In Anti & Politica, Economia

DI ALBERTO DE LUIGI

Mi chiedono: “ma se stampano tutti quegli euro e dollari, perché c’è poca, minima o comunque controllata inflazione”?

Premesso che il 25% di perdita di potere d’acquisto dell’euro dalla sua nascita ad oggi è poco secondo criteri di valutazione non proprio condivisibili, ma ammettiamo di considerarlo “poco”. Perché i soldi stampati non arrivano all’economia reale, facendo veramente crollare il valore dell’euro rispetto a servizi e beni di consumo?

Ci sono tre distinte considerazioni da fare in merito:

1) Il progresso tecnologico su molti beni, in particolare l’elettronica, permette di abbatterne i costi così da rendere meno percepibile l’inflazione, che non è corretta per il progresso (altrimenti mercati deflattivi sarebbero ancora più deflattivi, e altri leggermente inflattivi sarebbero deflattivi).

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2) molta della moneta stampata ad libitum va a sostenere il debito degli Stati. Non entra nell’economia reale, perché è solo un elemento di contabilità che permette agli Stati di sopravvivere nonostante abbiano speso risorse infinite dei propri cittadini, sottraendogliele con la forza (la tassazione). Stampare denaro quindi permette di procrastinare questo sistema di prelievo forzoso dalle tasche dei cittadini.

3) Infine, se io ho fatto una rapina in stile la casa de papel e vado in giro per ristoranti a spendere i soldi rubati, verosimilmente non aumenterò molto l’inflazione, ma c’è gente in giro per il mondo che mi sta dando da magnare e bere in cambio di quei soldi, che quindi lavora per me senza che io abbia fatto niente di utile per altri. In primis i rapinatori beneficiano di quei soldi, ma anche le loro famiglie. Uscendo dalla metafora, non è solo lo Stato e i politici, ma anche l’ecosistema che ci sta intorno, ad esempio i dipendenti pubblici e i grandi intermediari finanziari, che pur essendo relativamente “innocenti”, parassitano su un meccanismo ingiusto di redistribuzione della ricchezza.

Se i servizi oggi offerti dallo Stato (sicurezza, sanità, trasporti, previdenza…) fossero in un vero sistema concorrenziale e quindi se gli si potesse attribuire un prezzo di mercato, allora sì che vedremmo una gigantesca inflazione, riuscendo a cogliere meglio le distorsioni dovute al denaro immesso ad libitum dai nostri amati, venerati e votati padroni.

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Mostrati 4 commenti
  • Serpe
    Rispondi

    Infatti

    Se i servizi oggi offerti dallo Stato (sicurezza, sanità, trasporti, previdenza…) fossero in un vero sistema concorrenziale e quindi se gli si potesse attribuire un prezzo di mercato, allora sì che vedremmo una gigantesca inflazione, riuscendo a cogliere meglio le distorsioni dovute al denaro immesso ad libitum dai nostri amati, venerati e votati padroni.

    È per questo che il nostro benessere è falso. Quindi anche i libertari che inneggiano al liberalismo attualmente realizzato, come se volessero riformarlo, stanno sbagliando.

  • Veon
    Rispondi

    Il liberalismo attualmente realizzato???? Su quale pianeta?

    • serpe
      Rispondi

      Per “liberalismo attualmente realizzato” intendo il sistema così come ce lo abbiamo adesso, la cosiddetta “società liberale”.

  • Fabio
    Rispondi

    purtroppo tocca specificare per bene a causa del fatto che negli USA quelli che qui chiamiamo socialisti si sono dati il nome di Liberal usurpando il termine che nel resto del mondo ha un altro significato.
    Ma trovo più che giusto e naturale che chiunque pretenda -come fanno i socialisti- più stato, più tasse, più ingessatura dell’economia, più invadenza statalese nell’economia, stia odiato a livello planetario, anche se si nascondono dieto l’etichetta Liberal.

    Per quanto riguarda l’immissione di denaro nell’economia, è assolutamente sciocco affermare che le monete, esempio l’Euro, sono immesse dal libero mercato. Il fatto che le banche siano apparentemente delle SpA è irrilevante nella realtà, quando fior fiore di leggi proteggono quel monopolio sbattendo in galera chiunque provi a stampare e far circolare moneta diversa.

    O sciocco o colpevolmente in mala fede: il dubbio viene dal fatto che nessuna persona sana di mente in buona fede potrebbe mai pensare che dei libertari genuini inneggino a l’attuale sistema economico realizzato, caratterizzato da invadenza statale, omniregolamentazione, numero smisurato di leggi (nel senso che veramente nessuno ne conosce più il numero), omnitassazione, prezzi minimi in ognidove, permessi, licenze, ecc…. dove lo si può più rintracciare il Libero Mercato in Libera Concorrenza?

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