In Anti & Politica

DI GIOVANNI MARIA MISCHIATI

Di famiglia muzz, ma cristiano pentecostale di suo, il neo-Nobel africano ha liberato i prigionieri politici e sta andando giù di privatizzazioni. Ieri ero più scettico.

Oggi comincio a pensare, sperando di non venire smentito in un nanosecondo, che il premio più sputtanato dell’orbe, almeno stavolta, sia stato attribuito ad una persona degna, di là che mi venisse fuori d’istinto la battutaccia che, per non darlo all’istericuccia tesoro di mamma Malena, nemica giurata del clima malvagio, avevano finito per regalarlo ad Ajeje Brazorf.

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Ecco, se il primo ministro etiopico Abiy Ahmed Ali (di cui ignoravo financo il nome) riuscisse a convincere con la crescita economica – peraltro già in corso, parrebbe a ritmi vertiginosi – i propri connazionali a non scappare più dalla terra natia, avrebbe compiuto un capolavoro.

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