In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

Giovanni Tria, già mite ministro dell’Economia nel governo Lega-M5S, da quando è tornato a fare il professore universitario scrive articoli pubblicati (genrralmente) al sabato sul Sole 24 Ore. Occupandosi della burocrazia italiana, Tria osserva:

È inevitabile che i massimi generatori di “domanda di nuovo lavoro burocratico” siano gli uffici legislativi anche quando si mettono in moto per rispondere, in perfetta buona fede, a chi vuole ridurre la burocrazia. Il problema è che a fronte della “domanda” deve esserci anche un’offerta adeguata di burocrati in grado di soddisfarla.”

Dopo aver raccontato un aneddoto riferito alla sua esperienza da ministro, Tria scrive:

Oggi non c’è un eccesso, ma una enorme mancanza di burocrazia, nel senso di uffici in grado di svolgere i compiti richiesti. Quello che è in eccesso è la domanda di burocrazia insita in ogni norma, ma anche perché si assume sempre che ci sia un’offerta adeguata, cioè una catena produttiva adeguata.

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Suppongo che nella libreria personale di Tria non abbia trovato spazio “Burocrazia” di Ludwig von Mises. Il professore sembra peraltro consapevole che il burocrate pensi in primo luogo ad agire conformemente a quanto previsto dai protocolli, senza avere la benché minima preoccupazione per gli esiti perversi a cui porta tale modo di agire (che, in linguaggio volgare ma efficace, è riassunto nella formula “pararsi il culo”).

Va da sé, quindi, che la soluzione non può consistere nell’avere più burocrazia o una migliore burocrazia, bensì nel ridurne la quantità necessaria. Il che, come sembra essere consapevole lo stesso Tria, rende necessaria una delegiferazione.

Cosa che non appare all’orizzonte, quando si pensa che solo il decreto cosiddetto “Rilancio” consta di 266 articoli per complessivi 1050 commi, ovviamente infarciti di riferimenti ad articoli e commi di una moltitudine di altri provvedimenti, oppure di rimandi a decreti ministeriali da redigere in attuazione dei provvedimenti di supposto rilancio.

Ma quale rilancio volete che arrivi…

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Mostrati 5 commenti
  • vetrioloblog
    Rispondi

    Non saprei se è più probabile convincere un politico dell’inutilità dei propri privilegi o convincere un burocrate ad autosemplificarsi, in pratica ammettendo l’inutilità della sua funzione.

  • MICHELE
    Rispondi

    qualcuno sosteneva che la burocrazia è la polvere costante che si annida negli ingranaggi del potere

  • leoluca
    Rispondi

    Mi sembra che in economia prima viene l’offerta (cioè la produzione) e poi la domanda, Quindi se c’è produzioni di più leggi, che ogni giorno riempiano le gazzette ufficiali, occorrono (cresce la domanda) più esperti burocrati che le preparano, le mettono in relazione (visto il comma della L visto l’altro comma….) e poi li mandano alla stampa. Ergo la burocrazia non finirà mai fino a quando ci saranno leggi fiat da scrivere e da gestire. La soluzione? : eliminiamo il ministero del lavooro, eliminiamo il ministero dello sviluppo economico ed altri non servono. Ecco le sovrastrutture a cui Marx non pensò, sbagliando bersaglio. Abbiamo circa 13 Ministeri con portafoglio e 3 senza portafoglio (ma con gli stessi privilegi). Vedi quanti parassiti.

    • Dino
      Rispondi

      Se elimini il denaro fiat, non ci sono più soldi per legiferare ad cazzum e mantenere burocrazie inutili. Come al solito tutto parte da li.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Diciamo, secondo la legge di Say, che l’offerta viene prima della domanda in termini di produzione ma al tempo stesso nasce dopo l’osservazione di una potenziale domanda. Se ai mercantilisti serve qualcosa c’è pronta l’offerta del burocrate che crea la loro successiva domanda. Ma in questo caso sia l’offerta che la domanda violano la legge del mercato che è basata sullo scambio e sull’assenza di aggressione istituzionalizzata. Per quella non istituzionalizzata c’è il mercato della difesa che viene offerto prima della domanda ufficiale ma esiste perché c’è bisogno avvertito di protezione. Se la protezione è forzata e non richiesta, la burocrazia è solo l’ovvia conseguenza di tale forzatura. Marx non ha involontariamente sbagliato bersaglio, ci pensava eccome a quelle sovrastrutture al vertice delle quali c’era la sovrastruttura peggiore, cioè il partito. Il suo sbaglio non fu un’azione in buona fede che solo uno sciocco totale poteva concepire, ma una vera e propria creazione pseudoscientifica di una teoria basata sulla prepotenza. Forse non tutto parte dal denaro fiat perché il potere imposto esisteva anche prima della nascita del denaro; ma sicuramente l’eliminazione delle monete a corso forzoso porterebbe a non poter più finanziare la burocrazia. Ed è per questo che si continua a emettere moneta falsa e a fornire false informazioni, comprese quelle sui decessi da influenza stagionale: per mantenere il potere. Eliminata la sanità fiat, eliminate anche le cifre farlocche sui contagi e le diagnosi errate. Magari volutamente errate. A Mussolini bastavano poche migliaia di morti per vincere la guerra. Lui sì, sbagliava come suo solito bersaglio. Questi qui temo di no.

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