In Ambientalismo, Anti & Politica, Scienza e Tecnologia

DI FRANCO BATTAGLIA

Mi sono convinto che una tra le più fondamentali ragioni che fa del nostro Paese quel che è, è la cronica e diffusa confusione in aritmetica. Esemplifico con tre casi che potrebbero essere il soggetto di tre cortometraggi di uno di quei film a episodi che, quando con maestria preparato, offre esilaranti quarti d’ora agli spettatori.

Primo cortometraggio, ovvero «La conduttrice televisiva».

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Nello studio televisivo di Piazza Pulita dibattevo con la conduttrice della seguitissima trasmissione Alle Falde del Kilimangiaro. La signora si lamentava che il pianeta sta soffocando di C02, perché quella prodotta dall’umanità negli ultimi 150 anni ne ha aumentato la concentrazione atmosferica di 100 ppm (parti per milione). Le feci notare che 100 ppm dello studio televisivo che ci ospitava erano appunto 100 litri, e che 100 litri di C02 corrispondono a 50 grammi di carbonio, che è quello contenuto in una ordinaria candela. In buona sostanza «cara dottoressa – dissi – se bruciamo una candela in questo studio abbiamo introdotto in esso la stessa C02 che le attività dell’umanità vi hanno introdotto in 150 anni. Oddio, professore – replicò la dottoressa – questa complicata matematica mi fa venire il mal di testa; la metta più elementare. Non potevo: era aritmetica da terza elementare, ed in seconda elementare non si sanno ancora calcolare i volumi.

Secondo cortometraggio, ovvero «Il direttore del tiggì».

Lo scorso 3 agosto i Tg d’ogni ordine e grado comunicano la seguente allarmante notizia: il giorno prima s’erano sciolti in Groenlandia 11 miliardi di metri cubi di ghiaccio. Ma la superficie della Groenlandia coperta da ghiacci ammonta a 1700 miliardi di metri quadrati, e dividendo volume per superficie di base si scopre che l’allarmante notizia era che quel 2 agosto la superficie di ghiacci della Groenlandia s’era erosa di 6 millimetri. Siccome, poi, i ghiacci in Groenlandia sono profondi in media 2 chilometri, se ne deduce che l’erosione di 6 mm su 2 km non è alla fine una notizia allarmante. Se l’aritmetica da terza elementare sembra essere fuori della portata anche dei direttori dei Tg nazionali, figurarsi elementi di chimica. Che però gli avrebbero fatto concludere che l’allarmante notizia non solo non era allarmante, ma non era neanche una notizia: l’insolazione sulla Groenlandia in un giorno di piena estate è perfettamente compatibile col calore latente di fusione di 11 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Insomma, è come se al Tg dì mezzogiorno avessero diramato la seguente allarmante notizia: fra meno di 10 ore 0 Paese piomberà nel buio.

Terzo cortometraggio, ovvero «II giudice non togato».

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Silvano e Nazzareno sono corresponsabili dell’innesco di un incendio nel fienile di Nazzareno. L’incendio si propaga nel fienile limitrofo di Mario. Domanda: quanto vale la responsabilità di Silvano nei confronti di Mario? Il perito del tribunale aveva accertato che una quota di responsabilità l’ha anche Mario, in quanto questi, data la consistenza del
proprio fienile, aveva l’obbligo di legge di una parete tagliafuoco adeguata, che invece era assente e che, ci fosse stata, non avrebbe causato alcun danno a Mario. In buona sostanza, se Mario dice a Silvano e Nazzareno che non avrebbe subito danni se loro non avessero innescato l’incendio, Silvano e Nazzareno obiettano a Mario che egli non avrebbe subito danni se avesse avuto la parete tagliafuoco che la legge gli imponeva. Il perito del tribunale assegna salomonicamente ½ della responsabilità dei danni subiti da Mario a chi ha innescato l’incendio e 1/2 a chi non aveva l’obbligatoria parete tagliafuoco. Quanto alla quota di corresponsabilità tra Silvano e Nazzareno per l’innesco, il perito attribuisce a Silvano i 3/4 di responsabilità. Tornando alla domanda: quale frazione di danno subito da Mario deve pagare Silvano? Il Giudice (non togato) del tribunale di Ancona, senza responsabilità e irresponsabilmente, esegue un’incomprensibile media aritmetica tra 1/2 e 3/4, anziché semplicemente moltiplicare tra loro questi due numeri: anziché chiudersi, il caso va in appello, a ulteriormente intasare la cosiddetta Giustizia.

E che vuoi che sia – direte – lacune d’aritmetica può averle chiunque, no? Già, ma il giudice (ancorché non togato) di un tribunale, il direttore di un Tg nazionale, la conduttrice di un programma televisivo esageratamente seguito, non son proprio dei chiunque. Il fatto è che le conseguenze di un’aritmetica allegra sono tanto più devastanti quanto maggiore è l’importanza concessa ai somari che la ragliano.

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Commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Battaglia è aria pura.

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