In Anti & Politica

di VALENTINA CAVINATO

Scopro che in Francia esiste una legge che, tra i vari obblighi, impone ai motociclisti di indossare i guanti. Ma non devono essere semplici guanti da moto, no. Una recente legge stabilisce che devono avere l’etichetta “CE”.
Qualcuno ha scritto che anche in Italia adotteranno questa legge.

Leggendo un po’ di commenti in giro, ho visto che molti hanno applaudito, si sono subito scaldati dicendo che è giusto. Oltre ad essermi partito l’embolo, ho fatto una riflessione facile facile.

Personalmente, senza che nessuna legge me lo imponga, viaggio con una giacca con le protezioni per le spalle e per i gomiti, una scocca per la schiena e i guanti. Perché?
Ovviamente perché sono intelligente, perché mi voglio molto bene e perché voglio proteggermi in caso di caduta.
A me non dà fastidio, anche quando ci sono 38º, ma se anche fosse, la mia vita è preziosa e viene prima di ogni altra cosa.

E qui scatta la riflessione cavinatesca…

Le persone non sono capaci di ragionare e agire utilizzando i neuroni che hanno in dotazione, hanno sempre bisogno dello stato che gli dica cosa devono fare e come lo devono fare.
Dopo la manina della mamma, vogliono quella dello stato. E questo vale per qualsiasi legge vessatoria, che in tanti sono sempre pronti a definire giusta e utile.
Se ne fottono, se con ognuna di queste leggi perdono un pezzettino di libertà individuale, loro la libertà non sanno nemmeno cosa sia ed evidentemente non sanno nemmeno cosa farsene.

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Mostrati 2 commenti
  • Fabio
    Rispondi

    non hanno proprio nient’altro da fare ‘st’imbecilli .

  • Gran Pollo
    Rispondi

    Credo che il senso della legge in questione non sia tanto imporre i guanti ai motociclisti, quelli responsabili già lo fanno, ma che siano certificati con standard minimi di sicurezza, in modo da togliere dal mercato le cinesate da mezzo euro che in caso anche solo di caduta accidentale a 10 all’ora ti lascerebbero senza mani.
    Non tutti sono in grado di valutare correttamente la qualità di un oggetto, né hanno il tempo di crearsi una cultura tecnica in merito, ma tutti devono farsi i conti in tasca.

    Per esperienza, il mercato premia i venditori migliori, non i prodotti migliori.

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