In Storia

DI ANDREA NOBILI TARTAGLIA

In America portare un’arma addosso non è solo legale, è anche e soprattutto un diritto garantito dal secondo emendamento del Bill of Rights del 1791 e protetto dalla Corte Suprema con le sue sentenze. Lo spiega all’Agi il professor Giuseppe Franco Ferrari, docente di Diritto Costituzionale all’Università Bocconi di Milano, già docente di Diritto pubblico comparato.

“Risale alla guerra d’Indipendenza contro gli inglesi. Nel secondo emendamento usarono una formula ‘doppia’, che ha dato vita a un dibattito tuttora non concluso. Il Bill of Rights parla del diritto di organizzare una milizia e del diritto di portare armi. Il dibattito verte sul fatto se il diritto di portare armi era correlato alla milizia, il corpo militare volontario dei ‘minutemen’ cioè pronti in un minuto, e quindi alla guardia paramilitare o se invece era un diritto diverso.

La Corte Suprema, nel 2008 dopo attenta analisi storica, a maggioranza di 5 contro 4 ha deciso che era un diritto autonomo. Quindi addirittura un diritto fondamentale, un requisito della cittadinanza americana protetto dal Bill of Rights anche sopra l’eventuale legislazione dei singoli stati membri. La Corte ha detto che non solo è diritto fondamentale ma che è separato dall’organizzazione della milizia”.

Quando nacque il diritto ad andare in giro armati “c’era una guerra d’indipendenza da combattere. Guerra seguita alla necessità di difendersi sia dagli animali nelle zone rurali che dagli indigeni. Sia nell’immediato dopo-Indipendenza che nella corsa all’Ovest”, ricorda Ferrari. Al più gli Stati possono organizzare il sistema di vendite e di controlli ma non possono vietare le armi.

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“Ci sono alcuni Stati, 12 su 50, che hanno una regolamentazione più stretta. In genere c’è più rigore per le pistole, che possono essere nascoste addosso, che per le armi a canna lunga. In alcuni Stati, la pistola deve essere bene in vista, non nascosta sotto una giacca ad esempio”. Le limitazioni sono poche con controlli “limitati agli acquisti fatti in negozi o supermercati. Non sono necessari controlli per la vendita di armi fra privati”.

Quella americana “è una situazione unica al mondo. In Europa non esiste niente del genere. Di qua dall’Atlantico le armi sono sempre state affidate a militari o forze dell’ordine e possedere un’arma è un’eccezione”. Situazione unica e destinata a restare immutata a lungo: “non c’è probabilità che le cose cambino. In America ci sono solo tre leggi sulle armi: quella di Roosvelt nel 1934, quella di Johnson del 1968 e una parte di quella di Clinton nel 1993 che è stata parzialmente dichiarata incostituzionale.

A legiferare sono stati tre presidenti democratici ma, con l’attuale composizione della Corte Suprema, è difficile che qualcosa possa cambiare anche in caso di sconfitta del presidente Donald Trump alle politiche del 2020″.

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