capire cosa per lui ha valore) la applica nell’ambito in cui essa non vale (quello di individui diversi, che non sempre, e nemmeno spesso, hanno la conoscenza necessaria per capire cosa per l’altro ha valore e perché).

In altri e più semplici termini, il principio scientifico (universalmente valido, senza possibili eccezioni) dell’utilità marginale decrescente stabilisce che per Tizio 100 euro valgono di più nel caso in cui lui abbia a disposizione mille euro di quanto valgono nel caso in cui (sempre lui!) abbia a disposizione un miliardo di euro. Questo tuttavia non significa affatto che 100 euro per Tizio (che supponiamo abbia mille euro a disposizione) valgono di più di quanto valgono per Caio (che supponiamo abbia un miliardo a disposizione). Le utilità di individui diversi non sono comparabili: nessun individuo ha la conoscenza necessaria per capire sempre cosa per un altro è importante, quando, quanto e perché.

Chi ritiene questo semplicemente non conosce o (peggio ancora) non ha capito la scienza economica.

Se poi, sulla base di questo errore oggettivo, Carla è a favore della progressività fiscale (e cioè del fatto che, attraverso l’imposizione fiscale, lo stato sottragga risorse a Caio in misura o addirittura in proporzione maggiore di quanto faccia nei confronti di Tizio), o più in generale se Carla è a favore dell’imposizione fiscale tout court, allora non ha capito nemmeno la scienza della libertà: ha fatto un “errore al quadrato”.

Quindi possiamo dire che chi ha scritto la costituzione italiana non conosceva né la scienza economica né la scienza della libertà.

Essendo la costituzione vista da quasi tutte le persone come la pietra filosofale del vivere civile, essa ha prodotto una mandria di Carle che non conoscono né la scienza economica né quella della libertà, ma ritengono di poter avere un’opinione valida su praticamente tutte le questioni che toccano queste due scienze: da quella degli immigrati, a quella dell’ambiente; da quella della regolamentazione a quella della sicurezza. E che possono far valere queste loro opinioni attraverso il voto.

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Mostrati 4 commenti
  • Alfonso Rossi
    Rispondi

    Grande Birindelli!

  • Ciccio Addamurì
    Rispondi

    Tra i costituenti l’unico che ne capiva di economie era Einaudi che volle l’art.81. Troppo poco.
    *
    E speriamo che Koons giri un po’ di grano a quel mascherone scassamarroni della ex moglie cosicchè non pianga più miseria che non se ne può davvero più.

  • Pedante
    Rispondi

    Nessuno dica all’imperatore che la nudità gli sta bene.

  • GIG
    Rispondi

    come è buono ,lei,a chiamarle mandria di Carle.
    io avrei un altro nome,ma è meglio che non lo dico……….

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