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IL DITO NELL’OCCHIO

Sono trascorsi trent’anni da quel 9 novembre 1989 in cui il mondo come eravamo abituati a conoscerlo cambiò per sempre. Un mondo diviso in due blocchi, che si fronteggiavano da oltre quarant’anni in modo ostile, combattendo un conflitto tanto freddo quanto inquietante.

Quaranta anni trascorsi con l’incubo incombente della guerra nucleare e con centinaia di milioni di persone schiacciate da una delle più feroci e criminali ideologie dalla storia umana. Nazioni civilissime e che avevano dato al mondo meravigliosi musicisti, artisti, letterati e scienziati soffrivano sotto il giogo di regimi totalitari crudeli e inumani.

Scrisse Indro Montanelli: Ciò che distingueva le due Germanie è l’idea morale e giuridica dell’uomo: che a Ovest è padrone di se stesso, e quindi può andarsene dove vuole: ad Est è proprietà dello Stato che ne regola i movimenti. Per chi non ricorda questo, il Muro di Berlino era, oltre che barbaro, incomprensibile e irrazionale: mentre invece ha obbedito a una sua logica. il Muro va ricordato per ciò che è stato: non un’aberrazione del comunismo, ma una sua conseguente applicazione. E se crolla così, nel silenzio assordante di un giornale-radio, è perché è crollata, prima, l’ideologia che lo aveva eretto”.

Eppure, a soli trenta anni dalla fine di un simile incubo, sono pochissime le iniziative per commemorare il giorno in cui a crollare non fu solo un muro, ma un impero del male. Un giorno in cui la Libertà trionfò e lo fece nel modo più bello, con le persone che scesero in strada e decisero di riprendersi le proprie vite.

“Il Dito nell’Occhio”, che della libertà ha cura, ha deciso invece di festeggiare il trentennale da quel giorno meraviglioso e di farlo nel modo migliore, riunendo i propri amici.

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Sarà un evento festoso impreziosito dagli interventi di tanti ospiti di valore Marco Faraci, Lorenzo Infantino, Carlo Lottieri, Leonardo Facco, Alessandro Vitale, Massimo Di Pasquale, Nunziante Marstrolia, Marco Bassani e Alberto Mingardi si alterneranno sul palco per parlarci di quel giorno e per ricordarci che può bastare un giorno per perdere la libertà e possono essere necessarie molte generazioni per riuscire a ottenerla di nuovo.

Vi aspettiamo a Bologna Sabato 9 novembre 2019,  dalle ore 16:00 alle 20:30.

PER L’OCCASIONE, Leonardo Facco presenterà il suo nuovo libro: IL MURO E I SUOI CALCINACCI (vedi qui)

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Mostrati 4 commenti
  • blackarrow
    Rispondi

    Come l’avete intitolata la festa “un dito nel culo”?

    Visto che i diffusi problemi europei quanto italiani, è da li che hanno avuto inizio! Con quali prospettive mi domando, avete fatto di uno scempio una festa?

  • Davide
    Rispondi

    “Ciò che distingueva le due Germanie è l’idea morale e giuridica dell’uomo: che a Ovest è padrone di se stesso, e quindi può andarsene dove vuole: ad Est è proprietà dello Stato che ne regola i movimenti.”
    Siamo sicuri di aver vinto noi?
    Io dico che stanno vincendo loro.

  • Andrea
    Rispondi

    Allora vincemmo noi. Il punto è che, come disse De Gaulle a Edgardo Sogno, “se si combatte per la libertà, non si finisce mai”.

  • Fabio
    Rispondi

    Buona festa ragazzi.
    è proprio vero che non si finisce mai di combattere: http://www.ilgiornale.it/news/politica/censura-sul-muro-ora-vietato-parlare-comunismo-scuola-1780431.html

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