In Anti & Politica, Scienza e Tecnologia, Varie

di AURELIO MUSTACCIUOLI

Vorrei provare a fare qualche considerazione personale sullo spunto offerto da Giorgio Fidenato e sulle sue ottime riflessioni sull’argomento.

Nel farlo vorrei dividere il ragionamento in due parti, nel primo adotterò un punto di vista libertario all’interno di una società libertaria; nel secondo adotterò il punto di vista di quello che io definisco un “liberale autentico” all’interno di una società non libertaria.

Questo perché ritengo che i libertari facciano un errore concettuale, quello di voler sempre ragionare in astratto, come se lo stato non esistesse. Questo modo di ragionare lo ritengo poco utile quando si tratta di affrontare casi limite in un mondo reale.

Nel mondo reale infatti, come ho scritto in altra sede, il libertario anarco-capitalista non ha sede (sarebbe un disadattato), esiste solo un liberale autentico o un non liberale autentico.

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Il primo ammette lo stato e adotta i principi e i valori della posizione anarco-capitalista come riferimento morale, come un’àncora che fa si che il libertarismo non diventi socialdemocrazia.

Società libertaria

In una società libertaria o anarco-capitalista dobbiamo presumere che tutti gli spazi siano privati, o perché assegnabili a individui/società o perché di proprietà condivisa (nel senso di quanto esposto nell’ottimo volume di Carlo Lottieri “Beni comuni, diritti individuali e ordine evolutivo”).
Dobbiamo inoltre presumere che il NAP o Principio di Non Aggressione sia il principio universalmente condiviso da tutti componenti di tale società.

In tale contesto esistono solo transazioni volontarie che non devono ledere la vita/salute e proprietà altrui, ma che possono prevedere il diritto di esclusione da parte dei proprietari dai loro spazi privati o comuni.

È evidente che per tale società di diritto privato non è ammissibile violare il proprio principio basilare, il NAP.
Pertanto, sarà obbligo di chi infetta, se identificabile, risarcire la vittima (tale obbligo verrà fatto valere dalle società di assicurazione che offrono i servizi di sicurezza e di giustizia). Sarà invece diritto di ciascun proprietario poter escludere un qualunque contatto per evitare di essere contagiati da un infetto, ma anche da un ipotetico infetto.

Tale diritto non è estendibile automaticamente all’intera società, è solo del proprietario. Quarantene generalizzate pertanto non possono essere ammesse perché determinerebbero il diritto di chi è impropriamente stato danneggiato dalla quarantena (infetto o meno che fosse), ad esempio perché non ha potuto esercitare la sua libera attività senza danneggiare alcuno, di ottenere risarcimento da parte della collettività.

Il caso del vaccino non fa eccezione. Il vaccino non può essere imposto coercitivamente, caso mai chi non è vaccinato può essere escluso da spazi privati, ad esempio scuole. Questo fatto costituirebbe una tale pressione sociale per cui i non vaccinati sarebbero pochissimi (VEDI QUI).

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Società non libertaria

È chiaro come il precedente ragionamento, in caso di società reale diventi un caso estremo su cui è difficile ragionare. Come dicevo, in una società non libertaria non vige il NAP. Esso è violato per definizione. Per cui è sbagliato ragionare come se vigesse. Inoltre, in una società non libertaria non ha abitazione neanche l’anarco-capitalista, ma solo un liberale autentico o un non liberale autentico. Il liberale autentico vede come moralmente non legittimo qualunque aggressione alla libertà e alla proprietà, perché mette i suddetti valori prima di ogni altra cosa, anche se sta già accettando compromessi su essi.
Non si può prescindere da queste premesse.
Ci porremo pertanto nei panni del liberale autentico (ovvio che un non liberale avrà vedute diverse, in quanto per lui l’obbligo morale alla non coercizione non esiste, esiste solo un livello arbitrariamente e ampiamente flessibile di coercizione accettata).

La società reale italiana in cui viviamo, nonostante abbia aggredito la proprietà (e continui a farlo), ha fino ad oggi mantenuto un certo livello di non aggressione nei confronti delle libertà civili. Non è mai successo in tutta la storia repubblicana che venisse vietato per decreto su tutto il territorio nazionale il diritto alla libera circolazione. Una cosa è chiudere le scuole, un’altra è vietare a tutti di uscire di casa. Questo fatto è un vero e proprio salto quantico nel livello accettato di coercizione e di aggressione. E costituisce un pericoloso precedente.

Attenzione, voglio essere chiaro. Non si tratta qui di giustificare comportamenti irresponsabili. Non si deve confondere i ragionamenti che stiamo facendo su coercizione e diritti civili con il fatto che non sia giusto in un’emergenza chiedere di stare in casa. Non solo è lecito farlo, ma se opportuno, è doveroso, e, sono sicuro, otterrebbe lo stesso effetto senza multe e autocertificazioni. Se dici che c’è in giro una malattia molto pericolosa e dimostri, tu stato, di adottare in prima persona comportamenti seri e responsabili – informativa chiara, servizi pubblici in sicurezza, mascherine, disinfezioni, moral suasion – , la gente starebbe a casa. La gente usciva di casa quando aveva la percezione che il rischio fosse basso e oggi non esce non perché deve fare l’autocertificazione, ma perché pensa che farlo sia pericoloso per sé o per gli altri. Nessuno vuole giocare alla roulette russa con la propria vita, o ha piacere a fare l’untore.

In un mondo reale, il problema di quali interventi fare e di che diritti civili ledere, rende sempre necessaria una approfondita analisi dei rischi. Non si tratta di ragionare in astratto su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato dal punto di vista di un’ottica ideale libertaria. Ma su cosa è meno sbagliato fare da parte di un liberale autentico che accetta la coercizione, ma non la giustifica moralmente, per cui diventa molto difficile accettarne un livello significativamente maggiore.

Una valutazione approfondita è ancora più importante in questo caso specifico, dove non esiste la certezza di esito nefasto della malattia, ma solo un nesso probabilistico sul fatto che in caso di contagio l’infettato possa contrarre altre patologie che hanno esito mortale.

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Un liberale autentico non può non domandarsi se valga veramente la pena bloccare tutte le attività con tutte le conseguenze, dirette e indirette, economiche e sociali (anch’esse potenzialmente letali), che tale provvedimento comporta.
Ma altresì dovrà valutare se questa decisione possa o meno arrivare al punto di sospendere diritti civili, e poiché considera la coercizione immorale, molto difficilmente la risposta sarà positiva.

Il caso del coronavirus è interessante perché rappresenta un caso limite. Se infatti è ammissibile, come sostiene Giorgio, aumentare il livello di coercizione attraverso una quarantena generalizzata per ridurre il rischio che una malattia possa procurare la morte con una probabilità non nulla, perché non mettiamo tutti in quarantena anche per una influenza stagionale? Anche l’influenza stagionale determina in piccole percentuali l’insorgenza di patologie con esito mortale. Perché lo 0,1% è accettabile e lo 0,6% no, o l’1% no. È evidente che non è una questione di se ci sono o meno morti, ma di quanti morti sono accettabili. Per le malattie come l’influenza ragioniamo già così, e non ci scandalizziamo.

In questa crisi il governo è criticabile (da un punto di vista liberale) perché non si è fatto alcuno scrupolo di ridurre subito i diritti civili. E ha preso questo provvedimento con estrema disinvoltura. Vice versa non ha adottato prontamente tutte le misure concrete – lo ripetiamo, informativa chiara, servizi pubblici in sicurezza, mascherine, disinfezioni, moral suasion,.. – volte a contenere il contagio. Né si è minimamente posto il problema delle conseguenze economiche (anche letali) che un blocco prolungato di tutte le attività produttive avrà sull’economia di un paese già in difficoltà.
La sospensione dei diritti civili sembra quindi quasi un presagio di quello che potrebbe avvenire quando le motivazioni non saranno strettamente sanitarie, ma saranno altrettanto valide, o sostenibili. È così che si perde la libertà.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, premesso che il livello di coercizione di una vaccinazione obbligatoria è basso rispetto al livello di coercizione già presente, non mi sento di farne un caso. Tuttavia, essa potrebbe benissimo avvenire su base volontaria, con esclusione, ad esempio, dei non vaccinati dalle scuole.

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Mostrati 5 commenti
  • Serpe
    Rispondi

    Ma il contagio non è dimostrabile di fronte a un giudice. È una ipotesi scientifica. Hai mai visto un video dove si vede un virus che passa da un corpo ad un altro? Io no. Quindi si tratta di supposizioni. Ci sono teorie che vedono i virus come effetto di degradamento cellulare interno al corpo.
    Perciò è tutto un settore scivoloso in cui tutto dipende da quale teoria accettare.
    Comunque io accetterei benissimo di essere escluso dalle scuole basta che poi non mi rompete i coglioni con le vaccinazioni obbligatorie.
    Ma guarda te se anche in ambito libertario bisogna fare questi discorsi…

  • Libero sempre
    Rispondi

    Temo che si parli sempre troppo.
    Che ogni occasione diventi, per ciascuno di noi, motivo per filosofeggiare e esternare i propri punti di vista.
    Allora lo faccio anche io.
    :-)

    Perché mi devo definire “libertario”? Perché poi devo definirmi con sotto derivazioni diverse? Perché uno si deve definire seguace di una religione e poi avere 10 comandamenti come regola base di comportamento?

    Io credo che tutto si determini in una sola parola/atteggiamento: “RISPETTO”.

    Con questa parola la nostra religione avrebbe 1 solo comandamento, non 10.

    Con questa parola, il libertario avrebbe inquadrato credo tutte le proprie visuali e idee politico/sociali.

    La coercizione la si ha ogni volta che manca il RISPETTO da parte di una persona/ente/stato verso l’altra: la si ha ogni volta che viene resa una informazione di massa non approfondita a beneficio di una popolazione con un altissimo tasso di analfabetismo funzionale. Lo si ha ogni volta che si cerca di imporre agli altri una idea, una teoria, una informazione appresa alla fonte del “dicono”…

    A mio avviso, un libertario, o meglio una persona che apprezza l’ideologia libertaria in larga massima (credo che nessuno possa aderire al 100% ad una filosofia/ideologia ed per questo che poi ricerchiamo sempre le sotto-definizioni) deve partire da pochi sani principi:

    – lo stato vive e imperversa sulle disgrazie della popolazione. E’ il problema, non la soluzione.
    – non esiste un governo che “In questa crisi il governo è criticabile”: il governo, è sempre criticabile. Anche il politico vive sulle spalle della popolazione.
    – non mi interessa quello che fai, purché lo fai fuori da casa mia e lontano dalla mia sfera d’azione.

    Tornando al tema scottante del periodo:
    – se ho RISPETTO mi atteggio in maniera tale da evitare di tenere comportamenti dannosi per gli altri (e soprattutto non ho bisogno di decreti per farlo)
    – se ho RISPETTO, valuto anche evidenze scientifiche – non date dai media coercitivi nel loro tam tam ormai continuativo (ma nessuno si chiede mai come mai le varie “aziende” dei TG producano sempre le stesse notizie?? Non sarebbe possibile in un regime di mercato della notizia libero e incondizionato!) – laddove mi si dice che il vaccino per il virus non serve a nulla
    – se ho RISPETTO, valuto il fatto che la pandemia è aggravata (quanto? In che misura? E inizio a pormi anche queste domande…) da un taglio continuo alle risorse della sanità. Che oltre a tagliare posti letto, a non garantire sufficienti reparti di rianimazione, non brilla – mediamente parlando – per efficienza nemmeno per quanto ha deciso di tenere aperto (pulizie, disinfezioni dei reparti, ecc…ecc…)
    – se ho RISPETTO valuto infine che questo virus potrebbe non essere “naturale” (come sembrerebbe ormai attestato) e quindi potrei farmi un’idea (giusta o sbagliata che sia) che da qualche laboratorio si sia creato il mostro per fare azione coercitiva sulle persone (Vaccinati, Stai a Casa, Muori, Spaventati, Paga… ecc.…)

    Vivere non è facile. Vivere nel RISPETTO porta automaticamente il cervello a girare a 360 gradi come un elica, senza mai smettere, per cercare la verità.
    Ma non si può vivere cosi.
    Io, per primo, non ho le capacità.
    Né di definire un libertario e le sue accezioni o sottocategorie di appartenenza
    Nè di capire l’evolversi di un virus, le possibilità di distruggerlo scientificamente (ho capito, forse, come si poteva non crearlo), le possibilità di evitarlo con certezza.

    E allora vivo.

    – Avendo Rispetto del mio prossimo (che mi rispetta o che mai mi ha fatto del male)
    – Cercando di mettere in campo atteggiamenti positivi (salute fisica, salute mentale, buona alimentazione, non fumare, ecc…)
    – Affidandomi, per tutto quanto non gestibile, al fato (non allo Stato, non ai media).

    Ricordiamoci che siamo abituati a teorizzare di quello che si DOVREBBE fare, e l’unico che non teorizza mai, se non quando anticipa una cosa per farne poi una peggio, è lo Stato.
    Ma con le teorie, in campo politico e sociale, non si arriva da nessuna parte. Spesso non ci arriva nemmeno la scienza (ne deve elaborare parecchie per poter arrivare a un concetto) figuriamoci noi popolino, che discutiamo di tutto, dalla scienza alla sanità, dalla politica al giornalismo, senza mai capire che, senza il RISPETTO, sono sempre “gli altri” quelli che dovrebbero darsi una regolata, essere vaccinati, avere idee simili alle nostre, ecc… ecc.…

    E con buona pace dei “diritti civili” che sono scritti (o non rispettati…) proprio in base a quello che la popolazione richiede.
    E l’additare agli altri le responsabilità nell’ambito della partecipazione alle dinamiche della vita sociale, è equivalente al richiamo del “bene comune” che lo Stato continuamente ci fa, immolandoci al suo altare e soverchiandoci di norme, leggine e tasse.

    La capacità di portare un elevato senso di Rispetto, è la capacità di avere un individuo forte, ampiamente cosciente di se, sufficientemente fiero di se stesso.

    Un individuo sano.

  • Serpe
    Rispondi

    In più, fa un certo effetto vedere dei “libertari” che appoggiano un trattamento “di massa” come le vaccinazioni.
    Ogni individuo è unico!
    E anche le malattie sono uniche!
    Due polmoniti non sono identiche!
    Ogni raffreddore ha sue proprie caratteristiche!
    E ogni paziente va affrontato nella sua unicità!
    La pretesa della medicina chimica di raggrupparci per malattie è una cazzata!
    Come è una cazzata pensare che esistano rimedi uguali per tutti.
    Infatti, se vediamo i dati che la stessa “medicina scientifica” da sugli effetti delle vaccinazioni ci viene detto che SUL 30% DEI PAZIENTI NON HANNO EFFETTO questo significa che quando loro vogliono immunizzarti per un virus o un batterio, non riescono sempre, perché questi esseri che vengono pensati uguali non lo sono!!!!
    1=1 questa è logica. MA PER UN LIBERTARIO QUESTA LOGICA È SBAGLIATA. A QUESTO MONDO NON C’È NIENTE DI IDENTICO.

    • Davide
      Rispondi

      “In più, fa un certo effetto vedere dei “libertari” che appoggiano un trattamento “di massa” come le vaccinazioni.”
      Infatti. Molto effetto.
      Lo sanno che la mortalità del morbillo è dello 0.2%, ad esempio, nei paesi civilizzati?
      E meno ancora per diverse altre malattie oggetto di vaccinazione.
      Figurarsi quanto può essere la probabilità di recare danni a qualcuno, se si calcola la probabilità congiunta con l’essere portatori della malattia, e con la responsabilità degli altri di vaccinarsi in prima persona se non vogliono essere contagiati.

      Se si passa a considerare qualsiasi probabilità infima come “aggressione”, allora non c’è alcuna altra scelta che chiudere tutto, vietare di uscire di casa, vietare completamente la circolazione di qualsiasi veicolo: per quanto siate responsabili, c’è sempre la possibilità che qualcosa vada storto e rechi danno a qualcuno.
      Danni fisici, magari anche la vita, che non sono risarcibili in denaro nè in altro modo.

      Questo è esattamente il genere di ragionamento che fa il collettivista medio, quando vieta tutto in modo ridicolo per “salvare delle vite”.
      Tutto è pericoloso a questo mondo.
      Qualcuno pensa veramente che sia libertario vietare di avere il gas e l’energia elettrica in casa?
      Perchè anche questi hanno una probabilità non nulla di recare danni, magari non risarcibili, al prossimo.
      Bisogna senza dubbio vietare a tutti di uscire di casa: se esci, e sei portatore di un raffreddore, potresti recare danno ad un immunodepresso, che potrebbe anche morirci.
      Surreale, semplicemente surreale.
      Forse, con le fake news dello “scienziato” sulla gente che circola a Roma e Catania, e con le stime fuorvianti sui morti di influenza (che non sono 250, ma 8000), è bene che qualcuno cominci a farsi qualche domanda, in merito a “scienza” e certi modelli sbagliati.

      • Serpe
        Rispondi

        Se c’è un motivo che mi ha attratto a queste idee è che ogni individuo è unico, e come tale deve essere riconosciuto: nella sua unicita.
        Per questo motivo anche solo l’idea che possano esistere dei trattamenti di massa è aberrante.
        Le masse le lasciamo ai demagoghi e ai populisti!

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