In Anti & Politica

DI AURELIO MUSTACCIUOLI

Con tutto il profondo rispetto per la senatrice Liliana Segre vittima di un abominio, e pur considerando disgustoso, deprecabile e da combattere duramente qualunque forma di hate speech, devo dire che sono totalmente contrario alla sua commissione.

Mi domando se qualcuno abbia letto il testo della mozione e valutato le implicazioni. In particolare le arbitrarietà, le possibili strumentalizzazioni, le concrete possibilità di utilizzo a fini esclusivamente politici, le contro-discriminazioni di ritorno di una commissione che, con così ampio mandato, può definire ciò che è hate speech e promuovere leggi punitive al riguardo. Hate speech che non è solo limitato all’odio razziale e xenofobo ma a qualunque forma di linguaggio o comportamento ostile e qualunque espressione dannosa, offensiva e sgradita. Una categoria così ampia tale da poter far ricadere al suo interno qualunque cosa; valutata da una commissione.

Qualunque opposizione ad un movimento politico o a opinioni supportate da persone passibili di discriminazione potrebbe rientrare nella categoria dell hate speech.

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E così se sono contrario alla commissione anti odio presieduta da una vittima del nazismo divento un odiatore nazista; se sono contrario al movimento contro il riscaldamento globale supportato da una ragazzina affetta da un particolare morbo, divento un odiatore che discrimina i portatori di handicap; se sono contrario all’attività dalle ONG che traghettano migranti verso l’Italia sono un odiatore razzista; se reagisco ad un insulto o una provocazione di uno zingaro sono un odiatore delle minoranze; e così via.

L’odio va senz’altro combattuto con tutte le forze, ma creare una commissione anti odio è una cura peggiore della malattia.

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  • Fabio
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    Concordo con Mostaccioli, la senatrice neanche sapeva degli attacchi ai suoi confronti e non ha chiesto l’istituzione di una commissione anche se magari le ha fatto piacere.

    Questo sembra più un cavallo di troia del potere e delle caste per poter avere più potere censorio, per controllare ancor di più vecchi e nuovi media, per intervenire più severamente e duramente contro la libertà di parola.

    Pensiamo a quali sono le occasioni di rivendicare libertà di parola: non è quando qualcuno vuole farci tacere a tutti i costi mando le nostre parole fanno scomodo? Se avessimo torto, che senso avrebbe usare la forza per farci tacere? Se abbiamo ragione, perché dovremmo sottostare ai capricci di una commissione fatta di persone e quindi fallace per definizione?

    Ricordo che la reputazione non è proprietà privata, tutti parlano e possono parlare di chiunque, il pettegolezzo regna sovrano ovunque. Ed è importante che sia così perché se fossimo abituati ad attribuire Verità assoluta ad un particolare media (es. telegiornale di stato) si aprirebbero le porte a qualsiasi linciaggio mediatico ed allo strapotere di una ulteriore casta anche lei fallace.
    Questi mostri li abbiamo già visti col giornale di Stato per paradiso sovietico, la Pravda (Правда, in italiano Verità), eppure da una parte verrebbe da dire che non impareremo mai la lezione, dall’altra viene anche spontaneo constatare che la volontà della casta italiana è precisamente di progredire verso il socialismo reale suo vero faro.

  • Davide
    Rispondi

    Io penso invece che sia lo stesso concetto di “hate speech” ad essere inaccettabile.
    La libertà di parola è la libertà di dire qualcosa di sgradito, altrimenti non è.
    L’odio è un sentimento umano e normale. Condannarlo a prescindere significa istituire l’amore obbligatorio (magari tramite ministero), ed istituire la psicopolizia.
    Su queste cose Orwell – da me citato tre volte in tre righe, in sostanza – è sempre il migliore.
    Il problema sono la violenza e la prevaricazione, ma il passaggio con cui considerare l'”odio” come “violenza” non è affatto corretto, anzi.

    • Fabio
      Rispondi

      Concordo assolutamente.

    • SignoreDelFeudo
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      Pensiero davvero bello ed espresso molto chiaramente!

  • Serpe
    Rispondi

    Non si può combattere l’odio con l’odio. È una cazzata. È come voler spegnere un incendio con un lanciafiamme.
    “combattere l’odio”, non ci si accorge quanto stride questa frase?

    • Fabio
      Rispondi

      Esatto.
      Posso odiare chi mi pare e piace ma sono e restano cavoli miei! Qualcuno odia qualcun’altro perché questi lo odia? il primo risultato è che si dimostra stupido quanto l’altra persona. Ed in entrambi i casi nessuno dovrebbe intromettersi fin quando non si passa a minacce di aggressioni fisiche o addirittura a vie di fatto.

      Dovrebbe essere considerata legalmente irrilevante la motivazione a monte dell’odio, il credere all’asino che vola (chi crede nello Stato Onnipotente), o alla madonna vergine che partorisce (i cristiani), o ad un epilettico che racconta i dialoghi che, in preda alle convulsioni, dice di avere con l’angelo (islam), o a quello che ha incontrato dio in montagna (ebraismo), o tutte le credenze del genere che circolano a bizzeffe. Irrilevante perché la libertà di parola è -o dovrebbe essere- sovrana unitamente alla legittima difesa senza se e senza ma con libero porto d’arma.

      • Ser
        Rispondi

        Più che altro vorremmo evitarci la condizione di guerra perpetua che accompagna l’esistenza umana.
        Quindi non ci fa piacere l’odio, non ci fa piacere chi combatte l’odio e chi combatte in generale.
        Che palle quest’occidente che non conosce pace e trasmette vibrazioni di merda ovunque!

  • Fabio
    Rispondi

    Esistono uomini (da soli, in gruppo, o organizzando gruppi) che producono coltivando la terra, allevando bestiame, lavorando metalli e materiali vari nell’industria.
    E ci sono altri uomini cui non vogliono farlo preferendo aggredire i primi rubando i frutti del loro lavoro.

    Però si può osservare anche nella ‘natura’ l’esistenza di animali che fanno la vita loro ed i parassiti che campano su di loro, animali che predano ed altri che arrivano a sottrarre carcasse e bottini vari.

    Voglio dire che gli aggressori esistono a prescindere dall’ “uomo” e ci sarà sempre chi cerca di difendersi. Quindi la guerra è nella natura delle cose, insita nell’uomo e nella ‘natura’, e ci sarà sempre chi volente o dolente combatte.
    Ma sarebbe da stupidi non distinguere chi combatte per aggredire da chi lo fa per difendersi.
    Vedo lo stesso limite in chi considera il porto d’armi come un problema: in realtà c’è una bella differenza tra chi usa un coltello o una pistola per rapinare, e chi li usa per difendersi.

    Non è possibile andare contro la natura umana, a meno che non si desideri l’Uomo Nuovo di sovietica memoria ma allora m’arrendo -è evidente che non si può ragionare con un socialista convinto-.
    Però è possibile ragionare sulle situazioni e capire da che parte sta la ragione e dove MI devo schierare, almeno moralmente. (e qui mi riferisco al tuo strano plurale maestatis)

    Riguardo l’occidente e le guerre, ti faccio osservare che solo gli stati enormi (almeno in relazione ai loro tempi) hanno fatto le grandi guerre sognando di dominare il mondo.
    Per questo parteggiare per le secessioni_sante_subito è sempre cosa buona e giusta, conveniente anche in caso di persone con desideri guerrafondai al comando di stati enormi e ricchi. Frazionare grandi stati li renderebbe militarmente più deboli per fare aggressioni -lasciandoli capaci di difendersi, e spesso comunque economicamente forti.

    Non ti viene nessun dubbio a sapere che il voto per unificare l’italia fu una truffa, con l’esercito a controllare ogni seggio in cui si ebbe il massimo dei voti per l’unità, mentre nei rari seggi senza guardie armate a minacciare e condizionare la popolazione, il voto è stato per la massima parte contro l’italia?
    Non ti viene nessun dubbio a sapere che NON ci hanno fatto votare per l’unità d’europa?
    Non ti viene nessun dubbio a sapere che dopo il terzo NO dei paesi in cui hanno permesso il voto, l’unione era da sciogliere ed invece hanno cambiato le regole a posteriori?
    E l’accanimento contro l’uscita di uno stato importante come la GB che poi neanche era davvero entrato ed aveva messo cautamente avanti le mani fin dall’inizio?

    I politici e la loro Casta vogliono gli stati enormi ed onnipotenti coi popoli buoni sono come carne da cannone. La democrazia gli serve solo per disarmare i popoli e tenerli a bada con partiti fantocci e voti finti, tant’è che su cose serie come le tasse cor cavolo che ti fanno votare!

    Io e te non potremo certo cambiare la mentalità imperialista e parassita dei grandi stati onnipotenti, ma cominciamo ad appoggiare i piccoli stati che vogliono essere o restare indipendenti, fuori dalle unioni americane, europee, africane ed asiatiche. Appoggiamo le secessioni ovunque siano.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Io odio il politicamente corretto.

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