In Anti & Politica, Libertarismo

Di Giacomo Zamagni

Immaginiamo un’azienda privata molto ricca in una società volontarista (Quindi senza lo stato).
Quest’azienda dopo un periodo di forte crescita è finalmente riuscita a ottenere il 60% di market share.
Gli stakeholder sono molto felici e gli vengono distribuiti ricchi dividendi.

L’amministratore delegato a un certo punto perde totalmente la testa.
Immaginatevi un Marchionne, sempre impeccabile fino a quel punto, che da un giorno all’altro decide di trasformare la sua azienda in uno stato.
Per farlo ha bisogno di un esercito e di ottenere il monopolio della forza.

Propone al consiglio di amministrazione di prendere i soldi dell’azienda e invece di spenderli in innovazione e proseguire il business, di dedicarli a carri armati, bombe, armi e militari.
Il consiglio di amministrazione esterrefatto farebbe chiamare subito un’ambulanza ma mettiamo caso che invece prenda seriamente la proposta.

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Il consiglio gli risponde che creare un esercito e iniziare una guerra non è economicamente profittevole per nessuno.
A differenza dello stato, l’azienda non ha entrate “infinite” dovute alle tasse, non ha la possibilità di stampare moneta e non ha la possibilità di indebitare le generazioni future.
Senza pensarci due volte l’amministratore viene licenziato e la giornata è salva.

Ma mettiamo caso che anche il consiglio di amministrazione e tutti gli stakeholder impazziscano totalmente e decidano di approvare la folle decisione.
Oltre a dover coprire i costi del prodotto o servizio che stava vendendo, l’azienda deve adesso coprire anche il costo dell’esercito.
Aumenta così il prezzo del proprio servizio per finanziare la guerra. La concorrenza ne approfitta.

L’azienda perde il 40% di marketshare. La stampa ci mette del suo e sia persone che altre aziende smettono di fare affari con l’azienda guerrafondaia in quanto nessuna azienda vuole fare affari con chi potrebbe sparargli in caso di una disputa. Nel giro di pochi mesi l’azienda vede le sue entrate crollare quasi a zero. Il carburante che avrebbe dovuto alimentare la guerra si esaurisce ancora prima di iniziare.

Ma mettiamo caso che quest’azienda oltre ad avere l’amministratore impazzito (insieme a tutti gli stakeholder) riesca anche a creare un esercito senza affliggere le proprie finanze e senza che se ne accorga nessuno.

Una volta preparato l’esercito, devono decidere cosa farne.
Essendo la società volontarista priva di stato, non ci sono palazzi del governo da attaccare, non c’è un sistema di prelievo fiscale di cui prendere il controllo.
Non c’è un apparato centrale di controllo, il potere è totalmente decentralizzato.

L’esercito non sa che fare perchè se potesse e volesse ammazzare tutti, alla fine della guerra nessuno ci avrebbe guadagnato niente.
Anzi, avrebbero ucciso gli stessi clienti che prima davano loro un sacco di soldi.
L’unica cosa che possono fare è andare di porta in porta a richiedere le tasse minacciando di ammazzare chi si rifiuta.

Se non possono ammazzare tutti significa che a un certo punto devono smettere di sparare e devono cercare di rubare i soldi ai sopravvissuti.
Questi sopravvissuti sono ovviamente tutti armati e non esiterebbero un secondo ad ammazzare gli aggressori.

Magari inizierebbe un periodo di guerriglia che storicamente è la strategia più efficace per drenare le risorse dell’aggressore e far finire la guerra.
Con la guerriglia, il Vietnam è riuscito a sconfiggere l’esercito più finanziato e avanzato della storia.
Figurati che fine farebbe un’azienda privata con risorse estremamente limitate confronto a quelle di un paese come gli Stati Uniti.

Se tutto questo non dovesse bastare possiamo anche introdurre vari stratagemmi che la società volontarista potrebbe adottare per scongiurare un pericolo del genere.
Se la popolazione è preoccupata che un’azienda possa diventare uno stato farebbe crescere la domanda per società “auditors” che ispezionino le finanze e i magazzini delle grandi aziende in cerca di segni di un possibile armamento ingiustificato.

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Le società per tranquillizzare i propri clienti metterebbero X% del proprio patrimonio in un fondo di terzi e se gli auditors trovassero prove di una corsa alle armi oltre dei limiti prestabiliti, come da contratto, bloccherebbero il capitale messo a garanzia.

Le grandi aziende che tranquillizzano i propri clienti otterrebbero un vantaggio competitivo sulle altre. Se una grande azienda si rifiutasse di farsi ispezionare sarebbe una pessima pubblicità, verrebbe attaccata dai media e perderebbe mercato.

In una società libera ci sarebbero quindi tutti gli incentivi a NON diventare uno stato e a NON iniziare una guerra. Al giorno d’oggi la presenza dello stato distorce totalmente questi incentivi fino addirittura a stravolgerli. I costi delle guerre vengono socializzati ovvero redistribuiti sulle popolazioni e sulle generazioni future rendendo profittevole per alcuni iniziare dei conflitti armati.

In fine, è più probabile che impazzisca l’amministratore delegato e gli stakeholders di un’azienda che sta facendo molti soldi o che venga eletto un politico già matto di suo? È più probabile che una guerra venga iniziata da qualcuno che ci perde dei soldi (per esempio un’azienda privata) o da qualcuno che anzi ci guadagnerebbe (per esempio un politico)?

E’ più sicura una bomba nelle mani di Bill Gates, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg o nelle mani di Salvini, Di Maio, Clinton, Trump, Putin?

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