In Anti & Politica, Economia

DI A. A. M. V.

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Ricordo quando nel 2010 subii una verifica fiscale in Italia. Tre mesi di delirio, raccomandate assassine, visite alla sede dell’agenzia delle Entrate, discussioni, documenti, poi ancora documenti, poi ancora documenti e sudore.
Una camurria!
Per cosa? Nulla. Eravamo a posto. “Piccola” sanzione di 870,00 euro per un paio di errori formali (mancata applicazione di marche da bollo).
Tre mesi di delirio, terrorismo e acidità di stomaco. Attività paralizzata.
Qui in Svizzera, lettera secca ma gentile con elenco dei documenti da presentare, anche via mail normale in PDF.
Mandato tutto.
Passa qualche giorno e arrivano le conclusioni con i conteggi corretti (i nostri) e i burocratici ringraziamenti di rito.
Nessun patema, niente terrorismo, nessuna attività paralizzata. Nulla.
La differenza? È sostanziale. Si vive e si respira. In Italia si crepa. Se non crepi in povertà, crepi di ansia e angoscia. Se non crepi di ansia e angoscia forse arrivi alla pensione, da fame. Allora prendi la tua Partita IVA e la incenerisci. Piuttosto, meglio lavorare in nero ed evadere le tasse. Almeno così l’angoscia e l’ansia ti vengono per qualcosa.
Ieri la mia padrona di casa, mi fa:
“Io in Italia non pagherei un centesimo di tasse! Evadere i tutto il possibile. Lo farei per autodifesa, perché è immorale lasciare nelle mani di uno Stato ladro, oltre il 70% dei tuoi sudatissimi guadagni e poi vedere sperperato il tuo denaro nel modo in cui viene sperperato. Non capisco perché laggiú non fanno un grande referendum fiscale o una rivoluzione”.
Rispondo: “Quelli che possono, se ne vanno. Anche noi, siamo qui adesso”.
Non ci saranno i bei bar per lo spritz di fine giornata, le spiagge i il buon cibo. Tutto vero. Ma non esiste solo quello. Vivere nell’angoscia è terribile.
È un peccato perché l’Italia è davvero stupenda. Sarebbe il piú bel posto dove andare a vivere.
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Mostrati 4 commenti
  • Ferdi
    Rispondi

    Ho 55 anni e non sono mai stato dipendente ma ho sempre lavorato in proprio.
    Qualche anno fa ho deciso di chiudere la mia azienda d’informatica con una dozzina di dipendenti, anche se andava abbastanza bene, stanco delle tasse e della burocrazia. Ogni raccomandata che arrivava era un incubo.
    Adesso non devo piu’ pensare al commercialista, al consulente del lavoro, all’irap, all’ires, agli F24, ai saldi, agli acconti, agli studi di settore, all’elenco dei clienti e dei fornitori, alla prima nota, all’anticipo fatture, al direttore della banca, agli ammortamenti, …. Ci mancava solo la fattura elettronica! Fanculo a tutti!
    In Italia meno fai e meglio stai, se poi quel poco che lo fai in nero allora hai svoltato!
    Ricordate: Lo Stato e’ il primo nemico da cui ti devi difendere.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      GRazie della testimonianza

  • andrea
    Rispondi

    Libero di oggi 8 agosto, pagina 11:
    A Copenhagen esplode una sede dell’agenzia delle entrate. E non è un incidente.
    E in Danimarca la pressione fiscale è SOLO del 47%. Quasi metà rispetto alla nostra.

  • Fred
    Rispondi

    Noi Italiani siamo sudditi.
    Io non lavorerei per l’Agenzia delle Entrate neanche per 20.000 Euro al mese e con Belen come segretaria personale. E’ una questione di dignita’. La mattina a Roma, a San Paolo, vedo quella gente che sale sulla navetta della Agenzia delle Entrate e mi fanno schifo. Semplicemente schifo.

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