In Anti & Politica

DI JON MILTIMORE

I decessi per virus C hanno rallentato fino ad arrivare a zero in Svezia. Con l’eccezione di un singolo decesso il 13 luglio, dal 10 luglio non sono stati segnalati decessi in questa nazione di 10 milioni di abitanti.

Ma il dibattito sull’approccio della Svezia all’epidemia di virus C, che s’è basato sulla responsabilità individuale anziché sulla coercizione statale per mantenere le distanze sociali, è tutt’altro che finito.

La scorsa settimana il New York Times ha definito l’approccio svedese all’epidemia una “storia di ammonimento” per il resto del mondo, sostenendo che “ha prodotto un aumento di morti senza risparmiare la sua economia dai danni”.

Per essere precisi, la Svezia ha sovraperformato molte nazioni in tutto il mondo con il suo approccio “più leggero” ed è stata una delle poche nazioni in Europa a vedere la sua economia crescere nel primo trimestre del 2020.

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Nel frattempo, Anders Tegnell, il massimo esperto di malattie infettive della Svezia, continua a difendere l’approccio della sua nazione all’epidemia.

“Non vedo l’ora di effettuare una valutazione più seria del nostro lavoro di quanto sia stato fatto finora”, ha dichiarato Tegnell in un recente podcast pubblicato dalla radio pubblica svedese prima di fare una vacanza programmata. “Non c’è modo di sapere come finirà.”

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Mostrati 3 commenti
  • Stefano
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    • Fabio
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      però hai visto che meraviglia? : “A fine novembre la direzione ha annunciato il licenziamento di 250 medici e 350 assistenti, dopo aver soppresso 550 posti nell’amministrazione a maggio per mancanza di fondi”
      A fronte di immani sprechi dovuti ad appalti pubblico (si, pubblico, nonostante continuino a ripetere alla nausea il termine “privatizzazione”) lo Stato LICENZIA.
      Musica per le mie orecchie. E’ qualcosa che qui non accadrà mai. In italia si lamenteranno sempre e comunque di fantomatici tagli e pretenderanno raddoppio degli investimenti e dei premi di produzione, altro che licenziamenti nella sanità.

  • Fabio
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    Continuano i riconoscimenti sottintesi alla strategia svedese, come questa: «La Svezia non ha fatto nulla di sbagliato». Lo ha detto recentemente Pietro Vernazza, primario del reparto infettivologia dell’ospedale di San Gallo, in un’intervista rilasciata alla SonntagsZeitung.

    Ma guai a riconoscerla esplicitamente e difenderla, bisogna sempre dire che pare…, non si sa…, l’oms dice altro… gli ‘esperti’ presumono diversamente (e te pareva!!) …

    Notare che quando si parla degli svedesi bisogna addirittura pretendere che si assumano le responsabilità delle morti inutili, mentre per il disastro in lombardia puntualmente si deve tacere perché noi siamo il faro della sanità dell’occidente ed esempio del mondo.
    I primi malati, due cinesi, furono arrestati nell’affollatissima a roma, eppure il paziente zero lo trovarono in un anonimo paesello sperduto nella campagna lombarda.
    Quando con mille strilli stabilirono la zona rossa in veneto e lombardia con l’esercito per strada, già c’erano i primari degli ospedali di roma ricoverati in terapia intensiva nel silenzio più assoluto.

    https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1451627/svezia-strategia-fate-modello-esperti

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