In Anti & Politica

DI GIOVANNI BIRINDELLI

Conte: «Inserire in Costituzione la tutela dell’ambiente».

La costituzione non è solo oggettivamente la cassaforte in cui possono essere messe al sicuro le peggiori porcate, tipo la progressività fiscale, e le peggiori isterie collettive. Lo è anche mentalmente.

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Molte persone perbene sembrano essere inconsapevoli del fatto che i peggiori crimini dell’umanità sono stati fatti a fin di bene e grazie alla centralizzazione del potere statale che rende sistemico e “auto-moltiplicantesi” ogni errore che altrimenti sarebbe puntuale e “auto-correggentesi”.

Ora, queste persone sono psicologicamente rassicurate dall’esistenza di una costituzione in cui mettere al sicuro gli “oggetti più preziosi” del vivere civile. Questo perché hanno sete di non arbitrarietà: in altre parole, di sovranità della legge (rule of law) in antitesi alla sovranità degli uomini (rule of men). Mettendo un provvedimento nella costituzione, esse si dicono, questo potrà essere più difficilmente modificabile dalla maggioranza politica di turno.

Queste persone tuttavia sembrano non essere in grado di fare un passaggio logico elementare: se la legge è fatta dagli uomini, la sovranità della legge non è altro che la sovranità degli uomini.

Esse quindi si dissetano col sale.

Lasciamo perdere il fatto che cambiare la costituzione è solo una questione di numeri. E lasciamo perdere anche il fatto che, dato che per l’attuazione dei suoi “principi” essa rimanda alla “legge” ordinaria, la costituzione può essere facilmente disattesa: basta vedere le condizioni disastrose in cui versa la libertà di parola in Italia, a partire dal “reato di vilipendio”, per rendersi conto di come, specie in un sistema giuspositivo ma non solo, gli articoli di una costituzione siano messi lì per essere violati legalmente, non per essere rispettati coerentemente.

Il punto è l’arbitrarietà. Non c’è alcuna ragione per cui una costituzione possa essere non arbitraria.

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L’acqua, la non arbitrarietà, è una legge (o regola di giusto comportamento) che non sia fatta dagli uomini. Questa regola esiste: è il principio di non aggressione. Essa non è arbitraria perché è compatibile col principio di uguaglianza davanti alla legge inteso in senso logico (cioè perché è incompatibile con la disuguaglianza legale). In altre parole, non è arbitraria perché è scientifica. Ed è oggettivamente l’unica regola di giusto comportamento a esserlo. Qualunque altra regola di giusto comportamento implica la violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge inteso in senso logico.

Essendo scientifica, questa regola non può essere fatta, né disfatta. Può essere violata (legalmente o meno) oppure rispettata. Può essere scoperta o ignorata. In ogni caso esiste indipendentemente dall’uomo, dalla sua volontà, da quella di qualsiasi maggioranza, dal tempo e dallo spazio.

Le implicazioni del rispetto di questa regola, anche per l’ambiente, sono tuttavia troppo sconvolgenti per molte persone perbene. Esse sarebbero costrette a pagare prezzi di mercato per beni e servizi che, essendo finanziati con denaro ottenuto in violazione di questa regola (estorto), oggi vengono loro dati gratis o quasi. Quindi hanno bisogno di prendersi per il culo. Di ingannare loro stesse sul concetto di arbitrarietà. Di essere dissetate col sale. Di essere psicologicamente sollevate dal fatto di essere a favore di un sistema puramente arbitrario mediante l’illusione auto-procurata di essere contrarie a ogni forma di arbitrarietà.

Esse non sono diverse, ai miei occhi, da chi sa perfettamente che facendo la raccolta differenziata non cambia nulla perché la plastica viene comunque gettata in mare ma vuole essere obbligato a farlo per avere la coscienza a posto e non dover pagare il prezzo di mercato per lo smaltimento dei rifiuti che produce.

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