In Anti & Politica, Economia

DI SILVANO CAMPAGNOLO

Il Bitcoin è tornato a vedere quota 10 mila $ e le discussioni a riguardo ricominciano a fiorire, con molta gente che chiede cosa abbia di cosi particolare il Bitcoin che non abbiano l’euro o il Dollaro. Vediamo di capire: la cosa rilevante non è “l bitcoin”, ma la tecnologia che sta dietro al bitcoin, cioè la blockchain.
E’ tutta li l’evoluzione.

Cercherò di spiegarlo in modo semplice.

Gli scambi commerciali si “liquidano” in due modi, o con denaro sonante, o tramite il sistema bancario. Nel caso del denaro contante, la certificazione del passaggio di proprietà si ha nel momento in cui tu ricevi la tua merce e consegni il denaro all’altro. Quindi una conferma data da un atto pratico di doppio scambio, o se vogliamo “baratto” (fino a qualche decennio fa il baratto era: merce in cambio di oro/argento).

Con il sistema bancario moderno e l’aumento degli scambi anche a grandissime distanze, l’uomo ha inventato un intermediario che si incaricava di garantire che chi vendeva ricevesse in cambio il suo denaro, questi garanti sono le banche. Dalle prime “lettere di credito” fiorentine e veneziane del 1300 ad oggi, il sistema bancario si è molto evoluto ma in sostanza fa sempre la stessa cosa, “il terzo, garante degli scambi”. Da fine 1600 in poi i governi hanno iniziato a capirie l’importanza di questo “terzo garante” e con una mossa furbissima hanno fatto in modo che il fiorente sistema bancario, che ai tempi era totalmente privato, venisse centralizzato e gestito dai governi stessi.

Per fare questo crearono le prime Banche Centrali che si incaricarono di gestire le monete e le valute in regime di monopolio legale, facendo si che anche i governi guadagnassero da ogni scambio una piccola commissione che però garantiva ingenti profitti grazie ai sempre maggiori scambi commerciali.

Ovviamente per fare si che le banche private cedessero un po del loro mercato senza far intervenire gli eserciti, i governi sono scesi a patti con il sistema bancario regalando alle banche dei privilegi assurdi, ma anche delle condizioni capestro. I privilegi furono la riserva frazionaria e la proprietà dei depositi, le condizioni invece, furono “l’obbligo” di acquisto dei titoli di stato. In questo modo però banche e governi si sono stretti in un abbraccio mortale, che ad ogni nuova “politica monetaria” li stringe sempre di più fino a che entrambi moriranno.

Ma veniamo alle crypto.

Satoshi ha semplicemente messo in discussione questa certificazione del passaggio di proprietà, costruendo un algoritmo matematico che facesse in modo che tale certificazione venisse fatta obbligatoriamente da 3 computer a caso tra tutti quelli collegati alla blockchain; in altre parole, la registrazione del passaggio di proprietà non è più nelle mani di un ente specifico o un ristretto numero di aziende, ma è totalmente decentrata e appannaggio di centinaia di milioni di computer sparsi per tutto il mondo scelti a caso dall’algoritmo stesso che gestisce perfettamente tutto quanto.

Capite da soli che nel momento che viene a mancare il vero “core businness” del sistema bancario, tutto il sistema bancario diventa pressoché inutile o, per essere più precisi, quando ogni individuo al mondo, può essere egli stesso una banca, il concetto stesso di banca cessa di avere significato.
Questa è la vera rivoluzione dei registri decentrati.

Qualcuno obietterà che tecnicamente tali registri sono ancora troppo “grezzi” per poter avere un’applicazione su larga scala, e forse non ha tutti i torti, ma la tecnologia è ancora abbastanza giovane e si sta scontrando con tutte quelle problematiche che una tecnologia accessibile a tutti in tutto il mondo deve affrontare, a cominciare dalla sicurezza informatica.

A ben vedere, già abbiamo iniziato ad avere gli “smart contract” cioè i contratti intelligenti capaci di “dialogare” e scambiare informazioni tra loro. Contratti che, erano gia stati pensati molti anni prima, ma nella forma trustless attuale (e quindi senza la necessità del terzo certificatore) non esistevano fino a meno di 5 anni fa. In buona sostanza, Satoshi Nakamoto (chiunque esso sia), quando oramai 11 anni fa mise on line il suo algoritmo, ha dato il via ad una nuova rivoluzione che sta progredendo giorno dopo giorno, una rivoluzione che cambierà per sempre tutto il nostro sistema di scambi, andando a rendere obsoleto ed inutile il sistema attuale basato sulle banche centrali come garanti e prestatori di ultima istanza.

Come la rivoluzione industriale, anche questa rivoluzione avrà bisogno di molto tempo per arrivare a compimento, ma il processo è avviato e non si può più fermare. Va detta una cosa importante, gli stati come li conosciamo oggi, derivano dal monopolio bancario almeno il 95% del loro potere coercitivo. Togliere agli stati tale potere , li porterà a combattere in tutti i modi possibili legali, illegali, violenti e coercitivi contro tale processo e tecnologia, ma significherà anche nei prossimi decenni, dover ripensare completamente al paradigma dello stato e forse, nasceranno quelle forme evolute di comunità volontarie come immaginate dai più grandi pensatori degli ultimi 2 secoli.

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Commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Molte cose cambieranno.
    Le valute fiat hanno il tempo contato.

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